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Elezioni europee Polonia

Polonia, Coalizione europea non sfonda

Diritto e Giustizia si conferma prima forza, vincendo nettamente il confronto con la coalizione europeista, a cui non basta dominare nelle aree del nord e dei grandi centri urbani

Alle elezioni europee di domenica 26 maggio il partito di governo Diritto e Giustizia (PiS) si è confermato forza dominante nello scenario politico polacco. Il confronto con la novella Coalizione Europea si è risolto con la netta vittoria dei populisti, che hanno ottenuto il 45,4% dei voti contro il 38,5% degli avversari.

Elezioni europee in Polonia: i risultati

Smentiti dunque i sondaggi dei giorni precedenti alle elezioni, che proiettavano le due forze politiche ad appena un punto percentuale di distanza. II partito dell’ex presidente Lech Kaczyński – ora guidato dal fratello Jarosław può tirare un sospiro di sollievo: il confronto è stato vinto con una prova di forza in parte inaspettata alla vigilia e, soprattutto nell’area meridionale e centro orientale del Paese il dominio del suo partito non sembra essere stato intaccato, raggiungendo percentuali bulgare spesso superiori anche al 60%, con il picco del 78,2% ottenuto nel distretto di Limanowa. Porterà dunque al parlamento europeo ben 26 dei 51 eurodeputati spettanti alla Polonia, 23 dei quali siederanno ai banchi dell’euroscettico ECR (gli altri 3 sono iscritti ad altri gruppi) insieme a Fratelli d’Italia e i Conservatori britannici.

Diritto e giustizia: la distribuzione del voto

Coalizione europea

L’opposizione – tra cui la Piattaforma civica del presidente del consiglio europeo ed ex primo ministro della Polonia Donald Tusk – riorganizzata nella Coalizione Europea non è dunque riuscita a contrastare lo strapotere del PiS, ma può vantare un risultato comunque importante. Eleggerà 22 eurodeputati che saranno suddivisi tra Socialisti, popolari e altri gruppi.

Questa tornata elettorale sembrava rappresentare l’occasione giusta per la Coalizione, poiché in occasione delle Europee la mobilitazione dei grandi centri urbani è tradizionalmente alta, e la maggior parte dell’elettorato europeista risiede proprio nelle città. Si tratta di un evidenza ben osservabile dalla mappa sottostante, che riporta la distribuzione del voto per il partito di opposizione.

Nelle principali città del Paese, e in generale in tutte le aree ad alta urbanizzazione, la Coalizione vince il confronto.  A Cracovia, Varsavia e Lodz il partito europeista ottiene rispettivamente il 43,9%, il 50% e il 54,2% delle preferenze, mentre Diritto e Giustizia si ferma al 36, al 27,8 e al 30,3%. Anche nell’area più europea del Paese, nel nord e nell’ovest, la sfida è vinta dalla Coalizione, che ottiene percentuali superiori a quelle del partito di Governo anche nelle aree meno urbanizzate. Ma nelle zone periferiche e rurali del Centro-Sud, del Sud e dell Est, dove il nazionalismo del partito di Kaczyński fa da padrone, raramente riesce a raggiungere il 20%.

In ogni caso, Grzegorz Schetyna, presidente di Piattaforma Civica, ha affermato che nonostante la sconfitta il progetto condiviso ha ottenuto ottimi risultati e verrà dunque portato avanti in vista delle elezioni politiche previste per l’autunno.

Coalizione europea: la distribuzione del voto

 

Tra gli altri partiti, i neonati Socialdemocratici di Primavera sono gli unici a superare la soglia del 5% e porteranno a Bruxelles tre eurodeputati. Confederazione e Kukiz’15, i due partiti dell’estrema destra, raccolgono rispettivamente il 4,6% e il 3,7%, risultati deludenti rispetto alle aspettative registrate nei sondaggi precedenti al voto. La forbice che si registra tra i due grandi partiti e quelli più deboli, rappresenta un caso pressoché isolato all’interno dell’Unione Europea, e riassume perfettamente la forte polarizzazione che caratterizza l’attuale stagione politica polacca.

La distribuzione dei seggi

(ha collaborato Andrea Viscardi)

Gianluca De Feo

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