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Con il 40% si vincono le elezioni. Ma è proprio vero?

In molti parlano del 40% come soglia per ottenere la maggioranza parlamentare. Eppure nel Rosatellum non se ne fa menzione. Perché allora si parla così tanto di quella cifra?


Hung parliament è lo scenario di cui maggiormente si parla nelle ultime settimane. Tre poli, nessuna maggioranza. Questo il rischio in cui l’Italia potrebbe ritrovarsi la mattina del 5 marzo.

Ma c’è un modo per superare questo impasse? In effetti una via c’è. Difficile da percorrere, ma non impossibile.

Tutto girerebbe intorno a una cifra: 40%. Molti analisti vedono nel 40% la soglia magica per ottenere la maggioranza. Ma perché si parla di tale soglia? È il Rosatellum a stabilirla? La risposta è “no”. Andiamo a vedere allora perché se ne sente parlare.

Per anni, fino alle ultime elezioni politiche, siamo stati abituati a ragionare in termini di premio di maggioranza: la lista o coalizione che otteneva un voto in più alla Camera avrebbe vinto il 54% dei seggi. Questo almeno fino alla bocciatura della Corte Costituzionale, che ravvisava in questa tecnica un vulnus al principio della rappresentanza.

Si cerco allora di porvi rimedio nell’Italicum, introducendo una soglia minima per assegnare il premio di 340 seggi alla Camera: il 40% dei voti, appunto. Se nessuna lista avesse raggiunto tale soglia, allora sarebbe scattato un ballottaggio tra le prime due liste, e il 54% dei seggi sarebbe andato alla lista vincente.

Ma poi, l’anno scorso, la Consulta è intervenuta nuovamente per bocciare anche questo meccanismo. E, con due sistemi ormai radicalmente differenti per Camera e Senato, il Parlamento ha deciso di dotarsi di una legge nuova: il Rosatellum.

Questa legge non prevede alcun premio di maggioranza. Di conseguenza, non sono previste delle soglie minime necessarie per garantirsi la maggioranza in Parlamento.

Ma allora, perché tutti continuano a parlare di questo 40%? Semplice: perché potrebbe essere in effetti la percentuale minima da raggiungere per ottenere la maggioranza parlamentare. Il Rosatellum è in grande parte (due terzi) proporzionale, ma ci sono due meccanismi che potrebbero essere una fonte di disproporzionalità.

In primis la soglia di sbarramento del 3%. Non è una soglia molto alta, ma certo esclude dal riparto dei seggi alcuni partiti e quindi le liste che superano la soglia godranno di qualche seggio in più. Ma non è abbastanza.

Il maggior fattore di disproporzionalità risiede nel secondo meccanismo, ossia la quota di seggi che saranno assegnati in collegi uninominali maggioritari a turno unico, che potrà garantire ai partiti un bottino maggiore di seggi, tanto da incrementare quelli ottenuti in base alla percentuale ottenuta nel proporzionale e sperare perciò di arrivare oltre il 50%.

Fino a che è stato possibile pubblicare sondaggi, nessun partito/coalizione sembra in grado di arrivare a quei numeri. Ma, se proviamo per ipotesi ad aumentare il risultato di Pd, centrodestra e Movimento 5 Stelle, rispettivamente, scopriamo che per sperare di avere almeno il 50% + 1 dei seggi per tutti e tre i poli la soglia minima si aggirera proprio intorno al 39%-40%. In una situazione del genere, quindi, ognuno dei tre poli sembrerebbe poter avere i numeri necessari per governare da soli.

Ma, giova ripeterlo, non si tratta di una soglia tassativa, indicata dalla legge. Nel Rosatellum non si fa menzione ad alcuna soglia. È il funzionamento dei collegi uninominali maggioritari che fa dire alle nostre proiezioni che per evitare una situazione di hung parliament sarà necessario avvicinarsi il più possibile a quella soglia.

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Andrea Maccagno

Laureato con lode in Governo e politiche alla LUISS, dove ha collaborato con il CISE, si interessa principalmente di sistemi elettorali e sistemi partitici.
Grande sostenitore dei diritti civili, è stato presidente di un'associazione LGBT

3 commenti

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  • Dipende anche da chi raggiunge l’improbabile 40%, se M5S ha il 40% alla camera è impossibile che abbia la maggioranza assoluta dei senatori, ricordo i risultai del 2013
    Camera M5S 8.689.458 25,5%
    Senato M5S 7.285.850 23,8%
    l’omogeneità delle modalità di voto fra Senato e Camera è una chimera, l’artico 58 Costituzione italiana sancisce una differenza incolmabile fra i due sistemi di voto, e giusto per ricordale a chi come Veltroni ripete a mantra lo slogan fautore di una #LeggeElettorale Majority assuring “chi prende un vvoto in più governa” in Italia ci sarebbe il grave ma probabile rischio di avere 2 maggioranza assolute diverse nelle due camere

  • Interessante e chiaro in quanto dai discorsi si capiva che c ‘era ancora una soglia sopra la quale scattava un premio di maggioranza, anche se c è lo stesso, in quanto prima superando 40 si aveva 55% 340 seggi- ora con 40%+1 -316, presumo con 42-43% si arrivi ai 340, quindi come prima.
    E al senato cosa succederebbe col 42-43%. Grazie F Marchitelli

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