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Grafici logaritmici Covid-19

Covid-19, l’indice di gravità elaborato da YouTrend

Ecco come abbiamo elaborato un Indice di Gravità in grado di racchiudere al suo interno i dati principali sulla pandemia.

Nelle ultime settimane, in Italia c’è stato un aumento repentino dei nuovi contagi da Coronavirus. L’aumento ha seguito un andamento esponenziale, con un tempo di raddoppio dei nuovi casi stabile intorno ai 7 giorni. In altre parole, i casi di ogni settimana sono stati il doppio rispetto a quelli della precedente. In seguito a questa crescita, le cifre dei nuovi casi sono state molto superiori rispetto a quelle della prima ondata di marzo e aprile, a fronte però di un numero di tamponi superiore di 5-6 volte rispetto a quel periodo.

Questo maggior numero di casi non si è, per ora, trasposto in un numero di decessi comparabili con la scorsa primavera. Nella settimana che si è conclusa giovedì 22 ottobre, ad esempio, si sono registrati 596 decessi, ancora molto lontani dai 5.750 della settimana fra il 27 marzo e il 2 aprile – la peggiore dall’inizio della pandemia – ma più che raddoppiati rispetto alla settimana fra il 9 e il 15 ottobre.

Negli ultimi mesi, però, ci siamo abituati a notare la diversa dinamica della curva dei decessi, sempre in costante ritardo di alcuni giorni rispetto a quella dei contagi. Visto che un’inversione di tendenza di quest’ultima sembra ancora lontana, sembra lecito pensare che possano mancare ancora diverse settimane al momento in cui i decessi di pazienti Covid-19 raggiungeranno il loro tragico picco.

La situazione è come a marzo?

Per cercare di dare un’idea della gravità della situazione attuale, mostrata in modo diverso dal gran numero di parametri possibili, è utile cercare di racchiudere tutte queste informazioni in modo sintetico. Se è impossibile misurare la gravità in senso assoluto, può essere utile confrontare i livelli dei singoli parametri rispetto ai giorni peggiori di marzo. Per raggiungere questo obiettivo, con la collaborazione di Matteo Cavallaro, Lorenzo Pregliasco e Lorenzo Ruffino, abbiamo elaborato un Indice di Gravità che racchiude al suo interno i dati principali della pandemia.

Covid-19, l’Indice di Gravità

L’Indice di Gravità è elaborato a partire da tre indici parziali che a loro volta combinano 8 parametri, 4 relativi alla tendenza di medio periodo dell’epidemia e 4 legati ai dati giornalieri.

L’indice dei contagi

L’indice parziale dei contagi è calcolato in base a due parametri: nuovi casi giornalieri attualizzati e tasso di positività settimanale.

Per quanto riguarda il dato storico dei contagi, non viene preso il numero comunicato al tempo dalla Protezione Civile, che era estremamente parziale e frutto di un ridotto numero di tamponi: al contrario, abbiamo stimato un numero di contagi pari al numero di decessi di 10 giorni dopo diviso per il tasso di letalità reale, cioè la percentuale dei decessi fra tutti i contagiati da Covid-19. Diversi studi scientifici hanno cercato di fissare un valore per questa percentuale, con la maggior parte di questi che ha identificato un valore compreso fra 0,8% e 1,2%. Visto che nel calcolo successivo questo parametro si trova sia al numeratore, sia al denominatore, il valore si elide e non influenza il risultato finale.

Anche il dato dei nuovi contagi, infatti, viene “attualizzato” sulla base del rapporto fra tasso di letalità grezzo settimanale (con un ritardo di 10 giorni) e del tasso di letalità reale. Questo ci consente di valutare in modo più preciso quanti sono i nuovi contagiati reali del virus Sars-CoV2, considerando così nell’indice anche una stima dei malati che non sono ufficialmente positivi perché non sottoposti a tampone.

L’indice dello stress sul SSN

L’indice parziale dello stress sul Sistema Sanitario Nazionale racchiude quattro parametri: nuovi ricoveri in terapia intensiva e tasso di occupazione complessiva dei reparti di terapia intensiva da un lato, nuovi ricoverati in reparti tradizionali e tasso di occupazione complessiva dei reparti tradizionali dall’altro.

