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Europee, i candidati promossi e quelli bocciati: i numeri dei signori delle preferenze

Quello che c’è da sapere sui candidati italiani eletti in Europa e i misteri legati a preferenze, pluri-candidature e seggi “congelati”.

Uno degli aspetti più affascinanti delle Europee è che si tratta di elezioni di portata essenzialmente nazionale in cui è possibile esprimere preferenze per i candidati, come per le elezioni locali. Si tratta infatti di una possibilità che gli elettori hanno tipicamente in occasione delle elezioni comunali (sempre) e di quelle regionali (in quasi tutte le Regioni).

Indice di preferenza

Un primo risultato interessante dall’analisi di questi voti ci viene dal calcolo degli indici di preferenza. Per indice di preferenza intendiamo il rapporto tra voti di preferenza raccolti dai candidati di una lista e i voti totali andati alla lista stessa. L’indice di preferenza è interessante perché ci dice quanti sono, in media, gli elettori di un partito che non si limitano a barrare il simbolo della lista ma indicano anche una preferenza esplicita per almeno uno dei suoi candidati: si potrebbe anche definire come un rivelatore di quanta parte del risultato di un partito è attribuibile alla “forza” dei suoi candidati.

FI e FdI i più trainati dalle preferenze, voto senza preferenze per M5S ed Europa Verde

Come mostra il nostro grafico, tra le liste principali Fratelli d’Italia e Forza Italia sono quelle il cui indice di preferenza è più elevato. Possiamo ipotizzare che questo sia dovuto al fatto che si tratta di un voto molto “di appartenenza”, combinato al fatto che entrambi i partiti sono guidati da leader forti (Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni) che tendono a convogliare su di sé la gran parte dei voti di preferenza degli elettori delle rispettive liste. Al contrario, liste come Europa Verde e Movimento 5 Stelle sono liste destinatarie di un voto probabilmente più di opinione, basato sulle issues del partito e non sul richiamo dei candidati.

Il mistero dei candidati “congelati”

Passiamo ora a vedere quanti sono, e chi sono, i candidati italiani eletti in queste elezioni europee. Il grafico successivo ci mostra la ripartizione dei 76 seggi del Parlamento Europeo destinati all’Italia, per ciascun partito e in ognuna delle 5 circoscrizioni. Si noti che (come abbiamo spiegato qui) in un primo momento saranno solo 73 gli eurodeputati che il nostro Paese manderà a Strasburgo e a Bruxelles, in attesa che si concretizzi finalmente la Brexit – ossia l’uscita del Regno Unito dalla UE.

Gli eletti nelle varie circoscrizioni 

A questo proposito, mentre è ben noto quali siano le circoscrizioni (Nord Est, Centro e Sud) e le liste (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) che vedranno uno dei propri seggi “congelati” fino a Brexit avvenuta, non è ancora del tutto chiaro quale lista si vedrà sospendere un seggio in quale circoscrizione: se per Fratellli d’Italia è certo che il seggio in questione sarà quello del Nord Est, per Forza Italia e la Lega la questione è aperta. Nella nota della Cassazione diffusa qualche giorno fa per spiegare la procedura si parlava di sospensione dei seggi ottenuti con il resto decimale più basso: visto che il secondo seggio di Forza Italia nella circoscrizione Centro risulta essere scattato per un decimale ancora più basso, è probabile che si tratti di quello congelato. Tuttavia, quel seggio non è scattato “direttamente” grazie ai decimali, bensì per il ricalcolo finale basato sui seggi deficitari ed eccedentari delle singole liste, e questo potrebbe cambiare le cose: se il secondo seggio di Forza Italia nel Centro non dovesse ricadere nella categoria dei seggi ottenuti grazie ai decimali, sarebbe il sesto seggio della Lega (sempre nel Centro) ad essere congelato, mentre per Forza Italia risulterebbe congelato il secondo seggio ottenuto nel Sud.

