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Il punto sulla Francia: a 1000 giorni dall’insediamento di Macron all’Eliseo

Le elezioni amministrative francesi si avvicinano: facciamo il punto sulla Francia e sul livello di fiducia riposto in Macron.

Fra un mese in Francia si terranno le elezioni amministrative: sarà un test importante, perché i risultati a livello comunale potrebbero essere una fotografia dello stato di salute dei partiti (a cominciare da En Marche) e fornire i primi segnali per le prossime elezioni presidenziali, previste per il 2022.

La fiducia in Macron

La fiducia dei francesi nei confronti di Emmanuel Macron è stata segnata da vari alti e bassi. Le manifestazioni dei gilets jaunes hanno messo a dura prova l’attuale Presidente della Repubblica francese alla fine del 2018, quando il gradimento nei suoi confronti toccò uno dei minimi storici (26%). Le manifestazioni hanno caratterizzato buona parte del 2019, e infatti la fiducia verso l’inquilino dell’Eliseo non ha mai superato il 37% toccato lo scorso ottobre: si è dunque ben lontani da quel 61% di gradimento raggiunto all’indomani delle elezioni presidenziali del 2017.

Il tasso di approvazione dell’operato di Macron

Le elezioni amministrative, però, si avvicinano, e potrebbero fornire degli indizi sulla prossima elezione presidenziale del 2022: un’analisi demografica realizzata dall’istituto Elabe del grado di fiducia riposta in Macron può dunque essere utile per comprendere i possibili scenari futuri.

Chi si fida di Macron

Partendo dal genere, il 36% degli uomini ha fiducia nel Presidente, contro il 26% delle donne. Tuttavia, quando si tratta dei giudizi negativi tale differenza si riduce: la grande maggioranza sia degli uomini (61%) che delle donne (64%) non approva l’operato di Macron.

Il tasso di approvazione di Macron per genere

Inoltre, dalla ricerca di Elabe emerge anche come Macron riceva i maggiori consensi tra gli over 65, ricevendo invece la maggiore ostilità tra chi ha tra i 35 e i 64 anni (rispettivamente 65% di disapprovazione nella fascia 30-49 e 72% in quella 50-64). Rimane comunque relativamente apprezzato dai giovani (cioè tra chi ha meno di 35 anni) tra i quali il 34% si dichiara favorevole e il 52% contrario.

Il tasso di approvazione di Macron per età

Poco sorprendentemente, l’appoggio che Macron riceve dagli elettori della sua “creatura” politica, La République En Marche è molto alto. Anche tra gli elettori di centrodestra (Républicains) e dei verdi (Europe Ecologie – Les Verts), nonostante siano in larga misura contrari, vi è una buona componente (rispettivamente 36% e 32%) che condivide l’operato del Presidente. Dall’altro lato, invece, i simpatizzanti dei due schieramenti più estremi, ossia il Rassemblement National a destra e la France Insoumise a sinistra, si dichiarino fortemente contrari all’amministrazione Macron, nella quale solo il 12% degli elettori di Marine Le Pen e il 15% di chi appoggia il partito di Jean-Luc Mélenchon esprime fiducia.

Le amministrative potrebbero essere interessanti anche per la questione del rapporto tra i partiti: sarà infatti utile capire come si muoverà En Marche a livello locale, e quali alleanze sperimenterà.

Il tasso di approvazione di Macron per affiliazione partitica

Le manifestazioni dei gilets jaunes hanno sicuramente influenzato molte categorie di lavoratori, soprattutto in merito alla riforma delle pensioni che sin dal suo concepimento ha avuto l’obiettivo di unificare ben 42 casse previdenziali. Non a caso, il minor gradimento verso Macron si situa tra le classi di operai, impiegati, commercianti e artigiani, ossia coloro che risulterebbero maggiormente colpiti dalle riforme proposte.

Al contrario, nell’analisi per classi di età, si riscontra una maggiore approvazione verso l’attuale Presidente tra coloro che, come abbiamo visto, hanno almeno 65 anni, e quindi quasi sempre è già in pensione: in questa fascia di età la fiducia arriva quasi al 40%.

Il tasso di approvazione di Macron per professione

Molto interessante è anche il dato riguardante il gradimento a livello urbano: dall’analisi condotta da Elabe emerge come nei centri più popolati ci sia maggiore fiducia verso Macron, con l’eccezione dei centri abitati con più di 100.000 abitanti, dove la sfiducia sale al 65%, un valore molto vicino a quello delle zone meno abitate (71% nei comuni con meno di 20.00 abitanti).

Il tasso di approvazione di Macron per dimensione demografica del comune

Riepilogo

La fiducia per Emmanuel Macron, col diradarsi delle contestazioni dei gilets jaunes, sta dunque lievemente aumentando. Nonostante il 63% dei francesi non si fidi del Presidente, inoltre, pare che il supporto maggiore risieda soprattutto tra gli uomini over 65, ma anche il consenso tra i giovani e nei centri abitati più popolati rimane relativamente alto rispetto alle altre categorie: questo potrebbe divenire un dato rilevante ai fini di una campagna di mobilitazione – se i livelli di fiducia rimarranno tali – in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Il test costituito dalle elezioni amministrative del 15 e del 22 marzo ci dirà se la destra resisterà o addirittura crescerà, come era avvenuto nel 2014, oppure se si voterà per i candidati legati a chi è percepito dalla gran parte dei francesi come il “male minore”.

Giada Pasquettaz

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