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Sondaggio Quorum/YouTrend: quanto contano le presidenziali USA per gli italiani?

Abbiamo sondato la percezione della popolazione italiana sul peso che avranno le prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti

Quorum/YouTrend ha condotto un sondaggio per indagare la percezione che gli italiani hanno delle prossime presidenziali americane, previste per il 3 novembre.

 

Quanto influirà il risultato delle prossime elezioni presidenziali negli USA sulla politica italiana?

Innanzitutto, abbiamo chiesto al campione di riferimento quanto potrebbe pesare il risultato di queste presidenziali sulla politica del nostro Paese: la risposta è “molto” o “abbastanza” per il 52,7% dei rispondenti, mentre per poco più di un italiano su tre (35,2%) queste elezioni influiranno “poco” o “per nulla” sulla nostra vita politica.

La percezione di questo impatto aumenta man mano che i titoli di studio dei rispondenti diventano più elevati, ed è anche più alta tra chi vive al Centro-Sud rispetto ai residenti nel Nord Italia. A livello di fasce d’età e di genere, invece, non emergono discrepanze significative, mentre è interessante filtrare le risposte in base alle intenzioni di voto: l’impatto percepito di queste elezioni sulla politica italiana è più alto per gli elettorati dei partiti populisti, ovvero Fratelli d’Italia (66,5%), Lega (59%) e Movimento 5 Stelle (55,9%), mentre è vicino alla media per chi vota PD (53,3%) o una forza centrista tra Italia Viva, +Europa e Azione (51,6%); è più basso, infine, nell’elettorato forzista (46,7%) e tra chi è indeciso o astenuto (42,9%).

Se lei dovesse votare alle presidenziali USA, per chi voterebbe?

Abbiamo poi chiesto per quale candidato voterebbero gli italiani: il 47,2% del campione ha risposto Biden, quasi il triplo di chi ha indicato Trump (16,7%). Sono comunque tanti coloro che non saprebbero rispondere (28,4%) o che voterebbero per un altro candidato (7,6%).

Il voto per il candidato democratico, in particolare, aumenterebbe tra chi ha titoli di studio elevati (58,5% tra i laureati, contro il 40,4% di chi non è andato oltre la terza media) e sarebbe superiore al 50% tra i residenti al Centro-Nord, mentre tra chi vive nel Mezzogiorno si fermerebbe al 38,6%.

Filtrando le risposte per fasce d’età, osserviamo che il voto a Biden tenderebbe a diminuire all’aumentare dell’età dei rispondenti, mentre Trump toccherebbe il suo picco di consensi tra gli italiani che hanno tra i 35 e i 54 anni. Tra gli uomini, invece, sia Trump che Biden avrebbero più consensi rispetto alle donne, tra le quali sono più numerosi i “non so” e gli “altri candidati”.

Infine, a livello di elettorato di riferimento, Biden supererebbe il 50% tra gli elettori del PD (tra i quali avrebbe una percentuale plebiscitaria, pari all’86,4%), ma anche tra l’elettorato centrista di Italia Viva, +Europa e Azione (56,3%) e quello di Forza Italia (53,6%): un dato interessante per l’elettorato forzista, dal momento che il vantaggio su Trump sarebbe superiore a 20 punti e dal momento che questo risultato si discosta dagli altri due partiti della coalizione di centrodestra. Nell’elettorato leghista Trump avrebbe infatti il 42,5% contro il 29,4% di Biden, mentre tra gli elettori di FdI Biden sarebbe in testa (38%) con un vantaggio di circa 13 punti su Trump (fermo al 24,9%). Infine, anche chi vota M5S sarebbe più propenso a dare il proprio voto al candidato democratico (49,5%) piuttosto che a quello repubblicano (16,2%).

Per l’economia e la politica estera italiane, quale candidato sarebbe meglio che vincesse le elezioni?

Non per tutti gli italiani, comunque, il candidato per cui si intenderebbe votare sarebbe anche il candidato migliore per il bene dell’economia e della politica estera italiane. A domanda esplicita, il 43,5% degli intervistati ritiene che Biden possa essere il miglior candidato sotto questo punto di vista, il 15,5% indica Trump e più di uno su tre (35,7%) non saprebbe rispondere.

Il candidato democratico è ritenuto il migliore per l’economia e la politica estera del nostro Paese in misura maggiore dalle donne (45,9%) rispetto agli uomini (40,8%). L’opzione “Biden” cresce anche sensibilmente tra chi ha titoli di studio più elevati (58,6% tra i laureati, contro il 29,2% di chi non è andato oltre la terza media), e va lievemente oltre il 50% tra chi vive al Nord Est e al Centro. Guardando poi le fasce d’età, Biden registrerebbe un calo di circa 8 punti nella fascia di mezza età (35-54 anni) rispetto a quella dei giovani (18-34 anni) e a quella dei più anziani (over 55 anni).

Il candidato migliore per la politica estera e per l’economia del nostro Paese sarebbe Biden per oltre il 70% degli elettorati di PD, Italia Viva, Azione e +Europa, oltre che per più del 50% degli elettori di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle. Tra chi vota Fratelli d’Italia prevarrebbero invece i “non so”, mentre per la maggioranza relativa dell’elettorato leghista (36,9%) il candidato migliore per il nostro Paese sarebbe Trump.

Alessio Vernetti

Nato nel 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. Nel 2019 è entrato nel team Quorum ed è coordinatore contenuti di YouTrend.
La sua vita sociale diminuisce considerevolmente man mano che ci avviciniamo alle elezioni.

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