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Centrodestra, uniti si vince? Sì, ma…

Le turbolente trattative post-voto non hanno minato l’unità la coalizione di centrodestra. Restando uniti si vince, tanto più in tempo di elezioni regionali (e amministrative). Ma stare in coalizione conviene più ad alcuni che ad altri


Del sorpasso della Lega su Forza Italia come primo partito della coalizione di centrodestra alle Politiche del 4 marzo abbiamo già parlato. Ma quanto è stata importante la Lega per il risultato complessivo della coalizione? Dalla nostra analisi, risulta che la Lega ha avuto per la coalizione un ruolo ancor più decisivo di quanto si possa credere.

La nostra analisi si basa sui 232 collegi uninominali della Camera dei Deputati, che la legge elettorale prevede vengano assegnati con il sistema maggioritario a turno unico, dove basta un solo voto in più degli avversari per vincere. Ci occupiamo della Camera e non del Senato, dove i collegi erano più grandi e quindi meno omogenei (e dove oltretutto l’elettorato è ristretto rispetto alla Camera).

In 142 di questi 232 collegi, la Lega è stato il primo partito della coalizione (compreso quello della Valle d’Aosta, dove gli altri partiti di centrodestra correvano insieme in una lista che prese l’8,33%), mentre Forza Italia lo è stato negli altri 90. La Lega è il primo partito della coalizione in ben 104 collegi sui 111 totali vinti dal centrodestra. Forza Italia lo è solo in altri 7, tutti dal Lazio in giù, come è ovvio se si guarda la mappa per comune dei rapporti di forza all’interno della coalizione.

In base agli accordi pre-elettorali, 50 dei 111 candidati di collegio vincenti appartenevano alla Lega, 42 a Forza Italia, 14 a Fratelli d’Italia e 5 a Noi con l’Italia. Qui già emerge il ruolo del partito di Salvini, poiché dei 50 collegi vinti da un candidato Lega, il suo partito è il primo della coalizione in ben 49. Ma soprattutto la Lega ha “aiutato” notevolmente i suoi alleati: risulta infatti il primo partito in 38 dei 42 collegi vinti da Forza Italia, in 12 dei 14 collegi vinti da Fratelli d’Italia e in tutti e 5 i collegi vinti da Noi con l’Italia.

La polarizzazione del voto sull’asse Nord-Sud è ben visibile: nel Mezzogiorno l’esplosione del Movimento 5 Stelle ha causato la sconfitta del centrodestra anche a livello nazionale. Nella parte meridionale del Paese l’elettorato potenziale della Lega è stato quasi interamente assorbito dal M5S: in queste regioni, in cui Forza Italia è rimasta il primo partito della coalizione, il centrodestra ha vinto solo tre collegi. In sintesi: il centrodestra ha perso al sud perché i voti che mancano alla Lega sono stati assorbiti dal M5S ed il primato di Forza Italia non basta.

Fin qui, la bilancia dei “meriti” del risultato di coalizione pende nettamente a favore del partito di Matteo Salvini. Ma c’è un’altra domanda a cui rispondere: quanto hanno beneficiato i partiti di centrodestra dell’aver formato un’alleanza elettorale?

Qui il quadro si sbilancia ulteriormente: in molti collegi – 121 per la precisione – la Lega da sola fa un risultato superiore alla somma dei suoi 3 alleati. Di questi 121 collegi, il centrodestra ne vince 95: ma la Lega elegge “solo” 49 deputati (poco meno della metà) contro i 33 di FI, gli 8 di FDI e i 5 di NCI.

Lo stesso discorso non vale per Forza Italia. Dei 67 collegi in cui il partito di Silvio Berlusconi supera la somma dei 3 alleati, il centrodestra ne vince solo in 4: sono tutti collegi del Centro-Sud, dove a vincere è il Movimento 5 Stelle.

Inoltre – come si evince da questo grafico – maggiore è il peso della Lega nella coalizione, più forte è il risultato complessivo del centrodestra. Non a caso, ciò si nota maggiormente in Veneto ed in Lombardia e in generale nel Nord, dove la Lega spesso vale il oltre il 60% del centrodestra e la coalizione raggiunge percentuali superiori al 50%. Viceversa, nei collegi in cui la Lega vale meno di 1/3 della coalizione (concentrati tutti al sud e soprattutto tra Campania, Sicilia e Calabria), il centrodestra non riesce mai a raggiungere il 40%. Anche qui si nota molto chiaramente la polarizzazione del voto tra Nord a trazione leghista e Sud pentastellato.

E se la Lega avesse corso da sola? In questo caso, sorprendentemente, avrebbe eletto lo stesso numero di candidati uninominali ottenuti grazie alla coalizione, riuscendo a prevalere sui candidati del M5S, del centrosinistra e del (rimanente) centrodestra in 50 collegi – di cui ben 37 tra Lombardia e Veneto.

Tutti questi dati portano ad una conclusione: Forza Italia, Fratelli d’Italia e NCI hanno molto più bisogno della Lega di quanto questa abbia bisogno di loro. Ciò è stato vero il 4 marzo e sarebbe a maggior ragione vero in caso di nuove elezioni. Anche questo spiega, molto più delle mere percentuali di voto, perché il centrodestra abbia fatto di tutto per mantenere compatta la coalizione nelle settimane successive alle ultime Politiche.


Alessio Ercoli

Laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali all'Università della Valle d'Aosta, studente Erasmus+ presso l'Universitat de Barcelona (2015). Specializzato in analisi politica e geopolitica, appassionato di sistemi di partito e campagne elettorali. Ma anche attivista politico e campaign strategist.

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