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Regionali in Liguria: la riconferma di Toti

Come alle elezioni regionali in Umbria di un anno fa, anche in Liguria l’alleanza tra centrosinistra e M5S è stata sconfitta dal centrodestra.

Le elezioni regionali in Liguria hanno visto la riconferma di Giovanni Toti: il Presidente uscente ha prevalso con il 56,1% dei voti sul giornalista Ferruccio Sansa, candidato dell’alleanza tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle che si è fermato al 38,9%. Staccati nettamente tutti gli altri candidati: a parte il 2,4% di Aristide Massardo (sostenuto da Italia Viva, +Europa e PSI), tutti gli altri non sono andati oltre il punto percentuale. L’affluenza è stata del 53,4%, leggermente in aumento rispetto a quella delle regionali del 2015: del resto in questa tornata si è votato anche per il referendum costituzionale e per l’elezione di alcuni sindaci.

 

Toti trionfa anche a Genova

La distribuzione dei voti nella Regione è stata abbastanza omogenea: Toti è stato infatti il candidato più votato in quasi tutti i comuni. Anche a Genova, sebbene il distacco tra il candidato del centrodestra e Sansa sia stato inferiore rispetto al resto della Regione, Toti ha ottenuto il 51,7% dei voti: si conferma dunque la svolta a destra del capoluogo ligure, il quale già nel 2017 aveva eletto per la prima volta un sindaco di centrodestra (Marco Bucci).

 

 

Il voto alle liste

Come è accaduto in Veneto, anche in Liguria la lista personale del Presidente è risultata essere il primo partito. Cambiamo con Toti Presidente ha infatti ottenuto il 22,6% dei voti a livello regionale, ma la distribuzione dei consensi non è stata omogenea: se nella Provincia di di Imperia e nella Città metropolitana di Genova Cambiamo è stato il primo partito (con rispettivamente il 25,6% e il 24,6%), nelle province di Savona e della Spezia il risultato della lista personale del Presidente è stato inferiore (20,8% nel savonese, 14,9% nello spezzino) e si è registrato un sorpasso da parte della Lega.

 

 

Dopo il boom alle europee del 2019, in cui la Lega ottenne il 33,9% dei consensi in questa Regione, il partito di Matteo Salvini è tornato in termini percentuali al di sotto dei livelli delle regionali del 2015 e delle politiche del 2018, ottenendo complessivamente il 17,1% dei consensi. Certo, alle elezioni regionali entrano in gioco le liste civiche e le affluenze variano di tornata in tornata, motivi per cui bisogna fare molta attenzione nel leggere questi andamenti.

Nonostante ciò, è possibile rilevare come l’unico partito che ha costantemente aumentato i propri consensi dal 2015 a oggi – sia in termini assoluti che percentuali – è Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia conferma il proprio trend negativo, perdendo più della metà dei voti ottenuti alle regionali del 2015 e fermandosi ad un deludente 5,3%, risultato che risente senza dubbio della fuoriuscita di Toti dal partito.

Nel centrosinistra, il Partito Democratico ottiene in termini percentuali quasi lo stesso risultato (19,9%) delle elezioni politiche del 2018, mentre guardando ai voti assoluti il risultato è inferiore a quello del 2015, del 2018 e del 2019 (anche se, lo ripetiamo, le politiche e le europee sono intrinsecamente diverse dalle regionali). Ma il partito che può dirsi sicuramente meno soddisfatto di questa tornata elettorale è il Movimento 5 Stelle, che mostra trend negativi rispetto alle elezioni passate e conferma le proprie difficoltà nell’affermarsi alle elezioni regionali, oltre che a quelle amministrative.

 

Il nuovo Consiglio regionale

Nel nuovo Consiglio regionale siederanno 30 consiglieri, oltre al Presidente eletto che ne è membro di diritto. Gli equilibri all’interno della maggioranza sono cambiati rispetto a 5 anni fa, e i seggi saranno così ripartiti: a Cambiamo spetteranno 8 seggi, alla Lega 6, a Fratelli d’Italia 3, mentre Forza Italia ne avrà soltanto uno. Per quanto riguarda l’opposizione, oltre al seggio riservato a Sansa in qualità di secondo classificato, 6 scranni saranno destinati al PD, 2 alla lista Ferruccio Sansa Presidente, altrettanti al Movimento 5 Stelle e uno a Linea Condivisa – Sinistra per Sansa. In tutto, la maggioranza di centrodestra disporrà di 19 seggi e l’opposizione di 12.

Francesco Cortese

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