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Il bacino elettorale di Italia Viva e la fiducia verso il governo, i leader politici e il Capo dello Stato

Sondaggio Quorum/YouTrend per Sky TG24: abbiamo incrociato le risposte con le intenzioni di voto, e questi sono i risultati.

Nel nostro sondaggio presentato ieri su Sky TG24 sono stati mostrati una serie di dati. Proviamo ora a filtrare le risposte incrociandole con le intenzioni di voto, cercando di capire come i diversi elettorati abbiano opinioni, percezioni e conoscenze differenti.

Cominciamo oggi analizzando la composizione del possibile bacino elettorale di Italia Viva e il livello di fiducia nei confronti dei leader politici, del Capo dello Stato e del Governo Conte II. Gli schieramenti politici considerati sono sostanzialmente 4: Lega, resto del centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cambiamo di Giovanni Toti), Movimento 5 Stelle e centrosinistra (PD, +Europa e Italia Viva di Matteo Renzi).

 

Italia Viva: da dove provengono i suoi potenziali elettori?

Il bacino potenziale di Italia Viva, come abbiamo visto ieri, sarebbe pari al 13%, con un 2,4% di persone che voterebbero sicuramente il nuovo partito di Matteo Renzi e un ulteriore 10,6% di elettori probabili. Come prevedibile, filtrando i dati per intenzioni di voto, emerge che il 29,8% degli elettori di centrosinistra voterebbe – certamente o probabilmente – Italia Viva.

Renzi, tuttavia, godrebbe di un discreto appeal anche nel Movimento 5 Stelle (15,9% tra elettori sicuri e probabili) e un po’ meno nei partiti di centrodestra esclusa la Lega (12,9%): è interessante però notare come tra i pentastellati e nel centrodestra non leghista la percentuale di elettori probabili sia identica (11,9%), mentre differiscano le percentuali di elettori sicuri (4% tra i 5 Stelle e 1% nei partiti più piccoli di centrodestra).

Nel Carroccio, solo il 7,5% potrebbe quantomeno pensare di dare la propria preferenza al nuovo partito di Renzi: il 92,5% degli elettori della forza politica guidata da Matteo Salvini, infatti, sarebbe certo o comunque propenso a non votare la nuova creatura politica dell’ex Sindaco di Firenze.

Renzi, infine, riesce solo in piccole percentuali a pescare tra le fila di indecisi e astenuti: l’1,4% di essi sicuramente lo voterebbe, e un ulteriore 14,3% potrebbe dargli la propria preferenza. Al contrario, il 65,4% di chi è indeciso o propenso all’astensione non voterebbe certamente il partito dell’ex Premier, e un ulteriore 18,9% probabilmente neppure.

Il gradimento del Conte II

Il 60% degli italiani non vede di buon occhio il governo giallorosso guidato da Giuseppe Conte. La percentuale di coloro che hanno un’opinione negativa nei confronti del Conte II, però, non è naturalmente omogenea tra i partiti: se tra le fila degli elettori leghisti essa raggiunge il picco del 90% e tra quelle del resto del centrodestra sfiora il 74%, per pentastellati ed elettori di centrosinistra essa crolla, rispettivamente, al 17% e al 19%. Questo secondo governo Conte non sembra comunque fare breccia nei cittadini indecisi e astenuti: di essi, solo il 31% ne ha un’opinione positiva.

Il gradimento dei leader politici e del Capo dello Stato

Matteo Salvini è prevedibilmente molto in alto tra i leghisti (87%), ma cala al 55% tra gli elettori degli altri partiti di centrodestra, ossia FI, FdI e Cambiamo. Il “Capitano” si conferma comunque come leader polarizzante: ha fiducia in lui solo l’11% degli elettori del centrosinistra e il 18% degli elettori pentastellati.

Nicola Zingaretti è al 74% tra gli elettori del centrosinistra, ma è apprezzato solo dal 26% di coloro che intendono votare per i partner di governo pentastellati (anche se ha comunque guadagnato 6 punti percentuali rispetto a un mese fa). Il consenso nei suoi confronti è invece sui livelli di quello di Renzi tra gli elettori leghisti (7%) e del resto del centrodestra (17%).

Matteo Renzi, a cui abbiamo già accennato all’inizio, crolla nell’elettorato PD: se un mese fa il 44% dei democratici aveva fiducia in lui, oggi tale percentuale è scesa al 24%. Per questo motivo, tra le fila del centrosinistra nel suo complesso (PD, +Europa e Italia Viva), l’ex Presidente del Consiglio ha un consenso relativamente basso (33%), anche se si tratta comunque di percentuali superiori a quelle di cui gode tra gli elettori dei 5 Stelle (9%), della Lega (6%) e – seppur meno incisivamente per via di Forza Italia – del resto del centrodestra (17%).

Il Premier Giuseppe Conte gode ora della fiducia del 76% degli elettori di centrosinistra: si tratta di una percentuale in crescita e non così distante da quella di cui gode tra gli elettori M5S (89%). Scende invece la fiducia nei suoi confronti tra i leghisti (28%, -4 punti) e nel resto del centrodestra (34%). Rispetto a un mese fa, quindi, Conte è divenuto meno trasversale, ma inizia a piacere di più alla compontente “rossa” della maggioranza.

Luigi Di Maio fa registrare un calo generalizzato (21%) e, anche se tra gli elettori del centrosinistra è in lieve crescita, si mantiene su livelli di popolarità bassissimi tra le file degli elettorati di PD, +Europa e Italia Viva (18%). Inoltre, tra gli elettori M5S è al 78%, e quindi si trova sensibilmente sotto Conte.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si conferma su livelli molto alti, anche se in lieve calo rispetto al mese scorso. Hanno fiducia in Mattarella il 99% degli elettori del centrosinistra e il 70% dei pentastellati, mentre l’apprezzamento è più ridotto tra gli elettori della Lega (43%) e del resto del centrodestra (54%).

Alessio Vernetti

Nato nel lontano 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. I suoi interessi principali sono la psefologia, il diritto costituzionale, lo sviluppo internazionale e i mutamenti sociali.
La sua vita sociale è inversamente proporzionale al numero di settimane che mancano alle elezioni.

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