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Coronavirus, i numeri del contagio

Datawrapper ha creato una serie di grafici e mappe per spiegare la diffusione del coronavirus senza creare panico tra la popolazione.

L’11 marzo l’OMS ha dichiarato che il contagio globale da coronavirus è diventato ufficialmente una pandemia. Ciò significa che la diffusione del virus è ormai così ampia da toccare un grandissimo numero di persone in diverse aree geografiche del mondo. Chartable – il blog di datawrapper – ha creato una serie di grafici e mappe (con i dati della dashboard creata dalla Johns Hopkins University e altre istituzioni) per seguire l’evoluzione dell’epidemia in tutto il mondo. Le infografiche sono definite “responsabili” dagli stessi analisti che le hanno prodotte, poiché, come spiegato nell’articolo, vogliono servire ai giornalisti per spiegare il coronavirus senza creare panico tra la popolazione.

Coronavirus: i numeri del contagio

Ad esempio, nella tabella sopra sono riportati i dati assoluti, le morti e le guarigioni, ma anche le percentuali su scala globale. Si nota così che solo lo 0,0007% della popolazione mondiale (uno su 142.000) è ufficialmente affetto da COVID-19, e che i morti sono solo il 3,69% di chi si è sottoposto al tampone. Quest’ultimo dato, peraltro, è sicuramente sovrastimato: non tutti i contagiati, infatti, vengono testati (molti sono asintomatici o mostrano sintomi lievi), per cui il loro numero reale è molto più alto; al contrario, la quasi totalità dei decessi è riportata.

Coronavirus: la pandemia stato per stato

Volgendo lo sguardo ai singoli stati, la provincia cinese dell’Hubei (che conta circa 57 milioni di abitanti) è – al momento della scrittura di questo articolo – l’area più contagiata del mondo con circa 250 infetti per milione di abitanti. L’Italia è al secondo posto con 10.590 casi al 12 marzo, meno di 180 per milione. Seguono Corea del Sud e Iran, dove sono scoppiati gli altri due focolai più critici al di fuori della Cina. Gli altri paesi che occupano i primi dieci posti sono tutti europei con l’aggiunta degli Stati Uniti, dove l’epidemia è ancora limitata a meno di 10 contagiati per milione di abitanti.

Coronavirus COVID-19: i casi confermati a livello globale

Osservando invece l’evoluzione su scala globale si notano due importanti elementi. In primis, con il passare dei giorni il divario tra decessi e guarigioni è in continuo aumento, dal momento che stanno guarendo sempre più persone di quelle che muoiono. L’altro elemento riguarda il numero di contagi totali nel tempo, che dipende a sua volta da due fattori: il metodo di conteggio e le misure di contrasto.

Il 13 febbraio il governo cinese ha deciso di modificare il metodo di comunicazione del numero di contagiati, includendovi anche i casi diagnosticati solo clinicamente (cioè individui a cui non è stato possibile fare il tampone oppure sono risultati negativi, ma che presentano evidenti sintomi da COVID-19). Di conseguenza, come si nota nel grafico, il dato relativo ai contagi è aumentato in un solo giorno di quasi 15mila casi.

Dal 18 febbraio in poi, invece, i contagi sono iniziati a diminuire su scala globale , probabilmente a causa delle stringenti misure messe in atto dal governo cinese nel mese di gennaio. C’è stato però un nuovo aumento dopo il 5 marzo, durante i giorni in cui l’epidemia ha iniziato a far registrare grandi numeri al di fuori della Cina, in particolar modo in Italia. Verosimilmente, almeno per il caso italiano, ci vorranno dunque un paio di settimane per vedere gli effetti delle misure restrittive messe in atto nei giorni scorsi.

Coronavirus COVID-19: nuovi casi confermati, guarigioni e decessi al giorno in Italia

La mappa “responsabile”

Osservando la mappa del globo terrestre che riporta i dati relativi ai casi confermati sovrapposti alle guarigioni, si nota come nell’Hubei il rapporto sia piuttosto positivo: all’11 marzo, su circa 67mila contagiati i guariti erano più di 50mila. Quasi ovunque nel resto del mondo il dato sembra meno confortante, ma solo perché l’epidemia si è diffusa ampiamente solo di recente e il decorso della malattia ha una durata di circa due settimane. L’Hubei, che combatte il virus già da gennaio, può offrirci dunque un quadro – piuttosto confortante – di quella che sarà la situazione tra qualche settimana.

Coronavirus COVID-19: casi confermati e guarigioni

Gianluca De Feo

Trentino, grande appassionato di politica americana ed europea. Vive in Italia ma studia politica e storia del Nord America alla Freie Universität Berlin.

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