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Quanto parlano i politici italiani in TV?

Con i dati AGCOM scopriamo quali sono i partiti e i leader che parlano di più su Rai, Mediaset e La7
Per la politica essere in televisione è ancora una priorità. Come certifica l’Istat, la TV resta la prima fonte di informazione degli italiani (scelta da quasi il 90% della popolazione), più di giornali, radio, conoscenti e anche di internet (utilizzato da meno della metà degli italiani). Per questo motivo, essere ospiti di telegiornali e programmi di approfondimento è centrale per partiti, rappresentanti delle istituzioni e candidati per far conoscere le proprie idee e aumentare la propria notorietà, raggiungendo anche un pubblico che non segue molto la politica.
 
Ma chi trova più spazio in televisione? L’AGCOM ogni mese pubblica un approfondito report per rispondere a questa domanda, che ci permette di misurare quali sono i partiti ospitati più spesso in TV, quale canale privilegia un soggetto rispetto ad un altro e come questi dati cambiano di mese in mese.
 
 
Giuseppe Conte protagonista dei telegiornali
 
Nel periodo fra ottobre e dicembre il premier Conte ha parlato per oltre 10 ore nei principali telegiornali. Un tempo che può non sembrare molto, ma va considerato che le battute concesse ai politici nei telegiornali spesso durano pochissimi secondi. Conte ha più tempo di parola di tutti sulla Rai, su Mediaset, ma soprattutto sul Tg La7, che solitamente dà meno tempo di parola ai politici, ma concede quasi la metà di questo tempo (46,9%) al premier.
 
 

I partiti più presenti sono PD, Forza Italia e la Lega. A spingere il partito di Berlusconi è soprattutto Mediaset, che lascia a Forza Italia lo stesso tempo di parola di Lega e Fratelli d’Italia messi insieme.

Più indietro il Movimento 5 Stelle, nonostante sia il partito più rappresentato in parlamento, mentre pochissimo spazio è concesso a Liberi e Uguali (nonostante il gruppo parlamentare sia una forza della maggioranza). Nel commentare i numeri dei partiti di governo occorre però ricordare che quando un ministro o un sottosegretario che appartiene ad un partito interviene come membro del governo, il suo tempo non viene assegnato al partito, ma finisce nella categoria “ministri/sottosegretari”.

 

 

Tolto Giuseppe Conte, nei Tg della Rai è Matteo Salvini il più presente (oltre un’ora e mezzo, spinto soprattutto dal Tg2), ampiamente davanti a Sergio Mattarella e Roberto Speranza. Stesso podio Conte-Salvini-Mattarella anche sulle reti Mediaset, nonostante l’ampio spazio concesso a Matteo Renzi a dicembre (quasi 42 minuti in 31 giorni). Sul Tg La7 dietro a Giuseppe Conte (un’ora e 7 minuti) c’è il vuoto, con Sergio Mattarella che ha parlato per circa 15 minuti e Matteo Salvini fermo a 5 minuti di tempo di parola.

 

PD in testa nei programmi di approfondimento

Negli altri programmi delle sette principali reti, è il PD il partito più rappresentato, anche se dietro alla categoria “ministri/sottosegretari”. Fuori dai Tg si ristabiliscono anche le gerarchie “parlamentari” interne al centrodestra, con la Lega che diventa il partito di opposizione con il maggiore spazio, seguito da Forza Italia e da Fratelli d’Italia, il cui successo nei sondaggi non si tramuta in altettanto tempo di parola in TV. Inoltre, mentre nei Tg aveva un ruolo marginale, negli altri programmi assume maggiore centralità Italia Viva (spinta soprattutto da Mediaset e La7).

Da segnalare l’ampio spazio dedicato da Mediaset a soggetti esterni ai principali partiti (la categoria “altri“), che include quasi totalmente rappresentanti delle opposizioni, per lo più di centrodestra (Toti, Sgarbi, Casini, ma anche Paragone e Calenda, a titolo non esaustivo). Questo è sintomo del maggiore pluralismo garantito dai programmi di approfondimento, anche per via del maggiore tempo a disposizione.

 

Fra i principali leader politici il più presente è ancora il premier Giuseppe Conte (circa 19 ore in tre mesi), molto davanti a tutti gli altri. Matteo Salvini ha collezionato oltre 14 ore di tempo di parola, spinto soprattutto dalle reti Mediaset, dove parla anche più di Conte, e da La7, dove è l’unico leader oltre al Presidente del Consiglio ad avere una presenza costante. Molto staccato un terzetto composto da Giorgia Meloni, Roberto Speranza e Matteo Renzi, e ancora più indietro troviamo Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Silvio Berlusconi.

 

Note metodologiche:

  1. Il tempo di parola è il tempo nel quale una persona parla e non va confuso con il tempo di notizia, ovvero il tempo che un telegiornale utilizza per parlare di un soggetto politico.
  2. AGCOM inserisce il tempo di parola di un rappresentante delle istituzioni (ad esempio, un ministro) nella categoria ministri/sottosegretari se interviene come membro del governo, e del partito di appartenenza se interviene a nome del partito.
  3. Per i telegiornali e i programmi di approfondimento si sono selezionati sono quelli delle tre principali reti Rai, delle tre principali reti Mediaset e di La7, escludendo quindi i canali all news e altri canali secondari.

Francesco Cianfanelli

Collaboro con YouTrend dal 2018 e con Agenzia Quorum dal 2019, occupandomi di strategia, messaggio e social media per soggetti politici e candidati. Nel tempo libero amo la corsa, la bicicletta, i podcast e altre attività da asociali.

Francesco Cortese

Classe '99. Studio scienze politiche e delle relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano.

1 commento

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  • PD, partito che le ha perse tutte (politiche, europee, regionali, comunali, circoscrizionali) da anni e veleggia ampiamente sotto il 19% (significa che l’81% degli elettori non lo vota) monopolizza tv, giornali, programmi, talk-show. E renzi che accusa conte..lui che vive da vespa, dalla d’urso e nel varietà di rai 3 e la 7.. politici da spettacolo..i peggiori della storia. Scatole vuote da mandare via il prima possibile. Il PD una metastasi da eradicare.

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