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Elezioni in Romania: il Presidente uscente Iohannis cerca il bis

Domenica in Romania il primo turno delle Presidenziali: come in Francia, se nessun candidato vincerà al primo turno, ci sarà un ballottaggio…

Non solo Spagna: domani, 10 novembre, si terranno si voterà in un altro grande paese europeo: la Romania. Oltre 18 milioni di elettori rumeni saranno chiamati alle urne per eleggere il loro Presidente. La Romania è infatti una repubblica semi-presidenziale, in cui il Capo dello Stato è eletto direttamente dai cittadini (come in Francia) ma di fatto guida l’esecutivo solo se dispone di una maggioranza in Parlamento – che può esprimere un Primo ministro di diverso orientamento politico.

Tanti voti dall’Italia

Quella rumena rappresenta la più grande comunità straniera presente in Italia: i cittadini rumeni residenti nel nostro Paese sono oltre 1,2 milioni. In occasione delle ultime Europee vi fu una presenza così massiccia di votanti rumeni dall’Italia che si verificarono diversi problemi nello svolgimento delle procedure di voto. Per questo motivo si è deciso di cambiare la legge elettorale: l’autorità rumena elettorale competente ha proposto la revisione della Legge 370/2004 riguardante l’elezione del Presidente della Repubblica, suggerendo anche per queste (come già avviene per le elezioni parlamentari) l’introduzione del voto per corrispondenza allo scopo di semplificare le procedure nel voto all’estero. Lo scorso 2 luglio la Camera dei Deputati rumena ha adottato un progetto di modifica della legge sull’elezione del Presidente della Repubblica in cui si prevede l’estensione del voto in tre giorni per le circoscrizioni estere e si permette di esprimere il voto fino alla mezzanotte dell’ultimo giorno disponibile. In base alla nuova legge, nelle sezioni estere il voto si svolgerà tra l’8 e il 10 novembre per il primo turno e tra il 22 e il 24 novembre per il secondo turno (eventuale). La legge elettorale infatti prevede che se al primo turno nessun candidato ottiene il 50% + 1 dei voti validi si dovrà procedere ad un ballottaggio tra i due candidati più votati.

I candidati in lizza

Per quanto riguarda la rosa dei candidati, si ricandida il Presidente uscente, il moderato Klaus Iohannis. Secondo i sondaggi, Iohannis è di gran lunga il favorito in questa competizione. La sua candidatura è stata appoggiata dal Partudul National Liberal. (di cui Iohannis è stato presidente prima di divenire Capo dello Stato), secondo partito del Paese alle elezioni del 2016, all’opposizione dell’attuale governo social-democratico. Iohannis avrà inoltre l’appoggio di una coalizione che vede al proprio interno anche il Forumul Democrat al Germanilor din Romania che rappresenta la minoranza tedesca nel Paese. Il suo programma è rivolto a ribadire il concetto di una Romania più presente all’interno dell’Unione Europea e che sappia consolidare l’importanza del Patto Atlantico nell’Est Europa.

Per il Partidu social democrat (PSD) troviamo come candidata Viorica Dancila. La candidata, leader del partito stesso, è riuscita nell’intento di correre per le elezioni superando le molte polemiche. La sua figura è però indebolita in seguito alla sfiducia che il suo governo social-democratico, guidato da lei stessa, ha subìto: a causa della fuoriuscita dei liberal-democratici (ALDE) dal governo, da agosto Dancila non ha più la maggioranza in Parlamento. Inoltre dal punto di vista elettorale il partito sta attraversando una fase di forte crisi. Alle ultime europee il PSD ha ottenuto solo il 22,5% a fronte del 37,6% delle precedenti europee del 2014 e soprattutto del 45,5% con cui aveva vinto le elezioni parlamentari del 2016.

Proprio alle elezioni dello scorso maggio è nata una terza coalizione che prende il nome di “Alianta 2020 USR PLUS”, che punta alla Presidenza. Il nome scelto è quello suo leader Dan Barna. Dan Barna è stato eletto nel dicembre 2016 deputato dell’USR (“Unione Salvate la Romania”), partito di cui rappresenta l’ala più liberale. È stato anche membro del Governo Ciolos (2015-2016), dove ha ricoperto la carica di Segretario di Stato presso il Ministero dei fondi europei. Il partito si presenta come outsider dopo aver ottenuto un buon 22% alle europee.

Tra gli altri nomi di spicco troviamo l’indipendente Theodor Paleologu, deputato del Partito del Movimento Popolare (PMP) dal 2008 al 2016. È stato Ministro della Cultura nel governo Boc tra il 2008 e il 2009. Nel 2016 è stato espulso dal PMP, ma oggi il partito ha scelto proprio lui come suo candidato correre alle presidenziali.

L’altro candidato di rilievo è l’ex parlamentare europeo Mircea Diaconu. La sua candidatura ha ottenuto il sostegno da Alianta Liberalilor si Democratilor (ALDE) e PRO Romania. Grazie a questo doppio appoggio è riuscito a consegnare le 200.000 firme necessarie per candidarsi e si è assicurato un supporto strutturale per la campagne elettorale.

Infine troviamo Hunor Kelemen, candidato con il Partito dell’Unione Democratica Magiara Della Romania di cui è segretario. Nella sua esperienza politica ha già provato la candidatura nel 2009 ottenendo però solo il 3% dei voti. La sua carriera l’ha visto come Ministro della Cultura nel 2014 sotto il governo Bloc e successivamente divenne invece viceministro sotto il governo Ponta.

Questi sono i candidati di punta che si contenderanno lo scranno del Palazzo Cotroceni. E dall’Italia l’attesa sarà tanta.

Cosa dicono i sondaggi?

Come si è detto, il Presidente uscente Iohannis è nettamente il favorito di questa competizione. Anche se nessun sondaggio finora lo ha dato vincente al primo turno (anche a causa dell’elevato numero di candidati), la sua vittoria al ballottaggio sembra scontata, qualunque sia l’avversario che si ritroverà a sfidare. Vedremo se l’ultimo mese di campagna elettorale avrà cambiato qualcosa.

Primo turno

Ballottaggio

 

 

(Articolo a cura di Marco Battiato)

Redazione

La redazione di YouTrend

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