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L’impatto della pandemia sui musei italiani

I visitatori sono passati da 54,8 milioni nel 2019 a 13,5 milioni nel 2020 e gli introiti sono scesi del 78%.

La pandemia ancora in corso ha fatto passare un terribile anno ai musei italiani, come mostrano i dati diffusi dal Ministero della Cultura.

Nel 2020 i musei, i monumenti e le aree archeologiche del nostro Paese hanno avuto solo 13,3 milioni di visitatori, di cui 5,8 milioni paganti, 2,6 milioni non paganti e 4,9 milioni in posti gratuiti. Nel 2019 erano stati 54,8 milioni, con un trend di lungo periodo di crescita (il massimo si è registrato nel 2018 con 55,3 milioni). Nei musei sono andati 4,4 milioni di persone, nei monumenti e nelle aree archeologiche 7,6 milioni e nei circuiti museali 1,4 milioni. Il calo di visitatori tra 2019 e 2020 è quindi stato del 76%. 

A livello di introiti, i musei italiani nel 2020 hanno guadagnato solo 52,4 milioni di euro contro i 242 milioni dell’anno precedente, con un calo dunque del 78%. Dai musei sono arrivati 24,5 milioni di euro, dalle aree archeologiche e dai monumenti 17,5 milioni e dai circuiti museali 10,4 milioni. 

 

 

I due migliori mesi in termini di visite sono stati quelli pre-pandemia, gennaio e febbraio. A marzo, quando l’Italia è entrata in lockdown, le visite sono crollate del 92% rispetto allo stesso mese del 2019 e si sono poi azzerate tra aprile e maggio: in quei mesi infatti i musei non sono stati aperti al pubblico. Il migliore mese, dopo febbraio, è stato agosto, dove si è registrato comunque un -58% rispetto all’agosto 2019.

Tra novembre e dicembre, nel pieno della seconda ondata, i visitatori sono stati un decimo dell’ultimo bimestre 2019 e nella maggior parte delle regioni sono stati zero: con molte zone d’Italia in zona rossa o arancione quasi tutti i musei erano infatti chiusi. Le uniche eccezioni sono la Campania, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio. In Molise e Sardegna ci sono state solo alcune centinaia di visitatori. 

 

 

I dati sono anche suddivisi per provincia e regione. Non sono però disponibili del tutto in quanto mancano diverse province e intere regioni (Sicilia, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta).

La regione dove si è registrato il maggiore calo è stato il Lazio, dove nel 2020 i visitatori sono stati l’81% in meno del 2019. Hanno avuto cali maggiori del 70% Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Toscana. La regione con il minor calo è stato il Molise, dove le visite sono diminuite del 33%.

 

 

A livello provinciale i cali più ingenti rispetto al 201 – superiori all’80% – si sono avuti ad Avellino, Barletta-Andria-Trani, Belluno, Bologna, Brindisi, Chieti, Cremona, Forlì-Cesena, Livorno, Modena, Prato, Ravena, Roma, Verona e Vibo Valentia. I minori cali, una discesa inferiore al 40%, si sono invece avuti a Campobasso, Isernia e Latina. 

 

 

Infine, in questa tabella si può vedere per singolo museo il numero di visitatori che ha avuto nel 2020 – se ne ha avuti – e gli incassi. I musei che hanno avuto maggior successo nel 2020 sono stati gli Uffizi con 1,2 milioni di visitatori (-73% rispetto al 2019), il Colosseo con 1,1 milioni (-86%), Pompei con 600mila (-85%), la Galleria dell’Accademia di Firenze con 319mila (-91%) e la Reggia di Caserta con 293mila (-60%).

 

Lorenzo Ruffino

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