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Intenzioni di voto e temi d’attualità: la paura blocca gli italiani. I grillini avvantaggiati dal caso Guidi

Nelle ultime settimane gli attentati di Bruxelles hanno distratto gli abitanti dal nostro Paese dalla politica, la paura è il sentimento di fondo che ha fatto passare tutto in secondo piano ed è trasversale. Ma negli ultimi giorni è intervenuto un altro tema a dominare la scena, ovvero il caso Guidi che ha visto nel M5S il più reattivo ai blocchi di partenza nella corsa a sfruttare meglio degli altri lo sdegno dei cittadini. Quello che emerge sulle intenzioni di voto, come si può notare nella Supermedia, è da un lato la perdita di consensi di quasi tutti i partiti, riconducibile probabilmente alla paura per gli attentati di Bruxelles; a questo si affianca l’effetto-Guidi che traina verso l’alto il M5S (+1,1%) e danneggia il Pd (-0,6%). È ancora in una fase iniziale l’effetto delle dimissioni del ministro perché i dettagli dell’inchiesta, che stanno uscendo proprio in queste ore, avranno un peso specifico ancora più impattante nei prossimi giorni.

Oggi la maggior parte dei cittadini che sta sui social e sulla Rete si informa proprio attraverso questi strumenti di comunicazione; ma gli italiani hanno bisogno di conferme e per questo il mezzo che continuano ad utilizzare maggiormente continua ad essere la televisione. È nel tubo catodico che si determina l’agenda setting, ovvero quella piattaforma di notizie (4/5) su cui discute l’opinione pubblica quotidianamente. Si tratta dei temi che sono presenti nelle strisce dei tg e che entrano a far parte del nostro vissuto quotidiano.

Possono questi temi influenzare le intenzioni di voto ed i sondaggi? Non vi è una risposta scientifica o statistica esatta che mette in relazione con un algoritmo o con un calcolo complesso questi due sistemi, ma certamente il clima e le notizie che bombardano il cittadino-elettore possono influenzare anche le sue scelte o creare uno scenario di fondo che può portare a percezioni differenti nei confronti dei partiti e del Governo.

Nelle ultime settimane gli attentati di Bruxelles hanno creato un vero e proprio uragano mediatico monopolizzando informazione, talk show e programmi di approfondimento della politica. L’apertura dei telegiornali è stata dedicata in prevalenza alle indagini sugli attentatori e agli intrecci del terrorismo, e lo stesso vale per i salotti televisivi. Un evento globale e di questa portata ha limitato spazio ed impatto mediatico degli altri temi in agenda. Un tendenza confermata dai commenti presenti sui social network, in particolare su Twitter che è diventato un vero e proprio luogo di discussione in diretta di quello che accade nei salotti televisivi. Nei  profili dei principali programmi e, più in generale, degli hashtag di maggior tendenza la politica interna e le elezioni amministrative hanno un impatto limitato. Bruxelles ed episodi di cronaca rivestono il ruolo di protagonisti. Negli ultimi giorni accanto l’effetto Bruxelles sta scemando perchè è scoppiato con forza il caso legato al ministro Guidi. I sondaggi, però, misurano i primi effetti che questa vicenda ha nelle intenzioni di voto perchè è nel corso di questa settimana che l’effetto mediatico ha raggiunto il suo spannung con intercettazioni, dettagli e i grillini all’assalto del Governo.

Nello specifico nella fase prcedente al caso Guidi gli attentati sembrano aver cristallizzato l’opinione pubblica paralizzata dalla paura. Gli italiani di fronte a quanto successo hanno distolto lo sguardo della politica e concentrato la propria attenzione sulla tragedia. Il terrorismo, le bombe e le morti di innocenti sembrano averli allontanati dai partiti che perdono nella maggior parte dei casi consensi. L’arrivo sulla scena dell’affaire Guidi, però, ha smosso l’opinione pubblica e gli italiani nelle loro discussioni focalizzano l’inquadratura su due protagonisti nell’inchiesta di Potenza: M5S e Pd. Ed infatti, come si rileva nelle intenzioni di voto, il partito di Renzi è quello che perde maggiormente (-0,6), mentre, i grillini approfittano sferrando un attacco prepotente al Governo e guadagnano oltre un punto percentuale (+1,1%). Un’offensiva che ha manifestato tutta la sua forza nel corso di questa settimana con una presenza massiccia nei territori dell’inchiesta, ma soprattutto nei salotti televisivi e nei talk show e che potrà far sentire il suo peso specifico anche nelle prossime rilevazioni.

 

Infine, le amministrative si dimostrano al momento poco impattanti, nonostante siano un tema già presente in agenda. L’opinione pubblica considera di secondaria importanza la campagna elettorale e il confronto tra le forze politiche in alcune principali città italiane, a cominciare da Roma. Sicuramente nei prossimi giorni l’effetto mediatico del caso Guidi e la bufera sul Pd, su Renzi e sulla Boschi penetrerà con maggiore forza nell’agenda setting e vedremo che conseguenze avrà sulle intenzioni di voto. Non sarà sicuramente l’unico aspetto che farà sentire il suo peso specifico, ma certamente altri temi presenti potrebbero essere l’atteggiamento del Governo sul caso Regeni, i temi economici dalle banche alle tasse, il bonus di 80 euro per le pensioni minime. Si tratta di temi esclusi nelle ultime settimane dall’agenda setting e dalla bacheca dei temi su cui discutono gli italiani, ma che potrebbero rientrare con prepotenza e far sentire la loro influenza sulle intenzioni di voto e sui sondaggi.

 

Andrea Altinier

Andrea Altinier lavora da anni nella comunicazione politica ed istituzionale ed attualmente si occupa di consulenza di comunicazione strategica e pr in Adnkronos Nordest. Ha lavorato per dieci anni nello staff di Luca Zaia occupandosi della relazione con i media della Regione del Veneto. Ha maturato una consolidata esperienza lavorando nelle istituzioni e nel privato, in particolare presso la società Swg. È stato tra i fondatori e i curatori della rivista digitale www.postpoll.it e ha pubblicato un saggio all’interno del libro “La Nuova Comunicazione Politica” edito da Franco Angeli. Dal 2013 è docente di Comunicazione pubblica e d’impresa presso lo IUSVE di Venezia e Verona. Con Francesco Pira nel 2014 ha pubblicato il libro “Comunicazione pubblica e d’impresa”. Negli ultimi anni ha seguito come spin doctor diverse campagne elettorali e sta approfondendo il tema dello storytelling. E' impegnato in una sfida ambiziosa individuare i driver della comunicazione che modificano le intenzioni di voto. Una sfida che va oltre statistica e sociologia, ma con youtrend.it tutto è possibile.

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