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Brandeburgo e Sassonia: l’avanzata della destra

I risultati delle elezioni regionali ridisegnano la geografia politica della Germania orientale

Le elezioni in Brandeburgo e Sassonia, pur nella differenza di risultati e contesti, hanno mostrato due caratteristiche comuni: la perdita di terreno delle forze al governo nei due Länder e la crescita di Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra tedesco. Anche l’aumento dell’affluenza accomuna i due territori della Germania orientale: in Sassonia ha votato infatti il 66,6% degli aventi diritto (nel 2014 furono il 49,2%) mentre in Brandeburgo si è saliti dal 47,9% di cinque anni fa al 61,3% di domenica.

Guardando ai risultati, in Sassonia la CDU rimane primo partito con il 32,7%, ma perde ben 7,3 punti percentuali, finendo incalzata da AfD, che balza al 27,5% (primo partito tra i giovani con il 22%, secondo FWG). La sinistra della Linke crolla al 10,4% (in calo di oltre 8 punti), mentre la SPD si ferma al 7,7. Bene i Grüne (Verdi), che arrivano all’8,6% crescendo di quasi 3 punti.

Anche in Brandeburgo si assiste a una dinamica simile: i socialdemocratici infatti scendono al 26,2% ma rimangono primo partito. Il vantaggio però è davvero risicato, se si considera che anche qui assistiamo a un boom di AfD che sale al 23,5%. La CDU è ben dietro, al 15,6%, mentre i Verdi salgono fino 10,8% e sono primo partito tra i giovani sotto i 29 anni (23% secondo i dati FWG, tallonato però da AfD, anche qui col 22%). La Linke perde terreno, segnando un record negativo al 10,7%.

Il boom dell’estrema destra, tuttavia, non sembra sufficiente a mandarla al governo dei due Länder: tutti i partiti infatti hanno annunciato di non voler discutere con AfD per formare un esecutivo. Quali sono, allora, le maggioranze possibili? In Sassonia, attualmente governata da una coalizione CDU-SPD, non basteranno questi due partiti per arrivare ai 60 seggi (su 119) necessari a formare una maggioranza. Bisognerà quindi includere i Verdi (12 seggi) o la Linke (14). Ad ogni modo, l’attuale presidente, Michael Kretschmer, potrebbe essere riconfermato, visto anche l’alto gradimento di cui gode (in un sondaggio ARD, il 63% degli intervistati ha dichiarato di giudicare positivamente la sua figura). Tuttavia, AfD è riuscita a guadagnare molti voti dagli astenuti, ben 226 mila secondo l’analisi dei flussi elettorali di Infratest dimap (solo 84 mila dalla CDU e 29 mila dalla Linke).

Anche in Brandeburgo sarà impossibile riproporre l’attuale maggioranza: SPD e Linke, infatti, arrivano insieme solo a 35 seggi, 10 in meno di quelli necessari per formare una maggioranza. La situazione è complicata dal fatto che aggiungendo i Grüne (10 seggi) si raggiungerebbe la maggioranza ma per un solo seggio. I socialdemocratici potrebbero quindi decidere di abbandonare i propri alleati per formare una maggioranza con CDU e Verdi, arrivando a 50 seggi e godendo così di una maggioranza più stabile. Non a caso, nelle ultime ore l’ipotesi sta diventando più concreta. Anche qui, però, potremmo assistere a una riconferma del presidente uscente, Dietmar Woidke.

Pur nella specificità dei contesti locali, dunque, le elezioni per il Landtag (parlamento regionale) in Brandeburgo e Sassonia mostrano alcune dinamiche simili a quelle nazionali: scendono i partiti di governo, salgono i Verdi. All’est, però, la crescita maggiore la registra AfD, confermando il forte radicamento di cui questo partito gode nei Länder orientali. Secondo i flussi elaborati da Infratest dimap, AfD ha triplicato i suoi voti in Sassonia attingendo in primis all’enorme bacino di ex astenuti (226 mila voti), ma anche sottraendo voti alla CDU (84 mila) e alla sinistra radicale (29 mila voti).

L’arretramento della Linke, infine, segna un punto di svolta per la Germania est. La sinistra radicale era infatti storicamente forte e radicata nei Länder della ex DDR, ma in occasione di queste elezioni è scesa a percentuali in linea con quelle nazionali, che la condannano a partito di secondo piano. A fine ottobre, si voterà in Turingia, un Land piuttosto particolare, dove la Linke è molto forte. Sarà interessante capire se in quel caso la sinistra radicale si confermerà. Ma, per il momento, le elezioni in Brandeburgo e Sassonia hanno modificato in maniera rilevante lo scenario politico dell’est della Germania.

Luigi Daniele

Classe 1990. Ha studiato filosofia tra Italia e Germania, a Freiburg e Jena. Scrive di politica, Europa e Germania. Vive a Bruxelles.

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