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Le elezioni suppletive di Cagliari

Domani in Sardegna iniziano cinque mesi di incessanti appuntamenti elettorali previsti in Italia in questo 2019. Dopo le elezioni di domani, infatti, seguiranno le regionali in Abruzzo (10 febbraio) in Sardegna (24 febbraio), in Basilicata (data da definire tra marzo e aprile). Quattro importanti appuntamenti locali in attesa del 26 maggio, che riunirà le regionali in Piemonte, le amministrative in ben 3.845 comuni e, soprattutto, le elezioni Europee.

Ma per cosa si vota domani? Nel collegio uninominale di Cagliari della Camera sono previste delle elezioni suppletive per riempire un seggio vacante in Parlamento. Le suppletive non si tenevano in Italia dal 2005. Il deputato da rimpiazzare in questo caso è Andrea Mura, velista eletto il 4 marzo nelle file del Movimento 5 Stelle. Mura era stato espulso dallo stesso M5S a seguito delle polemiche per le sue continue assenze in Parlamento, e si era quindi dimesso.

Dell’istituto delle elezioni suppletive avevamo già parlato, a maggio, quando Berlusconi è tornato candidabile. Avevamo ipotizzato, infatti, che il Cavaliere potesse approfittare delle dimissioni spontanee di un parlamentare di Forza Italia in un collegio “blindato” per riprendere il seggio che aveva occupato dal 1994 al 2013. Dopo il recente annuncio di candidatura alle Europee, questa ipotesi sembra per ora essersi allontanata.

I candidati

Il Movimento 5 Stelle

I candidati per il collegio di Cagliari saranno solo quattro, poiché non tutti i partiti presenti sulla scheda il 4 marzo si sono presentati a queste elezioni anticipate. Anzi, hanno addirittura rischiato di ridursi a tre dopo la clamorosa esclusione del candidato del Movimento 5 Stelle, poi riammesso, a causa di un errore formale nella presentazione del simbolo. Si tratta di Luca Caschili, 46 anni, ingegnere e assessore a Carbonia, che avrà il compito non semplice di far dimenticare agli elettori pentastellati le polemiche per l’assenteismo che ha portato all’espulsione di Mura. I 5 Stelle qui avevano vinto abbastanza agevolmente (con il 38,4%) alle Politiche, ma non si era trattato di una vittoria a valanga come in molti altri collegi del Sud. Per questo, l’esito non è affatto scontato.

Il centrodestra

A sfidarlo con credenziali c’è, per il centrodestra, Daniela Noli, pedagogista di 42 anni ed ex dipendente del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale. Il collegio di Cagliari, il 4 marzo, era stato il secondo più favorevole dell’isola dopo quello di Olbia per il centrodestra, trascinato dall’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci (anche se, vista la grande notorietà del candidato, il 32,6% era stato forse un risultato sotto le aspettative). Questo significa che, vista la netta crescita del centrodestra rispetto alle elezioni – circa 8 punti nella nostra Supermedia – Noli avrà gioco facile? Sicuramente no, perché in una competizione senza grande risonanza nazionale la principale incognita è l’affluenza, che sarà determinata dalla capacità di mobilitare gli elettori.

Il centrosinistra

Questo mantiene in gioco anche il candidato del centrosinistra, il giornalista di 62 anni Andrea Frailis. Già candidato alle comunali di Cagliari nel 2004 con i Comunisti Italiani, Frailis potrà fare affidamento su un elettorato storicamente più facile da mobilitare in elezioni con bassa affluenza. Per di più, in questo momento sono in corso le convenzioni di circolo per il congresso del Partito Democratico, oltre che la campagna per le Regionali in cui il centrosinistra schiera un volto molto popolare: il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Questi fattori, quindi, potrebbero consentire a Frailis di competere ad armi pari, nonostante nel collegio alle Politiche il centrosinistra si sia fermato al 19,4%.

Presenta un candidato anche Casapound: è Enrico Balletto, già candidato al collegio uninominale di Cagliari al Senato il 4 marzo, quando ottenne lo 0,9%.

Un collegio sui generis

Non bisogna dimenticare, infine, che si tratta di un collegio con caratteristiche sociali molto particolari. Per prima cosa, quello di Cagliari è il quinto collegio con la più alta disoccupazione in Italia (anche i quattro che lo precedono sono tutti in Sardegna). Contemporaneamente, però, quello cagliaritano è anche un collegio con una percentuale elevata di laureati (oltre il 16% della popolazione), il quinto del Sud dopo i collegi 1 e 3 di Napoli e quelli di Palermo e Bari. Infine, più del 75% della popolazione vive nei due comuni più grandi, Cagliari e Quartu Sant’Elena, il che lo rende un collegio molto più urbano rispetto agli altri collegi sardi.

Una peculiare combinazione di fattori socio-demografici che si somma a una contingenza politica di transizione e incertezza. Si tratta, infatti, della prima elezione rilevante dalle amministrative di giugno scorso, quando il governo si era appena formato. Se quelle comunali avevano già dato un segnale di forza per il centrodestra, che era riuscito a espugnare roccaforti rosse storiche come Pisa, Massa e Siena, in questi mesi non abbiamo avuto nuovi test elettorali probanti per il governo. In attesa dei risultati ancora più “pesanti” delle Regionali e – soprattutto – delle Europee, l’elezione di domani potrà essere una cartina tornasole importante, i cui risultati andranno letti con attenzione.

Giovanni Forti

Romano, studia Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna. Quando non è su una montagna, si diverte con sistemi elettorali, geografia politica e l'impatto delle disuguaglianze sul voto.

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