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I risultati del sondaggio predittivo sulla Sardegna

La media delle vostre risposte al sondaggio predittivo sulla Sardegna ha previsto l’affluenza con uno scarto dello 0,02%. Tutti i dati e i premi.

Boom del sondaggio predittivo di YouTrend sulle elezioni regionali in Sardegna. Nella precedente edizione di due settimane prima sull’Abruzzo, infatti, avevamo ottenuto poco più di 300 risposte in 24 ore. Stavolta, invece, gli utenti che hanno risposto ad almeno una domanda del nostro sondaggio entro la chiusura delle urne sono stati ben 2696! In particolare, ci ha sorpreso il dato dei partecipanti dalla Sardegna: il 32% di quanti hanno indicato la propria regione di provenienza. E in un’elezione con risultati per nulla facili da prevedere persino per sondaggi ed exit poll, la precisione di molti è stata davvero sorprendente.

Una precisazione prima di osservare i risultati. Fino a venerdì pomeriggio la domanda sulle percentuali dei sette candidati obbligava a dare una risposta la cui somma facesse 100. Tuttavia, questo ha causato problemi di compilazione a molti utenti, che ce l’hanno segnalato: abbiamo rimosso il vincolo e per chi ha compilato il questionario in seguito abbiamo ricalcolato (quando la somma era diversa da 100) le percentuali di ogni candidato in proporzione. Vediamo i dati.

L’affluenza

La prima domanda del sondaggio predittivo era sull’affluenza in Sardegna. Se sull’Abruzzo avevamo invocato la  “saggezza della folla” per una distanza fra pronostico medio e dato reale di 0,96%, oggi non sappiamo che dire.

Infatti, tenendo in considerazione i 1539 utenti che hanno compilato completamente il questionario, l’affluenza media prevista è stata del 53,77%, ad appena lo 0,02% dal dato definitivo (53,75%). In termini assoluti, l’errore è stato di appena 318 votanti su quasi un milione e mezzo di aventi diritto alle elezioni sarde!

 La precisione (incredibile) del sondaggio predittivo sull’affluenza

Il vincitore

Una buona precisione anche sui pronostici del vincitore. Solinas era stato indicato come vincente dal 71,8% dei nostri rispondenti, il 25,8% aveva scelto Zedda e il 2,1% aveva previsto Desogus. Vediamo cosa hanno i nostri partecipanti, disaggregando i dati per voto alle ultime Politiche e al Referendum Costituzionale del 2016 e per provenienza.

Solinas era il favorito per tutti i gruppi, anche se più di 4 elettori del centrosinistra su 10 (e quasi 4 sardi su 10) avevano creduto nelle possibilità di vittoria di Zedda. Gli elettori del centrodestra nel 2018, addirittura, erano praticamente unanimi  nel prevedere la vittoria del presidente neoeletto, con il 96% di risposte di quel parere.

Le percentuali

Come già era successo con le previsioni sull’Abruzzo, i nostri partecipanti sono stati meno precisi sul pronostico delle percentuali. In questo ambito, infatti, c’è stata una sovrastima sistematica di Desogus del Movimento 5 Stelle (20,2%, 9 punti in più rispetto al risultato reale) e degli “Altri” (12,2%, +4,1% sul dato reale). Contemporaneamente è stato nettamente sottostimato Solinas (37,5% contro 47,8% reale), persino dai gruppi a lui più favorevoli come gli elettori di centrodestra.

Discreta, infine, la media dei pronostici su Zedda (2,7% di differenza fra dato reale e pronosticato), con un’ottima precisione degli elettori di centrosinistra e dei sardi.

Sondaggio predittivo: il risultato in Abruzzo

La lista più votata

Come in Abruzzo, il Movimento 5 Stelle, nelle elezioni del 4 marzo scorso, era stato la lista più votata in Sardegna con il 42,5%. Al confronto, il PD e FI avevano preso un terzo dei voti, mentre la Lega – alleata con il Partito Sardo d’Azione – poco più di un quarto. Il ribaltamento già avvenuto in Abruzzo, però, aveva portato i nostri rispondenti a prevedere soprattutto la Lega come prima lista in queste regionali: quasi il 60% dei pronostici indicava il partito di Matteo Salvini. Un’altra fetta consistente (il 24,7%) aveva previsto che il Movimento 5 Stelle si sarebbe confermato primo partito. Solo l’11,4%, infine ha previsto il Partito Democratico, nettamente minoritario anche nei pronostici dei suoi elettori.

Sappiamo com’è andata davvero: il Movimento 5 Stelle ha perso praticamente 300mila voti rispetto al 4 marzo 2018, praticamente un voto perso ogni meno di 2 minuti, e si è classificato quarto. Seconda e terza lista sono stati Lega e PSd’Az, rispettivamente con l’11,4% e il 9,9%. Alla fine con il 13,5% (dati ufficiali parziali) è il Partito Democratico il primo partito dell’isola.

Sondaggio predittivo: quale sarà la lista più votata in Abruzzo?

I vincitori del sondaggio predittivo

Questi erano i dati su tutti i nostri utenti che hanno partecipato. Ma chi sarà stato il più accurato? Abbiamo scritto una mail ai primi tre classificati, cui preghiamo di risponderci, per chiedere loro il nome da pubblicare e, nel caso del primo, l’indirizzo per inviargli in premio Fenomeno Salvini, il libro sulla comunicazione politica del leader della Lega curato dal team di Quorum/YouTrend.

La classifica è stata stilata fra chi ha lasciato l’email, seguendo il criterio della minore somma dei quadrati degli errori per quanto riguarda le percentuali dei candidati e dell’affluenza, e aggiungendo un malus del 20% del punteggio a chi ha sbagliato la lista prima classificata.

La partita si è giocata soprattutto sulla percentuale del candidato del Movimento 5 Stelle, il risultato probabilmente più difficile da prevedere. Alla fine, i tre più precisi hanno previsto molto bene l’affluenza, le proporzioni della vittoria di Solinas e la performance di Zedda. Rispetto a tutti gli altri partecipanti, però, hanno fatto la differenza sul risultato di Desogus: davvero pochi erano riusciti a prevedere un risultato così basso per il portacolori del M5S.

Va sottolineato, però, che nessuno dei tre ha indovinato la lista più votata: il primo e il terzo hanno pronosticato la Lega, mentre il secondo era stato fra i pochi a scegliere il Partito Sardo d’Azione.

Sondaggio predittivo: i pronostici più precisi

Avete suggerimenti per i prossimi sondaggi predittivi? Fateceli sapere nei commenti!

Giovanni Forti

Romano, studia Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna. Quando non è su una montagna, si diverte con sistemi elettorali, geografia politica e l'impatto delle disuguaglianze sul voto.

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