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Torino voto 2019

Il voto nelle città: le Europee a Torino

Il centrosinistra ha vinto nettamente nel capoluogo piemontese, ma questo non è bastato a Chiamparino

Il comune di Torino era osservato speciale il 26 maggio: oltre alle Europee, infatti, in Piemonte si è votato per le Regionali. Come vi abbiamo raccontato nel nostro articolo di analisi post-voto, la vittoria del candidato del centrodestra Alberto Cirio sull’uscente Sergio Chiamparino è stata costruita soprattutto nelle altre province. Ma come sono andate le elezioni nel capoluogo?

Il centrosinistra

A Torino, dove vive circa un quinto dei residenti della regione Piemonte, si sta verificando un’evoluzione politica di lungo periodo. All’interno della città, infatti, si stanno spostando in modo netto le zone di forza e di debolezza delle diverse forze politiche. Facciamo un esempio: il centrosinistra, non più tardi di quindici anni fa, riscuoteva i maggiori consensi nelle aree periferiche della città, come Mirafiori Sud nella parte meridionale della città e Borgo Vittoria in quella settentrionale. In tutte le elezioni successive, la distribuzione del voto per la coalizione aveva mostrato un progressivo spostamento verso il centro e verso le zone più benestanti. La tendenza è stata pienamente confermata anche nel 2019: oggi il centrosinistra raggiunge e supera il 50% dei voti solo nelle zone più ricche e con titoli di studio avanzati.

Torino: la mappa animata del voto per il centrosinistra (2004-2019)

L’evoluzione del centrosinistra a Torino fra 2004 e 2019

Torino: la mappa del voto al centrosinistra alle Europee

Il centrodestra e la Lega

Anche il centrodestra ha spostato le sue zone di influenza: con la prima Forza Italia e poi con il PdL, il polo di centrodestra riscuoteva il suo maggior successo nel centro e nelle aree più ricche. Al contrario, oggi la coalizione a trazione leghista sfonda il 50% in alcuni quartieri di periferia, con il partito di Matteo Salvini a fare la parte del leone soprattutto nelle zone dell’estremo nord e sud e nel quartiere di Barriera di Milano.

Torino: la mappa del voto alla Lega alle Europee

Il Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ha patito una netta flessione rispetto alle Politiche 2018, con un crollo di oltre 10 punti percentuali (dal 23,8% al 13,3%). Sebbene il calo sia stato generalizzato in tutta la città, il movimento di Luigi Di Maio ha ottenuto un risultato vicino al 25% in diverse aree periferiche, dove è riuscito a contenere la flessione. In alcune di queste, come Vallette e Mirafiori Sud è stato il secondo partito dietro la Lega di Matteo Salvini. Al contrario, in ben 18 zone statistiche su 93 – tutte concentrate fra centro, Crocetta e collina – il Movimento di Luigi Di Maio è arrivato addirittura sesto, superato anche da PD, FI, FdI e +Europa.

Torino: la mappa del voto al Movimento 5 Stelle alle Europee

Lo spartiacque è la Dora

Già le mappe monocolore dei singoli partiti rendono l’idea di una città divisa politicamente in due. Tuttavia, è osservando il primo partito in ciascuna zona statistica che si nota davvero la spaccatura principale. Questa separa le zone a nord della Dora a maggioranza leghista (le circoscrizioni 5 e 6, con l’eccezione della zona universitaria di Borgo Rossini), da quelle oggi “rosse” a sud del fiume. L’altra eccezione che salta all’occhio è proprio quella di Mirafiori Sud (l’ex circoscrizione 10), dove nel 2004 il centrosinistra vinceva con quasi il 20% di vantaggio, mentre oggi il centrodestra è avanti di circa 10 punti percentuali.

Torino: il primo partito per zona statistica alle Europee

 

Giovanni Forti

Romano, studia Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna. Quando non è su una montagna, si diverte con sistemi elettorali, geografia politica e l'impatto delle disuguaglianze sul voto.

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