YouTrend

Slovacchia al voto: alto il pericolo di instabilità

Stando ai sondaggi, nessuna forza politica andrebbe oltre il 20%: per governare saranno dunque necessari accordi tra più partiti.

Sabato 29 in Slovacchia si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Si tratta di un voto importante per il Paese, perché dalle ultime elezioni legislative nel 2016 a oggi sono successi diversi fatti che hanno mutato il quadro politico slovacco.

 

Perché si vota

Le elezioni legislative del marzo 2016 furono contrassegnate dalla grande astensione, dal forte declino di SMER-SD (il partito dell’allora premier Robert Fico che passò dal 44,5% dei voti raccolti nel 2012 al 28,3%) e dall’exploit dell’estrema destra di Slovacchia Nostra. Fico riuscì in ogni caso a formare una coalizione in soli dieci giorni, trovando la maggioranza in Parlamento: questa coalizione si coagulò per l’appunto attorno a SMER-SD (di centro-sinistra), insieme al Partito nazionale slovacco, a Most-Híd e a SIEŤ (tutte e tre di centro-destra).

Composizione del Parlamento slovacco in seguito alle elezioni del 2016

Alla fine del febbraio 2018, il giornalista Ján Kuciak venne assassinato insieme alla sua compagna Martina Kušnírová. Kuciak stava indagando sui legami tra la ‘Ndrangheta calabrese e delle personalità vicine al governo, ed era noto per portare all’attenzione dell’opinione pubblica casi di corruzione riguardanti uomini d’affari aventi stretti legami con SMER-SD. Ciò indusse gli slovacchi a scendere in piazza: la manifestazione del 9 marzo 2018 a Bratislava riunì 40.000 persone, ed ebbe il sostegno del presidente della Repubblica Andrej Kiska, esponente dalla società civile eletto sconfiggendo proprio Fico nel 2014 (in Slovacchia, pur essendo una Repubblica parlamentare, il Capo di Stato è eletto direttamente dai cittadini).

Le proteste portarono alle dimissioni di diversi esponenti del governo, perché alcuni di essi furono accusati di aver tentato di ostacolare le indagini sulla morte del giornalista. Alla fine, anche il premier Fico finì per rassegnare le dimissioni il 14 marzo 2018.

Una nuova manifestazione riunì, due giorni dopo, 65.000 persone nella capitale slovacca: la richiesta era quella di indire elezioni anticipate, per evitare un nuovo governo imperniato sempre su SMER-SD, percepito come il “partito dei corrotti”. Il Capo dello Stato ignorò però i manifestanti e chiese a quella stessa forza politica di proporre un nuovo primo ministro: fu così individuata la figura di Peter Pellegrini, di lontane origini italiane, che fino a quel momento ricopriva la carica di presidente del Parlamento. Pellegrini formò dunque un nuovo governo.

Successivamente, a marzo 2019 si tennero le elezioni presidenziali, nelle quali vinse la candidata di Slovacchia Progressista Zuzana Čaputová: già in testa alla fine del primo turno con il 40,6% dei voti, Čaputová sconfisse Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea nonché candidato di SMER-SD, con il 58,4% dei voti al secondo turno. Čaputová divenne così la prima presidente donna della Slovacchia dopo una campagna incentrata sulla lotta alla corruzione, sull’ecologia, sulla difesa dei diritti LGBT e sull’accesso all’aborto.

Risultato del secondo turno delle elezioni presidenziali slovacche del 2019

 

Sistema elettorale

La Slovacchia ha un parlamento unicamerale chiamato Consiglio Nazionale della Repubblica: esso conta 150 seggi, che vengono rinnovati ogni quattro anni attraverso un sistema proporzionale con liste aperte e una soglia del 5% in ogni singola circoscrizione. La soglia sale al 7% per le coalizioni con meno di quattro partiti e al 10% per le alleanze con più di quattro forze. Una volta conteggiati i voti, i seggi vengono distribuiti tra tutti i partiti e le coalizioni che hanno superato le soglie di sbarramento attraverso il metodo del divisore Hagenbach-Bischoff.

Gli elettori, compresi quelli che vivono all’estero, possono utilizzare il voto postale se ne avanzano richiesta. Inoltre, se il diritto di voto si ottiene a 18 anni, per candidarsi ne servono almeno 21, occorre risiedere permanentemente nel Paese e versare 17.000 euro, soldi che vengono rimborsati solo se il partito per il quale ci si è candidati otterrà almeno il 2% dei voti.

 

Scenari

Stando alla media dei sondaggi elaborata da Politico, il quadro che emergerebbe da queste elezioni sarebbe tutt’altro che all’insegna della stabilità. SMER-SD scivolerebbe infatti al di sotto del 20%, pur restando comunque la forza di maggioranza relativa. Subito dietro ci sarebbero, col 13%, i conservatori di OL’aNo, il cui nome completo tradotto in italiano sarebbe “Gente comune e personalità indipendenti”. La terza forza sopra il 10% sarebbe il Partito nazionale slovacco, di centrodestra, con l’11%. Tutte le altre forze politiche, compresa quella progressista della presidente Čaputová, avrebbero meno del 10% dei voti validi: sarà dunque necessario costruire alleanze tra più partiti per riuscire a formare un governo stabile.

Slovacchia: confronto tra sondaggi in vista delle elezioni del 29 febbraio 2020 e risultati del 2016

Fonte: Politico

Alessio Vernetti

Nato nel 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. Nel 2019 è entrato nel team Quorum ed è coordinatore contenuti di YouTrend.
La sua vita sociale diminuisce considerevolmente man mano che ci avviciniamo alle elezioni.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Send this to a friend