I candidati più votati

Come avevamo già accennato, in queste elezioni il recordman assoluto di preferenze è stato Matteo Salvini. Il leader della Lega ha ottenuto oltre 2,3 milioni di preferenze: al secondo posto, molto staccati, troviamo i leader di Forza Italia e Fratelli d’Italia: Silvio Berlusconi, con poco più di 560 mila preferenze, e Giorgia Meloni, a quota 490 mila. A seguire, troviamo sei candidati del Partito Democratico, di cui quattro capolista nelle rispettive circoscrizioni: Carlo Calenda, Pietro Bartolo, Giuliano Pisapia, Simona Bonafè, Franco Roberti, David Sassoli. Chiude la top ten il candidato più votato del Movimento 5 Stelle, la ex “iena” Dino Giarrusso (117 mila preferenze).

Attenzione, però: la classifica che abbiamo appena visto è “drogata” dalle candidature multiple. La legge elettorale per le Europee, infatti, consente di presentarsi in più di una circoscrizione (financo in tutte) e alcuni candidati hanno sfruttato questa possibilità per portare più voti possibile alla propria lista. Nella tabella vediamo chi sono i pluri-candidati e dove si sono presentati.

Tutti i pluri-candidati delle Europee 2019

Se per i casi di Salvini, Meloni e Berlusconi si comprende bene il motivo del loro essersi presentati ovunque (trattandosi di leader molto conosciuti e con una buona copertura mediatica su tutto il livello nazionale), più “misterioso” è il caso dei due pluri-candidati di +Europa, Silvja Manzi e Marco De Andreis, che in tutte le 5 circoscrizioni hanno raccolto in totale solo 15 mila e 2.000 voti rispettivamente. Una scelta più “naturale” sarebbe potuta essere la multi-candidatura di Emma Bonino, che nell’unica circoscrizione in cui si è presentata (Italia Centro) ha raccolto oltre 48 mila preferenze.

Circoscrizione Italia Nord Occidentale

Vediamo ora la situazione degli eletti circoscrizione per circoscrizione. Cominciamo dall’Italia Nord Occidentale (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia).

Nella circoscrizione che mette in palio più seggi (20) tanti sono i volti nuovi della Lega, che elegge 9 europarlamentari: oltre a Salvini – che presumibilmente rinuncerà al seggio europeo per conservare il suo scranno al Senato – e ai tre rieletti Angelo Ciocca, Marco Zanni e Danilo Oscar Lancini, debuttano a Bruxelles il Consigliere regionale della Lombardia Silvia Sardone (ex Forza Italia), Gianna Gancia (moglie di Roberto Calderoli ed ex Presidente della Provincia di Cuneo), i vicesindaci di Busto Arsizio e Salò Isabella Tovaglieri e Stefania Zambelli, poi Alessandro Panza e Marco Campomenosi (quest’ultimo primo dei non eletti, che dovrebbe subentrare proprio a Salvini).

Nel Partito Democratico, record di preferenze per il capolista ed ex Sindaco di Milano Giuliano Pisapia (269.657). Le altre due new entry sono l’economista Irene Tinagli e l’Assessore alla politiche sociali di Milano Pierfrancesco Majorino, mentre mantengono il proprio seggio gli uscenti Patrizia Toia – al suo quarto mandato consecutivo – e Brando Benifei, al secondo. Non riescono invece a riconfermarsi in Europa i piemontesi Mercedes Bresso e Daniele Viotti.

Anche il Movimento 5 Stelle otterrebbe due seggi nel Nord Ovest, e questi andrebbero alle uscenti riconfermate Eleonora Evi e Tiziana Beghin. Solo terza, quindi non eletta, la capolista Mariangela Danzì.

Per Forza Italia, gli eletti sono Silvio Berlusconi e l’uscente Massimiliano Salini, ex Presidente della Provincia di Cremona. Tuttavia, nel caso in cui Berlusconi optasse per una delle altre circoscrizioni in cui è stato eletto (Sud o Isole), al leader degli azzurri subentrerebbe un’altra uscente, Lara Comi.

