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Il 2020 dei partiti: Forza Italia tra alti e bassi

Il partito di Berlusconi si conferma come terza gamba e volto moderato di un centrodestra ormai a trazione sovranista

Il partito di Silvio Berlusconi apre le porte al 2020 ben consapevole di doversi risollevare da un biennio molto buio, durante il quale Forza Italia ha prima perso la leadership del centrodestra in favore della Lega, per poi essere superata da Fratelli d’Italia nel 2019 e diventare la quinta forza politica del Paese. Il nuovo anno si prospetta dunque in salita per FI, che deve trovare il suo posto all’interno di un centrodestra a trazione ormai sovranista e deve fare i conti con consensi in calo.

 

Le regionali in Emilia-Romagna e Calabria

Il 26 gennaio, Forza Italia si trova ad affrontare due elezioni regionali: in Emilia-Romagna gli azzurri ottengono appena il 2,6% dei voti e, pur trattandosi di una roccaforte “rossa”, il risultato mette in luce le difficoltà del partito di Berlusconi, che nella stessa regione aveva ottenuto, nel 2014, l’8,4%. Al contrario, in Calabria la deputata di Forza Italia Jole Santelli viene eletta Presidente di Regione: qui FI è il primo partito del centrodestra col 12,3%, superando sia la Lega – seppur di un solo decimo di punto – sia Fratelli d’Italia – che arriva comunque al 10,9%.

 

La prima ondata

Lo scoppio dell’emergenza sanitaria stravolge l’agenda politica del Paese. Durante la prima ondata, il partito di Berlusconi si dichiara subito disposto a discutere in Parlamento le azioni da intraprendere per fronteggiare la pandemia. Tuttavia, con l’avanzare dell’emergenza, la posizione del Cavaliere diventa sempre più critica nei confronti delle misure adottate dal Governo, in particolare per quanto riguarda il fronte economico: Forza Italia, in linea con le altre forze di centrodestra, lamenta la scarsa collaborazione mostrata dal Governo, accusato di prendere decisioni senza consultare il Parlamento.

Con l’arrivo dell’estate e l’allentamento delle restrizioni, il focus dell’attenzione politica si sposta dall’emergenza sanitaria alle imminenti elezioni regionali di settembre. Proprio nel vivo della campagna elettorale, però, Silvio Berlusconi risulta positivo al Covid-19: nonostante la malattia e i giorni di ricovero all’Ospedale San Raffaele, Berlusconi continua a sostenere la campagna di Forza Italia. Dopo alcuni giorni, l’ex premier risulta essere fuori pericolo e fa ritorno a casa.

 

Le regionali di settembre

Alle regionali del 20 e del 21 settembre, solo in Campania il candidato di centrodestra (Stefano Caldoro) appartiene a Forza Italia, mentre nelle restanti 5 Regioni a statuto ordinario Berlusconi sostiene i candidati di partiti alleati. Caldoro, tuttavia, viene sconfitto dal Presidente uscente De Luca (PD), e proprio in Campania Forza Italia, che nel 2014 aveva ottenuto il 17,8% delle preferenze, si ferma al 5,2%. Anche i risultati nelle altre Regioni chiamate al voto sono deludenti, mostrando chiaramente la drastica perdita di consensi di Forza Italia negli ultimi anni.

 

In merito al referendum sul taglio dei parlamentari tenuto nelle stesse date, Silvio Berlusconi lascia libertà di voto ai suoi parlamentari e ai suoi sostenitori, criticando però la modalità della riforma.

 

La seconda ondata

Durante la seconda ondata della pandemia, Conte torna nuovamente a chiedere la collaborazione delle opposizioni. Berlusconi coglie la palla al balzo, offrendosi di collaborare alla stesura della legge di bilancio e di aiutare la maggioranza nella fase di approvazione in Parlamento. L’invito viene accolto positivamente dal Governo, scatenando invece l’ira di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che accusano Berlusconi di voler entrare a far parte della maggioranza. L’atteggiamento collaborativo con le forze di maggioranza, però, sembra favorire FI nei consensi, che torna sopra la soglia del 7%. Nei giorni successivi, lo scontro interno al centrodestra viene risolto, e Berlusconi riesce addirittura a convincere Lega e Fratelli d’Italia ad approvare la manovra di bilancio.

Tuttavia, sulla riforma del MES Berlusconi adotta la strategia opposta, sostenendo la scelta di Salvini e Meloni di votare contro la riforma – decisione che però suscita non pochi mal di pancia tra i parlamentari azzurri.

 

Prospettive per il 2021

In conclusione, nel 2020 Forza Italia è riuscita a mantenere il proprio consenso tra il 6% e il 7,3%. Guardando al 2021, il futuro del partito sembra legato alla coesione con gli alleati del centrodestra, ossia Lega e Fratelli d’Italia, ma anche al futuro della maggioranza, che sembra sempre più instabile – e in caso di elezioni anticipate Forza Italia potrebbe rivelarsi fondamentale per la formazione di un Governo. Il partito dovrà inoltre impegnarsi per le amministrative di primavera, oltre che per le regionali in Calabria del 14 febbraio, resesi necessarie in seguito alla prematura scomparsa della Presidente Jole Santelli.

 

 

Raffaella Rossi

Aquilana, classe '95. Nel 2018 si laurea a Bologna in Lingue e Letterature Straniere, per poi proseguire gli studi a Torino con una magistrale in China and Global Studies. Dopo un periodo passato nella sua amata Pechino, oggi Raffaella collabora a tempo pieno con Quorum/YouTrend. Quando non è in giro per il mondo potrete trovarla in montagna o con la testa immersa in un buon libro.

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