L’indice dei decessi

Infine, l’indice parziale dei decessi è composto da due parametri: i decessi giornalieri e i decessi settimanali.

Come abbiamo calcolato l’Indice di Gravità

Venendo al calcolo dell’Indice, ciascun parametro viene indicizzato, fatto 100 il giorno peggiore della prima ondata per quello stesso parametro. Dopodiché attraverso una media aritmetica si combinano gli otto parametri nei tre indici parziali: due per l’indice dei contagi, quattro per quello dello stress sul SSN e due per quello dei decessi. Infine l’Indice di Gravità complessivo è calcolato come la radice quadrata della media aritmetica dei tre indici parziali.

L’andamento dell’Indice di Gravità Covid-19

Come detto, il dato è calcolato indicizzando a 100 ciascun parametro sul suo giorno peggiore, quindi gli 8 parametri non hanno mai raggiunto il valore massimo di 100 contemporaneamente. Come si nota, infatti, l’Indice di Gravità ha raggiunto il suo massimo negli ultimi 10 giorni di marzo, quando ha oscillato intorno ai 95 punti. Non è impossibile, comunque, che l’indice superi il punteggio di 100. Infatti, se diversi indicatori contemporaneamente dovessero avere dati peggiori rispetto a quelli del picco primaverile, l’indice potrebbe anche raggiungere valori superiori.

Nel primo giorno di pubblicazione, il 22 ottobre, l’indice si è attestato alla soglia di 50, in salita rispetto ai 48 punti di ieri. Ciò significa che l’Indice di Gravità è intermedio fra quanto indicato il 5 e il 6 marzo, a cinque giorni dal lockdown nazionale annunciato da Giuseppe Conte.

[Per le domande più frequenti sulla pandemia da Coronavirus leggi le nostre FAQ]

 

Giovanni Forti

Romano, studia Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Sant'Anna. Quando non è su una montagna, si diverte con sistemi elettorali, geografia politica e l'impatto delle disuguaglianze sul voto.

14 commenti

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    • In realtà non viene utilizzato il numero di nuovi ricoveri (magari fossero disponibili!) ma solo la variazione del numero di ricoverati. Correggiamo l’articolo, visto che non era chiaro, grazie!

    • Ciao Maurizio, la scelta è stata fatta per rendere l’indice più reattivo ai valori bassi, lineare nei valori intermedi e più stabile – senza fluttuazioni ingiustificate – nei valori più alti. Grazie per la domanda!

      • A mio avviso in questo modo si esagera l’effetto che il lettore occasionale (e il 90% dei giornalisti) interpreta come un indice da 0 a 100. Il valore di 0.36 di ieri viene presentato come 0.60 cioè amplificato. D’altra parte la funzione radice quadrata la conosciamo benissimo.
        L’effetto e quello di chi presenta il numero di decessi su scala log facendo intendere che i decessi di oggi sono 2/3 di quelli di marzo.
        Se è fatto consciamente, annovero questo tra i fenomeni di mistificazione finalizzati a creare allarme. Non dico questo con l’intenzione di offendere, ma solo di educare (sono moltissimo più vecchio di te).

      • Come ho già scritto. Usare la radice quadrata del valore invece del valore ottenuto dalla media aritmetica rischia di evidenziare i valori bassi facendoli apparire artificiosamente piu grandi.
        Per esempio ieri 27/10 il valore 0.36 è stato riportato come 0.60 (poi indicato come 60). Un ipotetico valore di 0.10 sarebbe riportato come .31 (tre volte tanto).
        Il lettore non avvedudo riceve làimpressione che la situazione sia molto peggiore di quanto non si.
        Questo rischia di contribuire ad alimentare l’atmosfera di esagerata ansia in cui sta versando il Paese.

  • Ciao sarebbe bello avere una mappa che si aggiorna di giorno in giorno che utilizza questi indici per le varie regioni/province italiane

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