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Umbria al voto: resterà Regione rossa o si tingerà di verde?

I trend degli ultimi anni sembrano dare per favorita la candidata del centrodestra unito. Riuscirà Bianconi a frenare l’ascesa della Lega?

Domenica 27 si voterà in Umbria per il Presidente della Regione e per il rinnovo del Consiglio regionale. La Regione va al voto anticipatamente per via delle dimissioni della Presidente Catiuscia Marini, indagata insieme ad altri esponenti di spicco della precedente Giunta per presunti illeciti nelle assunzioni all’interno del sistema sanitario regionale.

Con il sopraggiungere dell’estate, lo scenario locale si è però intrecciato indissolubilmente con quello nazionale. La caduta del governo gialloverde e il conseguente ingresso del Partito Democratico nell’esecutivo hanno dato via ad un nuovo equilibrio politico fondato su un bipolarismo allargato, con il centrodestra da una parte e l’asse giallorosso dall’altra.

In più, per la prima volta il Movimento 5 Stelle si è alleato con altre forze politiche: il principio di non stringere accordi elettorali con altri partiti non era stato mai messo in discussione fino allo scorso 20 settembre, quando gli utenti della piattaforma Rousseau hanno dato il via libera alla costituzione del “patto civico” per l’Umbria insieme al centrosinistra.

Le elezioni sono inoltre importanti perché potrebbero segnare il passaggio al centrodestra di questa storica “Regione rossa“: il centrosinistra, infatti, guida la Regione sin dal 1970, e nonostante il patto con il Movimento 5 Stelle rischia, oggi più che mai, di perdere questo suo feudo.

 

La legge elettorale

Il sistema elettorale in vigore in Umbria prevede l’elezione in un unico turno sia del Presidente della Regione che del Consiglio regionale. In particolare, è eletto Presidente chi ottiene la maggioranza anche solo relativa dei voti validamente espressi, e alla lista o alla coalizione collegata al candidato vincente sono assegnati, nel Consiglio, 13 seggi (tra cui quello riservato al Presidente eletto), mentre all’opposizione spettano i restanti 8: vi è dunque un premio di maggioranza che garantisce al governatore almeno il 60% dei seggi nell’organo legislativo. Inoltre, a differenza di altre regioni dove sono previsti listini provinciali, per l’elezione del Consiglio i candidati delle liste sono gli stessi in tutto il territorio umbro, per cui – una volta stabilito il numero di seggi spettanti ad ogni lista – si insediano al Consiglio i candidati che hanno raccolto più preferenze personali su scala regionale.

 

I candidati

Nel complesso ci sono 8 candidati alla Presidenza sostenuti da 19 liste. I due sfidanti principali sono la senatrice leghista Donatella Tesei, avvocato e già sindaco di Montefalco, e l’imprenditore nursino Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi Umbria privo di pregresse esperienze politiche. Tesei, che è sostenuta dai tre partiti del centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) e dalle liste Tesei Presidente e Umbria Civica, indicherà in caso di vittoria il capolista di FdI, Marco Squarta, come Vicepresidente della Regione. Anche accanto al nome di Bianconi ci sono cinque simboli: oltre a quelli di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, ci sono quelli di Europa Verde, Sinistra Civica Verde e Bianconi per l’Umbria. Non sarà presente sulle schede elettorali Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, e perciò non sarà possibile valutarne il peso elettorale effettivo.

Gli altri candidati sono i seguenti:

  • L’ex sindaco di Assisi Claudio Ricci, già candidato nel 2015 dallo stesso centrodestra unito che invece oggi sostiene Tesei, è sostenuto da tre liste civiche, ossia Ricci Presidente, Italia Civica e Proposta Umbria;
  • Emiliano Camuzzi, appoggiato da Potere al Popolo e dal Partito Comunista Italiano;
  • Rossano Rubicondi, del Partito Comunista;
  • Martina Carletti, candidata di Riconquistare l’Italia;
  • Antonio Pappalardo, per la lista dei Gilet Arancioni;
  • Il sessuologo Giuseppe Cirillo, detto “Dr. Seduction”, sostenuto dal Partito delle Buone Maniere.

