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Il voto nelle città: le Europee a Genova

Una nuova analisi quartiere per quartiere: a Genova è lotta a due fra PD e Lega.

Dopo Torino, Firenze, Napoli e Bologna, il nostro viaggio nel voto urbano passa da Genova. La città ha una superficie comunale maggiore di tutte le precedenti, e questo si nota dalla grandezza delle zone periferiche rispetto a quelle centrali sulla mappa, colorata di rosso e di blu.

Nota: in 5 unità urbanistiche (in grigio sulla mappa) ci sono sezioni elettorali, ma noi ci siamo attenuti alla corrispondenza pubblicata dal comune di Genova nei risultati pubblicati sul suo portale open data.

Il PD, che ottiene il 30,1% nel capoluogo ligure, è infatti la lista più votata in 43 unità urbanistiche, mentre il Carroccio, al secondo posto con il 27,6% dei consensi, prevale in 23. Bisogna notare, però, che in moltissime zone il vantaggio dell’uno o dell’altro partito è minimo, inferiore ai 5 punti. I dem infliggono i maggiori distacchi alla Lega nel centro di Genova (Molo, Prè, Castelletto, Manin, San Nicola), ma anche nel borgo di Crevari. Al contrario, la Lega va meglio a Cornigliano e a Campi, quartieri popolari compresi fra il torrente Polcevera (su cui transitava il ponte Morandi) e le acciaierie ILVA.

Genova: il primo partito alle Europee per unità urbanistica

Se invece si considerano le coalizioni, il centrodestra – ossia Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia – è primo in 49 unità urbanistiche. Fra questi, oltre che a Cornigliano, ottiene il suo vantaggio maggiore nella periferia nordest (Doria, Molassana, Montesignano) , nel Levante e nei benestanti quartieri di Albaro e Lido – questi ultimi soprattutto grazie a Forza Italia. Al contrario il centrosinistra – composto da PD, +Europa ed Europa Verde – è prima coalizione in 17 aree urbanistiche e si impone, oltre che nelle zone del centro già citate, soprattutto nel Ponente.

Genova: la prima coalizione alle Europee per unità urbanistica

La Lega

Passando ora ai singoli partiti, osserviamo che la Lega riesce a superare il 25% praticamente in tutto il comune tranne che nelle zone centrali. Il picco maggiore lo raggiunge proprio fra Cornigliano e Campi, superando comunque il 30% in buona parte delle unità urbanistiche di periferia.

Genova: il voto alla Lega

Rispetto alle Politiche 2018, la Lega ha ottenuto l’11,1% in più a livello comunale. La crescita, però, non è avvenuta ovunque allo stesso modo. Sono state proprio le zone periferiche in cui il Carroccio era già forte a crescere più della media, mentre i quartieri del centro e della costa Levante si sono rivelati più ostici per il partito di Salvini.

Genova: la variazione della Lega rispetto al 2018

Il Partito Democratico

Il Partito Democratico, invece, proprio in Centro ha ottenuto alcuni dei suoi migliori risultati, sfiorando il 40%. Sopra il 30% anche a Sestri, Voltri e in buona parte del Levante, mentre i risultati peggiori – poco sopra il 20% – sono arrivati a Cornigliano e a Campi.

Genova: il voto al PD

La variazione del PD è stata più polarizzata rispetto a quella del Carroccio. Se, infatti, a livello comunale la variazione è stata del 8,9%, non sono mancate unità urbanistiche dove la differenza fra Politiche ed Europee non è andata oltre il 4-5%. Dal centro, in compenso, sono arrivate ottime notizie. Per esempio, se a Prè l’anno scorso i dem avevano ottenuto solo il 18,3%, alle Europee hanno più che raddoppiato i voti, arrivando a un buon 39,5%.

Genova: la variazione del PD rispetto al 2018

Il Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ci ha abituato a performance molto polarizzate, con risultati pessimi nei centri storici e migliori in periferia. Questa tendenza si conferma anche a Genova, con i risultati migliori che arrivano dagli storici quartieri popolari e industriali della Val Polcevera (Cornigliano, Campi, Teglia) e della Val Bisagno (Quezzi, Marassi).

Genova: il voto al M5S

La variazione rispetto al boom delle politiche – quando il M5S era stato primo partito in città, vincendo due collegi su tre alla Camera – è molto negativa: -13,1%. Si nota anche una parziale controtendenza nei quartieri del centro, dove il MoVimento fondato da Beppe Grillo cede meno della media comunale. Tuttavia, bisogna considerare che in questi quartieri il punto di partenza era già piuttosto basso, e che un calo di “soli” 7 punti, come ad Albaro, significa quasi dimezzare la percentuale ottenuta.

Genova: la variazione del M5S rispetto al 2018

Giovanni Forti

Romano, studia Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna. Quando non è su una montagna, si diverte con sistemi elettorali, geografia politica e l'impatto delle disuguaglianze sul voto.

Alessio Vernetti

Nato nel lontano 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. I suoi interessi principali sono la psefologia, il diritto costituzionale, lo sviluppo internazionale e i mutamenti sociali.
La sua vita sociale è inversamente proporzionale al numero di settimane che mancano alle elezioni.

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