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Le regionali hanno davvero influenzato il referendum?

Aver tenuto le elezioni regionali insieme al referendum costituzionale può aver inciso su quest’ultimo?

Dei quasi 47 milioni di italiani chiamati alle urne per il referendum costituzionale del 20 e del 21 settembre, oltre 18 hanno avuto la possibilità di votare anche per il rinnovo dei governi e delle giunte regionali e quasi 6 milioni per le elezioni amministrative. Questa sovrapposizione rappresenta una prima volta nel panorama elettorale italiano: fino ad oggi si era sempre cercato di evitare questo tipo di coincidenze “secondo una tradizione italiana che ha sempre distinto le due date”, come affermò nel 2011 l’allora Ministro degli Interni Roberto Maroni. Un costo non indifferente (si parla di 200-300 milioni per tornata elettorale), secondo alcuni; una garanzia, secondo altri, per non condizionare l’elettore durante consultazioni delicate come quelle costituzionali. Ora che il referendum c’è stato, è ragionevole però chiedersi se davvero la compresenza delle elezioni regionali abbia influito sul voto degli italiani. Noi di Tortuga lo abbiamo fatto, dati alla mano.

 

Questione di confini

Confrontare le percentuali nelle regioni dove si è svolto solo il referendum con quelle nelle regioni in cui si sono svolte anche le consultazioni regionali sarebbe assai fuorviante, perché avrebbe ignorato diversi fattori locali che niente hanno a che fare con le date del voto. Abbiamo quindi adottato una strategia più precisa: abbiamo confrontato i risultati soltanto nei comuni vicino al confine delle regioni dove si sono svolti entrambi i tipi di consultazioni. Questi comuni sono evidenziati nella figura 1. L’idea di fondo è che i comuni “subito di qua” e “subito di là” dal confine regionale siano assai simili tra di loro: la differenza più significativa da un lato all’altro del confine che ha potuto influenzare il voto del 20 e 21 settembre è stata la presenza o meno delle elezioni regionali. Se quindi guardiamo all’affluenza e alle percentuali del sì e del no restringendo la nostra indagine solo a questi comuni, abbiamo maggiori speranze di capire più precisamente se la coincidenza delle consultazioni ha modificato il comportamento degli elettori. Questo tipo di tecnica in statistica ed econometria viene denominata disegno con regressione discontinua (o regression discontinuity design in inglese).

Figura 1 – I comuni oggetto dell’analisi

 

Su con l’affluenza

Il primo risultato della nostra analisi è chiarissimo: la presenza delle regionali ha causato un netto aumento dell’affluenza nel referendum, come si può vedere dal grafico della Figura 2. I pallini a sinistra del grafico rappresentano l’affluenza nei comuni delle regioni dove si sono tenute anche le elezioni regionali, a destra invece gli altri. La linea al centro del grafico rappresenta il confine regionale: più un pallino è lontano dalla linea verticale, più il comune che esso rappresenta è lontano dal confine regionale. L’affluenza da un lato e dall’altro del confine sembra abbastanza stabile, ma in prossimità degli ultimi 20 km dal confine osserviamo una netta discrepanza. Più precisamente, l’affluenza nei comuni in cui si sono tenute anche le elezioni regionali in prossimità del confine si attesta attorno al 65%, mentre se consideriamo i comuni in cui si è tenuto solo il referendum, sempre in prossimità del confine, l’affluenza scende al 54%. In altre parole, secondo le nostre stime basate sui comuni di confine, a parità di altre condizioni la presenza delle elezioni regionali avrebbe aumentato l’affluenza in media di 11 punti percentuali.

Figura 2 – Discontinuità nell’affluenza. La distanza del comune dal confine regionale si riferisce al centroide di ciascun comune ed è riportata in metri

 

Risultati sfumati

Abbiamo ripetuto un’analisi simile per quanto riguarda le percentuali del Sì e del No. Nel grafico che segue mostriamo i risultati del Sì (chiaramente, prendendo il No avremmo risultati speculari). In questo caso l’impatto delle regionali è molto più sfumato: man mano che ci si avvicina al confine da un lato e dall’altro, le percentuali del Sì si avvicinano sempre di più. Dai dati, quindi, non emerge un forte impatto della presenza delle regionali sulle preferenze espresse per il referendum: questo vale, comunque, sempre assumendo queste aree di confine come riferimento.

Figura 3 – Discontinuità nel voto per il sì. La distanza del comune dal confine regionale si riferisce al centroide di ciascun comune ed è riportata in metri

 

Conclusioni

La nostra analisi aiuta ad inquadrare meglio la questione dell’accorpamento di referendum ed elezioni e a valutare, dati alla mano, gli effetti delle scelte prese. Il 20 e 21 settembre la presenza di elezioni regionali ha chiaramente aumentato l’affluenza al referendum: questo potrebbe essere dovuto alla maggiore attenzione che gli elettori prestano alle elezioni che hanno a che fare con il proprio territorio; allo stesso tempo, ciò potrebbe essere spiegato dalla scarsa attrattività del voto costituzionale, in cui la vittoria del Sì sembrava inevitabile. Per quanto riguarda l’effetto sulle percentuali del Sì e del No, i numeri sono più sfumati e non permettono di affermare con certezza che la presenza delle regionali abbia influenzato l’esito. Possiamo comunque dire che la coincidenza delle date ha inciso sul risultato nazionale del referendum, nella misura in cui le Regioni dove si votava anche per le regionali hanno avuto un peso maggiore rispetto alle altre: una distorsione non decisiva in un referendum con un risultato così netto, ma che avrebbe potuto esserlo se l’esito fosse stato più combattuto.

 

L’articolo è stato scritto con il contributo di Enrico Cavallotti (ricercatore, Università Bocconi), senior fellow del think tank Tortuga.

Tortuga

Tortuga è il primo think-tank italiano di studenti, ricercatori e professionisti del mondo dell'economia e delle scienze sociali.
Al servizio di istituzioni e policy-makers per creare un’Italia migliore. Conta oltre 50 membri under-30 sparsi tra l'Italia e il resto del mondo. Autori del libro “Ci pensiamo noi" - Egea Editore.

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