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Infortuni sul lavoro in Italia: tutti i dati degli ultimi 5 anni

Nell’ultimo quinquennio, ogni anno ci sono stati in media 642 mila incidenti sul lavoro nel nostro Paese.

L’Inail è l’ente pubblico che gestisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali in Italia. Semestralmente rilascia i microdati in formato aperto sui singoli incidenti sul lavoro accaduti in Italia: quelli più recenti, relativi, al periodo 2015-2019, sono stati pubblicati a luglio.

 

Quando avvengono gli incidenti sul lavoro

Negli ultimi 5 anni ci sono stati in media 642 mila incidenti sul lavoro annuali: il 2015 è stato l’anno con meno incidenti, 637 mila, e il 2017 quello con il maggior numero, 647 mila. Se si guarda alle vittime, si osserva che in media sono decedute sul lavoro 1.072 persone all’anno, e in generale si osserva come non vi siano particolari differenze tra gli anni. 

Guardando i mesi in cui si verificano gli incidenti sul lavoro, non si notano differenze particolarmente considerevoli, con un’eccezione: ad agosto, mese in cui buona parte degli italiani va in ferie, gli incidenti sono stati in media 38,9 mila contro una media di 54 mila negli altri mesi. Anche a dicembre gli incidenti sono calati (in media sono stati 46,9 mila). Nel quinquennio considerato, il mese con meno incidenti in assoluto è stato agosto 2015 (36.656) e quello con il maggior numero ottobre 2019 (64.768).

 

La distribuzione per età e genere

Gli infortuni sul lavoro riguardano principalmente gli uomini: negli ultimi cinque anni sono stati 1,15 milioni per le donne e 2,06 milioni per gli uomini. Per quanto riguarda gli infortuni con esito mortale, gli uomini sono colpiti dieci volte di più rispetto alle donne: 4.869 contro 489. La differenza è probabilmente attribuibile ai diversi lavori svolti dai due generi. 

Se si osserva la distribuzione per età, si nota una progressiva crescita degli infortuni fino ai 30 anni, poi un rallentamento per 5-6 anni e successivamente una ripresa della crescita, fino a un picco tra i 44 e i 53 anni (oltre 80.000 infortuni per anno di età). Dopo i 60 anni si assiste invece ad un crollo degli infortuni, dovuto anche al minor numero di persone che lavorano per via dell’avvicinamento all’età pensionabile. Ci sono comunque degli infortuni anche tra le persone più anziane: 19 mila tra i 70 e gli 80 anni, 3.200 oltre gli 80 anni. 

Gli incidenti con esito mortale hanno una distribuzione simile a quella degli infortuni totali: i 54enni sono i più colpiti negli ultimi 5 anni con 214 infortuni mortali. Anche in questo caso ci sono incidenti mortali tra gli anziani (217 over 70 morti sul lavoro).

 

La distribuzione geografica

Il set di dati dell’Inail indica la provincia in cui è avvenuto l’incidente. Se si guarda agli infortuni medi che avvengono in un anno, normalizzandoli sul numero di persone occupate a livello provinciale nel 2019, si vede come al Nord vi siano più infortuni che al Sud.

Le tre province con la minor percentuale di incidenti sono quelle di Caserta, Avellino e Napoli, mentre quelle con il maggior numero sono Parma, Moderna e Bolzano. La provincia mediana è Rovigo. 

 

Altri dati interessanti

Quelli del dataset sono dei microdati: ciò vuol dire che sono contenute le informazioni per ogni singolo infortunio. I lavoratori sono anonimizzati, ma per le analisi interne dell’Inail c’è un codice identificativo dell’infortunato: si può vedere quanti infortuni ha subito la stessa persona nei cinque anni considerati. 

In particolare, sono 380 mila i lavoratori che nel periodo considerato si sono infortunati almeno due volte: di essi, ad avere avuto più di 20 incidenti sono state 4 persone, mentre 229 lavoratori hanno subito tra i 10 e i 19 incidenti. Nel complesso, i lavoratori che si sono infortunati almeno una volta sono 2,7 milioni in questi cinque anni.

La stessa cosa si può  fare anche per il datore di lavoro: ci sono 192 mila datori i cui dipendenti hanno avuto almeno due infortuni. Addirittura c’è un datore – verosimilmente si tratta di un’azienda molto grande – che ha avuto ben 39,9 mila infortuni tra i suoi dipendenti in cinque anni. Per oltre 1,15 milioni di infortuni, però, non è disponibile il codice identificativo del datore. 

La maggioranza degli infortuni, inoltre, avviene senza mezzo di trasporto: quelli con mezzo sono 465 mila, mentre quelli senza 2,75 milioni. Risultati simili per la modalità di accadimento: 2,71 milioni avvengono in occasione del lavoro e 506 mila in itinere (cioè nel percorso casa-lavoro o lavoro-lavoro).

Il dataset contiene anche la tipologia di indennizzo: sono stati erogati 1,6 milioni di indennizzi in temporanea (per chi non può lavorare per più di tre giorni), 123 mila in capitale (per chi non può più lavorare), 33 mila in rendita diretta (in base al grado di menomazione) e 2.700 in rendita a superstiti (per i familiari del lavoratore deceduto). Tuttavia ben 1,45 milioni di lavoratori non hanno ricevuto nulla. 

Gli incidenti possono poi essere divisi in settori: 753 mila sono nel terziario, 678 mila nell’industria, 288 mila nell’artigianato, 307 mila in “altre attività” e 1,19 milioni non sono specificati. 

I dati arrivano fino al 2019. Tuttavia, sarà interessante vedere se e come il numero di infortuni si sarà modificato con il lockdown nel 2020.

Lorenzo Ruffino

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