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Nuovi collegi del Rosatellum: le mappe interattive YouTrend

Il Governo ha approvato la bozza del decreto legislativo che ridisegna i collegi del Rosatellum, adeguandoli alla riduzione dei parlamentari

La riduzione del numero dei parlamentari, approvata dal referendum costituzionale dello scorso settembre, ha inevitabilmente comportato delle modifiche al Rosatellum, il sistema elettorale attualmente in vigore. La riduzione dei deputati da 630 a 400 e dei senatori elettivi da 315 a 200, infatti, ha imposto un ridisegno dei collegi elettorali – sia di quelli plurinominali, sia di quelli uninominali – previsti da tale sistema.

 
Nello specifico, il Governo è chiamato ad adottare – entro 60 giorni dall’entrata in vigore della riforma costituzionale, quindi entro il 4 gennaio 2021 – un decreto legislativo contenente la definizione dei nuovi collegi. La bozza di questo decreto è stata approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 novembre, per cui ora la palla è passata alle Camere.

La definizione dei collegi elettorali è una questione delicata, tant’è che in diversi Paesi – tra cui gli Stati Uniti – essa sfocia nel gerrymandering, cioè in quella pratica che consiste nel disegnare i collegi in maniera da favorire deliberatamente un partito. In Italia, proprio per evitare influenze politiche su un tema così cruciale per gli equilibri politici, il Governo si è avvalso – come già nel 2017 – dell’attività di una commissione di 11 esperti indipendenti. Il Governo ha poi recepito integralmente la proposta della Commissione, che è stata inserita nella bozza del decreto.

 
Passiamo ora a vedere le mappe interattive dei nuovi collegi proposti, che vi consigliamo di guadare da PC piuttosto che da smartphone. A pagina 2 trovate quelle della Camera e a pagina 3 quelle del Senato.

Alessio Vernetti

Nato nel 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. Nel 2019 è entrato nel team Quorum ed è coordinatore contenuti di YouTrend.
La sua vita sociale diminuisce considerevolmente man mano che ci avviciniamo alle elezioni.

1 commento

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  • Dato che la riforma costituzionale di riduzione dei parlamentari è stata approvata più di un anno fa, e la commissione per la determinazione dei collegi si è insediata il 12 dicembre 2019 e si è riunita più volta, l’ultima il 20 dicembre 2020 (sic, fonte: Relazione della commissione), mi sarei aspettato un risultato migliore rispetto alla precedente definizione dei collegi (d.lgs. 189/2017). Tanto più che con la riforma i collegi da ridisegnare sono diminuiti notevolmente, agevolando il lavoro degli “esperti”.
    Invece, scopro con stupore che il rispetto del criterio della parità di popolazione è ancora considerato un “optional”, e si sfrutta l’ampio (eccessivamente ampio) limite di variabilità +/-20% concesso dalla legge in troppi casi, quando con limitate modifiche dei confini dei collegi si sarebbe potuti rientrare in un limite accettabile del +/-10% (raccomandazione del Consiglio d’Europa), o anche meno (ricordo che negli Stati Uniti il limite è +/-0%, e nonostante questo si riesce a fare gerrymandering).
    Ma l’uguaglianza del voto non è un principio sancito dalla Costituzione italiana (art. 48)?
    L’unica consolazione è che questi collegi probabilmente non verranno mai impiegati, perché è in programma una riforma elettorale in senso proporzionale puro. Sarebbe tuttavia interessante sapere cosa ne pensa di questi collegi la Corte Costituzionale, che non ha gradito il premio di maggioranza per le elezioni nazionali (chissà perché invece va bene a livello locale) poiché “distorce la rappresentatività”.

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