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Expert Survey

Europee: le previsioni degli esperti

Abbiamo sondato un campione di giornalisti, accademici e addetti ai lavori, per capire cosa si aspettano da queste elezioni…

Dalla possibile ascesa delle forze euroscettiche in Europa alla sfida (senza esclusione di colpi) tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Luigi di Maio: sono molte le ragioni per osservare con particolare attenzione il risultato di queste elezioni.

“Expert survey”: il metodo seguito

In attesa di scoprire cosa accadrà domani, abbiamo chiesto ad un campione scelto di 31 addetti ai lavori, operanti sia in ambito accademico che nel settore dell’informazione e delle relazioni istituzionali (hanno partecipato, a titolo personale, professionisti di realtà come Rai, Sky, La7, Reuters, Il Fatto Quotidiano, Il Tempo, La Stampa,  Huffington Post, Agi, Università degli Studi di Milano, Università di Pavia, Università di Bologna), di darci le loro previsioni sull’esito delle elezioni europee in Italia.

Nello specifico, oltre ai pronostici per ogni partito, abbiamo domandato per ognuno dei cinque partiti principali (Lega, M5S, PD, FI, FdI) la percentuale al di sopra della quale si potrebbe parlare di un “buon risultato” e quella al di sotto della quale, invece, il risultato sarebbe da definirsi “deludente”. Abbiamo infine chiesto anche se +Europa-Italia in Comune e La Sinistra riusciranno a superare la soglia di sbarramento del 4%.

La Lega ad un passo dal 30%, ma basterà?

La Lega di Matteo Salvini, per i nostri esperti, si attesterebbe, in media, al 29,8%: oltre 12 punti percentuali in più rispetto al risultato del 4 marzo (le risposte oscillano fra il 26% e il 34%). Un esito che confermerebbe il calo attribuito dai sondaggi al Partito di Matteo Salvini nelle ultime settimane, ma che potrebbe essere considerato positivo: per il nostro campione, la Lega dovrebbe infatti ottenere almeno il 29,5% per potersi considerare soddisfatta.

Al di sotto del 26,7%, invece, per il Carroccio si tratterebbe di una sconfitta (nonostante la grande crescita rispetto al 2018). Un’ipotesi che però è contemplata da uno solo tra gli intervistati, mentre il 58% crede che Matteo Salvini raggiungerà o supererà la soglia del 29,5%.

Nessun dubbio sussiste, infine, sul fatto che la Lega sarà il partito più votato: si tratta di un parere condiviso da tutti, anche se un intervistato immagina un pari merito col Movimento 5 Stelle.

Movimento 5 Stelle deludente, ma comunque secondo

Il Movimento 5 Stelle si fermerebbe – calcolando la media dei pronostici del campione – al 23,4%. Secondo gli intervistati, il partito di Di Maio potrebbe dirsi soddisfatto solo se ottenesse almeno il 25,1% delle preferenze, mentre la débâcle arriverebbe al di sotto del 22,2%. Sembra però difficile che il partito di Di Maio possa salutare positivamente l’esito delle elezioni, dato che solo uno tra i nostri esperti pensa possa superare la soglia critica del 25,1%, mentre in cinque credono scenderà addirittura sotto il 22,2%.

Il Partito Democratico insegue

Il Partito Democratico sarebbe il terzo partito con il 21,5% delle preferenze, ma secondo i nostri esperti si tratterebbe comunque di un buon risultato. Certamente si tratterebbe di un miglioramento rispetto alle politiche dello scorso anno. Salta subito all’occhio lo scarto ridottissimo tra i primi due quesiti posti: secondo il campione, andare sotto il 20% per il PD sarebbe una disfatta, ma totalizzare il 21,3% costituirebbe già un buon risultato. Alla luce di ciò, il 54,8% pensa che il partito di Nicola Zingaretti avrà di che festeggiare, nonostante il mancato sorpasso sul Movimento 5 Stelle (solo uno degli intervistati pensa ciò possa accadere). Le previsioni oscillano fra il 19% e il 24,4%, sebbene siano solamente due gli esperti che assegnano ai Dem un risultato inferiore al 20%.

Forza Italia tiene ma rischia la débâcle

Il partito di Silvio Berlusconi, candidato anche in prima persona in quattro circoscrizioni su cinque, si attesterebbe al 9,5%. Un risultato lontano dai tempi d’oro, ma anche da quello che gli intervistati ritengono un esito positivo. Forza Italia potrebbe dirsi soddisfatta solo se superasse l’11,1% (solo in due credono possa avvenire), mentre sarebbe sconfitta se uscisse dalle urne sotto al 9% (esito previsto da ben cinque esperti). Ciononostante, un eventuale sorpasso da parte di Fratelli d’Italia appare, per il campione di intervistati, ancora distante..

Fratelli d’Italia: la soglia di sbarramento non è un problema

Il partito di Giorgia Meloni supererebbe la soglia di sbarramento di un punto percentuale, fermandosi al 5%. Si tratterebbe di un dato di consenso indubbiamente accolto con favore dal partito, ma leggermente distante da quel 5,3% a partire dal quale, secondo i nostri esperti, si potrebbe parlare di successo. Deludente, invece, un risultato al di sotto del 4,2%. Solo uno degli intervistati pensa che Fratelli d’Italia non raggiungerà la soglia di sbarramento, ma per altri due se la giocherà sul filo dei voti. Meno del 20% degli esperti pensa che Fratelli di Italia farà un buon risultato.

+Europa in bilico, La Sinistra fuori

Fra le liste minori, +Europa-Italia in comune riuscirà ad entrare in Parlamento europeo secondo un intervistato su quattro (25,8%), mentre per nessuno degli addetti ai lavori che hanno risposto al questionario, invece, La Sinistra supererà il fatidico sbarramento del 4%.

Elena Gagliardi

Europea praticante. Assistente parlamentare alla Camera dei Deputati. Ha lavorato per un anno nella Silicon Valley d'Europa, Lisbona, cadendo a intervalli regolari dalla tavola da surf. Laureata in Giurisprudenza a Milano (UCSC), ha vinto il Premio "AODV 231" sponsorizzato da Fondazione Cariplo con una tesi in diritto penale societario e informatico scritta ad Harvard, negli Stati Uniti. Coder wannabe applicata alla visualizzazione di dati complessi e al potente rapporto tra algoritmi e politica. Twitta da @jurispindoctor, YouTrend è la sua "stanza dei numeri" preferita.

Francesco Cianfanelli

Giornalista e consulente per la comunicazione, laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla retorica obamiana e diplomato alla London School of Journalism. Dopo un'esperienza alla Camera dei Deputati sono stato responsabile della comunicazione per aziende e progetti politici. Nel tempo libero amo la corsa, la bicicletta, i podcast e altre attività da asociali. Se ho qualcosa di intelligente da scrivere lo faccio qui.

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