Referendum 2026: come ha votato la tua città? Scopri le mappe per sezione

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Ruben Bianco

Si occupa di contenuti e strategie digitali a Youtrend

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Le mappe dettagliatissime di Roma, Milano, Torino e tante altre città italiane, con i dati per sezione del referendum 2026

 

Come hanno votato i Parioli al referendum? E Scampia? E il centro di Milano rispetto alla periferia sud? Fino a oggi, per rispondere a domande come queste serviva consultare i dati grezzi del Ministero dell’Interno e incrociarli con le mappe delle sezioni elettorali: un lavoro accessibile solo agli addetti ai lavori. Da oggi non più.

YouTrend lancia cities.youtrend.it: una piattaforma interattiva e gratuita che permette a chiunque di esplorare la geografia del voto nelle 10 più grandi città italiane con il massimo livello di dettaglio disponibile, quello della singola sezione elettorale.

Come funziona

Lo strumento è semplice e intuitivo. Si sceglie una città, si naviga sulla mappa e si esplora il risultato del voto quartiere per quartiere, sezione per sezione. Una scala cromatica rende immediatamente leggibili le zone a prevalenza del Sì e quelle a prevalenza del No. Si può zoomare, spostarsi, cliccare sulle singole sezioni per vederne il dato numerico e confrontare a colpo d’occhio aree diverse della stessa città.

Le città attualmente disponibili sono le dieci più popolose d’Italia: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Catania. I dati di partenza sono quelli del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura, svoltosi il 22-23 marzo 2026.

Perché le sezioni elettorali

La sezione elettorale è la più piccola unità in cui viene scrutinato il voto: corrisponde tipicamente a un seggio, con qualche centinaio di elettori. È un livello di analisi che solitamente resta confinato negli studi accademici o nei database degli specialisti. Eppure è proprio a questa scala che emergono le fratture più interessanti: la distanza tra centro e periferia, tra quartieri benestanti e quartieri popolari, tra zone a forte identità politica e aree più fluide. Grazie al lavoro di Gabriele Pinto nella costruzione degli shapefile è possibile visualizzare nel dettaglio la geografia urbana delle principali città italiane.

Qualche esempio di cosa si può scoprire

Anche solo navigando le mappe per qualche minuto, emergono pattern che i risultati aggregati non possono mostrare. A Roma, per esempio, il No va molto meglio dentro il GRA che fuori, ma in alcuni rioni molto centrali e ai Parioli il Sì riesce a prevalere. A Milano il Sì vince solo nel Municipio 1, quello del Centro storico fino alla Circonvallazione interna. A Torino prevale in singole sezioni del Centro, della Crocetta e della Collina, senza mai conquistare un intero quartiere. A Napoli, dove la forza del Movimento 5 Stelle si somma all’elettorato progressista urbano, il No domina ovunque senza eccezioni: perfino a Posillipo, il quartiere più favorevole al Sì, il No lo supera di 11 punti.

Sono solo alcuni spunti: ogni città ha la sua storia, e lo strumento è pensato proprio per permettere a ciascuno di esplorarla in autonomia.

Un progetto in evoluzione

cities.youtrend.it nasce con i dati del referendum 2026 ma è pensato per crescere. L’obiettivo è aggiungere progressivamente nuove consultazioni – elezioni politiche, europee, comunali – e nuove città, costruendo nel tempo un atlante interattivo della geografia elettorale urbana italiana.

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