Per Fratelli d’Italia, che ottiene due seggi, gli eletti sono i deputati Giorgia Meloni e Carlo Fidanza. Qualora uno dei due rinunciasse al seggio a Bruxelles per restare a Montecitorio (oppure la Meloni optasse per un’alltra circoscrizione), subentrerebbe il terzo più votato, Pietro Fiocchi; se rinunciassero entrambi, potrebbe subentrare anche l’uscente Stefano Maullu.

Circoscrizione Italia Nord Orientale

La Lega è il primo partito anche nel Nord Est (Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia), dove elegge 7 europarlamentari: dopo Matteo Salvini, nella lista dei più votati figurano l’uscente Mara Bizzotto, Toni Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi, Marco Dreosto e Rosanna Conte.

Il Movimento 5 Stelle eleggerebbe l’uscente Marco Zullo e la capolista Sabrina Pignedoli.

Sono 4 gli eurodeputati assegnati al Partito Democratico: si tratta di due uscenti (Paolo De Castro e Alessandra Moretti) e di due new entry (l’ex Ministro Carlo Calenda e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elisabetta Gualmini). Non sono state rielette le europarlamentari uscenti Cécile Kyenge e Isabella De Monte.

L’unico seggio di Fratelli d’Italia andrebbe a Giorgia Meloni, ma in caso di rinuncia le subentrerebbe Sergio Berlato. Questo seggio, però, è tra quelli “congelati” fino al completamento della Brexit. Fuori dai giochi Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, eletti con Forza Italia nel 2014 e ricandidatisi a questa tornata con il partito di Giorgia Meloni, giunti rispettivamente solo terza e quinto nella classifica delle preferenze.

Forza Italia, infine, non otterrebbe alcun eurodeputato, in virtù dell’accordo stretto con la SVP: la lista della minoranza germanofona dell’Alto Adige, infatti, ha rieletto l’uscente Herbert Dorfmann, dal momento che quest’ultimo ha superato, di gran lunga, la soglia minima di 50 mila preferenze che le liste rappresentative di minoranze linguistiche devono raggiungere al posto dello sbarramento del 4%.

Circoscrizione Italia Centrale

Exploit della Lega nel Centro Italia (Toscana, Umbria, Lazio, Marche): dietro Salvini, gli eletti sono il Sindaco di Cascina Susanna Ceccardi, Antonio Maria Rinaldi, l’ex Senatrice Cinzia Bonfrisco, Simona Renata Baldassarre, Luisa Regimenti e – anche qui subentrando al Ministro dell’Interno – Matteo Adinolfi, consigliere comunale a Latina.

Per il Partito Democratico, che ottiene 4 seggi, si riconfermano gli uscenti Simona Bonafè e David Sassoli. Arriva invece a Bruxelles per la prima volta il Vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio. Al secondo posto figura il medico Pietro Bartolo, peraltro unico pluri-candidato dei democratici: dal momento che ha optato per l’altra circoscrizione in cui è stata eletto (Isole), gli subentra l’uscente Roberto Gualtieri. Non è stato invece rieletto Nicola Danti, solo sesto nella classifica delle preferenze.

Il Movimento 5 Stelle si aggiudica anche qui due seggi: uno va all’uscente Fabio Massimo Castaldo, mentre l’altro alla capolista Daniela Rondinelli. Non risultano eletti il Sindaco uscente di Livorno Filippo Nogarin, così come gli eurodeputati uscenti Laura Agea e Dario Tamburrano.

Il seggio assegnato a Fratelli d’Italia – che sorpassa FI in questa Circoscrizione – andrebbe anche qui a Giorgia Meloni, a cui potrebbe subentrare il Sindaco di Terracina Nicola Procaccini.

Il Presidente uscente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, si aggiudica uno dei due scranni assegnati a Forza Italia, mentre l’altro è assegnato al Sindaco di Fondi Salvatore De Meo.

Ricordiamo che in questa circoscrizione un seggio di Forza Italia (De Meo) o della Lega (Adinolfi) sarebbe tra quelli congelati fino al completamento della Brexit.

Circoscrizione Italia Meridionale

Il partito più votato al Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) è il Movimento 5 Stelle, che elegge 6 europarlamentari: si tratta di 4 uscenti (Laura Ferrara, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato e Isabella Adinolfi), della capolista Chiara Maria Gemma e di Mario Furore.