 

Dall’Umbria rossa all’Umbria verde?

Il trend degli ultimi anni non è molto confortante per il centrosinistra: infatti, con l’eccezione delle elezioni europee del 2014, il suo vantaggio dal 2010 a oggi è andato via via riducendosi, fino a perdere il rango di prima forza politica della Regione a favore del centrodestra già alle Politiche 2018 e – ancora di più – alle Europee dello scorso maggio. Al contrario, la coalizione composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ha recuperato 30 punti dalle Europee 2014 alle Europee 2019, quando è riuscita a superare il 51% dei voti validi.

Umbria: risultati delle ultime tornate elettorali

In particolare, la crescita del centrodestra è dovuta soprattutto al traino leghista: già alle elezioni regionali del 2015 il Carroccio aveva sorpassato Forza Italia, raccogliendo il 14% contro l’8,5% degli azzurri. Il 4 marzo 2018 Matteo Salvini è poi riuscito a far toccare il 20,2% al suo partito, per poi sostanzialmente raddoppiare tale percentuale alle Europee tenutesi l’anno successivo.

Umbria: voti alla Lega nelle ultime tornate elettorali

Focalizzandoci sul centrosinistra, è interessante rilevare come nelle ultime 5 elezioni regionali il partito principale dell’area (prima il PDS, poi l’Ulivo e oggi il PD) si sia sempre mantenuto al di sopra del 30% dei voti validamente espressi. Il peso delle altre liste di centrosinistra, invece, è crollato al 7,5% alle elezioni regionali del 2015. Il venir meno della centralità di questi soggetti ha generato una maggiore volatilità del voto, e le formazioni che ne hanno beneficiato sono state, nell’ultimo triennio, la Lega e il Movimento 5 Stelle.

Umbria: i voti alle liste di centrosinistra nelle ultime tornate elettorali

Politiche 2018 ed Europee 2019: un segnale premonitore?

Già alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 l’Umbria, si è detto, si tinse di un colore diverso dal rosso con cui per 50 anni era stata rappresentata: il centrodestra a trazione leghista si impose infatti nella gran parte dei 92 comuni della Regione, toccando una delle percentuali più alte (45,6%) a Todi, città in cui la governatrice di centrosinistra Catiuscia Marini è nata ed è stata sindaco per un decennio. Il centrosinistra resse solo in una decina di comuni al confine con la Toscana e il Movimento 5 Stelle fu prima forza a Gubbio e in pochi altri centri.

Umbria: prima coalizione per comune alle elezioni politiche del 4 marzo 2018

Successivamente, alle elezioni europee dello scorso 26 maggio PD e M5S raccolsero insieme il 38,6%, una percentuale molto vicina a quella della sola Lega che, insieme al resto del centrodestra, toccò il 51,2%. La mappa che segue, dunque, non deve ingannare: anche se democratici e pentastellati sommati insieme prevalsero in diversi comuni della fascia nord-occidentale della Regione (tra cui Perugia, Gubbio e Orvieto), il centrodestra crebbe ovunque grazie al traino della Lega e si consolidò ulteriormente in quei comuni in cui l’anno precedente era già prima coalizione. Basti pensare che a Norcia, comune di provenienza di Bianconi, il centrodestra sfondò il muro del 70%, toccando il 71,9%.

Umbria: prima lista per comune alle elezioni europee del 26 maggio 2019

Non resta che attendere domenica notte per sapere se le rilevazioni degli istituti demoscopici si saranno rivelate corrette. Nel frattempo, però, potete farci sapere il vostro pronostico compilando il nostro sondaggio predittivo!

Alessio Vernetti

Nato nel lontano 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. I suoi interessi principali sono la psefologia, il diritto costituzionale, lo sviluppo internazionale e i mutamenti sociali.
La sua vita sociale è inversamente proporzionale al numero di settimane che mancano alle elezioni.

Alessandro Latterini

Laureato alla Cesare Alfieri di Firenze. Appassionato di politica da sempre.

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