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La Francia verso le europee: sorpasso della Le Pen nel finale?

Secondo gli ultimi sondaggi, il partito di Marine Le Pen potrebbe arrivare primo alle Europee (come nel 2014).

Tra tre giorni gli elettori in Francia saranno chiamati alle urne per eleggere 79 eurodeputati (di cui 5 “sospesi” causa Brexit, come per l’Italia).

Anche in quest’ultima settimana la campagna elettorale si è incentrata essenzialmente sui temi nazionali: quella di domenica, perciò, sarà per i partiti sarà un vero e proprio test per misurare i propri rapporti di forza, anche in vista degli importanti appuntamenti elettorali dei prossimi anni (Comunali e Regionali).

Il Risultato del 2014: l’inizio della trasformazione

Se volgiamo lo sguardo alle precedenti elezioni europee del 2014, notiamo che già in quella occasione sono presenti alcuni tratti caratterizzanti dell’attuale sistema politico francese. Il Front National di Marine le Pen (oggi Rassemblement) ottenne il 24,9% dei voti validi, seguito dalla formazione di centrodestra UMP (20,8%), e infine dal Partito Socialista (14,0%).

Per la prima volta nella storia francese la destra radicale supera in termini di voti e di seggi la destra moderata di matrice gollista in un’elezione nazionale. La crisi dei socialisti era già evidente da allora, con il presidente François Hollande e le politiche perseguite dal governo Manuel Valls che facevano registrare dei tassi di gradimento molto bassi.

Europee 2014: risultati elettorali in Francia

Da allora, il sistema politico ha subito una trasformazione epocale. Al centro è sorto il movimento di Emmanuel Macron (En Marche!) che ha convogliato su di sé gran parte dei voti moderati provenienti dal PS, MoDem e da Les Républicains (nuova denominazione del partito gollista di centrodestra). Nelle ali estreme invece si sono consolidate La France Insoumise a sinistra, e il Rassemblement National della Le Pen a destra.

Gli ultimi sondaggi

In quasi tutto l’arco della campagna elettorale, La République en Marche è sempre stato in testa nei sondaggi, distanziando di poco la formazione della Le Pen. Nelle ultime due settimane però il Rassemblement National è riuscito a conquistare sia i consensi provenienti dalla galassia dei Gilets Jaunes, (divisi in tre liste), sia dalla formazione sovranista Debout La France, e al momento sembra che sia destinato ad essere il partito più votato alle Europee.

Per Macron e il suo partito incrementare i consensi è più difficile, poiché gli elettori appartenenti alla sinistra non vedono di buon occhio l’operato del Presidente. Inoltre, molti elettori francesi di orientamento moderato opteranno ancora per i repubblicani. Sulla base delle ultime rilevazioni, inoltre, formazioni come il PCF, G&S di Benôit Hamon e Debout La France, non raggiungeranno il 5% e quindi resteranno esclusi dal riparto dei seggi.

Europee 2019: gli ultimi sondaggi in Francia

Il voto per fasce di età

In prossimità del voto è interessante vedere come si distribuisce il consenso ai partiti a seconda delle fasce di età. La ricerca è stata condotta dall’istituto Ifop, che ha suddiviso gli elettori aventi diritto (con più di 18 anni) in cinque fasce.

Europee 2019: il voto per fasce d’età

Tra gli under 24 troviamo un quadro politico estremamente frammentato: nessuna formazione riesce ad arrivare al 20% dei consensi. I partiti che beneficiano in maggior misura del voto dei più giovani sono La France Insoumise (16%) e i Verdi (11%).

Nelle altre classi il RN è il partito più forte, in particolar modo tra gli elettori compresi tra i 50 e i 64 anni (31%). Tra gli elettori over 65, però, i partiti moderati (LREM-LR) ottengono congiuntamente la maggioranza assoluta dei consensi. In questa fascia più anziana sono praticamente assenti i Verdi e il partito di Mélenchon (entrambi al 4%).

Al crescere dell’età degli elettori, si rafforza il bipartitismo

Come già abbiamo notato la scorsa settimana, ci troviamo di fronte ad un caso di bipartitismo debole, in cui i due partiti più votati nel complesso non riescono a superare il 50% dei consensi. Se suddividiamo l’intero corpo elettorale per le classi di età, notiamo che questa tendenza è ulteriormente accentuata tra le fasce più giovani (18-24 e 25-34), in cui soltanto il 30% dei consensi va ai due partiti complessivamente più votati.

Discorso inverso va fatto per le classi più anziane. Tra chi ha più di 50 anni oltre il 50% degli elettori supportano le due principali formazioni nazionali, e ciò spiega in parte la minor presa dei partiti minori tra gli over 65, e l’elevato livello di consenso del Rassemblement National tra i 50 e 64.

Alessandro Latterini

Laureato alla Cesare Alfieri di Firenze. Appassionato di politica da sempre.

1 commento

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  • c’é appena stato un attentato a Lione. la solita Isis? o qualche altra manina che non ha difficoltà a trasportare esplosivi? possibile nessuno si ponga più la domanda ‘cui prodest’? il partito di monsieur le president sta per subire una sconfitta e arriva una manina a mettere una bomba che avrà inevitabili conseguenze sulle elezioni

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