Per la Lega, gli eletti dietro Matteo Salvini sono Massimo Casanova, Andrea Caroppo, Lucia Vuolo, Valentino Grant e Vincenzo Sofo (quest’ultimo solo nella altamente probabile ipotesi in cui il Vicepremier rinunci al seggio europeo).

Gli eurodeputati eletti dal Partito Democratico sono invece il capolista Franco Roberti e gli uscenti Giosi Ferrandino, Andrea Cozzolino e Pina Picierno. Non vengono invece riconfermati gli uscenti Elena Gentile, Massimo Paolucci e Nicola Caputo.

Forza Italia elegge invece l’uscente Aldo Patriciello e il capolista Silvio Berlusconi. Nel caso però in cui quest’ultimo opti per una delle altre circoscrizioni, gli subentrerebbe un altro uscente, Fulvio Martusciello. Non vengono invece rieletti Barbara Matera e Lorenzo Cesa.

Il seggio di Fratelli d’Italia, infine, andrebbe a Giorgia Meloni. In caso di rinuncia di quest’ultima, però, risulterebbe rieletto Raffaele Fitto, ex Presidente della Regione Puglia.

Nessuno dei due cugini Mussolini in corsa ottiene il seggio a Bruxelles: Alessandra Mussolini, eurodeputata uscente per Forza Italia, non è stata eletta in nessuna delle due circoscrizioni in cui era candidata (Centro e Sud), mentre Caio Giulio Cesare Mussolini è solo quinto nella lista di Fratelli d’Italia della Circoscrizione Sud.

Anche qui un seggio, ancora da stabilire se di Forza Italia (Patriciello oppure, se Berlusconi opta per un’altra circoscrizione, Martusciello) o della Lega (Sofo), è sospeso fino al completamento della Brexit.

Circoscrizione Italia Insulare

Nelle due Isole (Sicilia e Sardegna) il primo partito è il Movimento 5 Stelle, che elegge Dino Giarrusso e l’uscente Ignazio Corrao, mentre resta senza seggio la capolista Alessandra Todde.

Due scranni spettano anche alla Lega: si tratta di Annalisa Tardino e, in caso di rinuncia da parte di Matteo Salvini, di Francesca Donato.

Il Partito Democratico, invece, elegge Caterina Chinnici (già europarlamentare nella legislatura europea uscente) e Pietro Bartolo, che ha optato per questa circoscrizione e non per l’Italia Centrale. Resta fuori dai giochi l’uscente Michela Giuffrida.

Per Forza Italia e Fratelli d’Italia sarebbero eletti, rispettivamente, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni o, in loro sostituzione, Giuseppe Milazzo e Raffaele Stancanelli. Dal momento che anche a sua volta Stancanelli è membro del Parlamento, qualora optasse per conservare il seggio italiano gli subentrerebbe, a Bruxelles, il Sindaco di Avola Luca Cannata. Per Forza Italia, non è stato rieletto l’uscente Salvatore Cicu.

Tutti gli 8 europarlamentari eletti nella Circoscrizione Italia Insulare, pertanto, sono siciliani, lasciando la Sardegna senza alcun rappresentante a Bruxelles.

Alessio Vernetti

Nato nel 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. Nel 2019 è entrato nel team Quorum ed è coordinatore contenuti di YouTrend.
La sua vita sociale diminuisce considerevolmente man mano che ci avviciniamo alle elezioni.

Salvatore Borghese

Laureato in Scienze di Governo e della comunicazione pubblica alla LUISS, diplomato alla London Summer School of Journalism e collaboratore di varie testate, tra cui «il Mattino» di Napoli e «il Fatto Quotidiano».
Cofondatore e caporedattore (fino al 2018) di YouTrend. È stato tra i soci fondatori della società di ricerca e consulenza Quorum e ha collaborato con il Centro Italiano di Studi Elettorali (CISE).
Nel tempo libero (quando ce l'ha) pratica arti marziali e corre sui go-kart. Un giorno imparerà anche a cucinare come si deve.

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