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L’identità italiana è a rischio?

Secondo l’indagine Ipsos per More in Common, il 60% degli italiani è preoccupato della perdita di identità del nostro Paese

Nel 2003, a poche settimane dalla sua morte, usciva l’ultimo album di Giorgio Gaber. Tra le tracce , l’inedito “Io non mi sento italiano”. Quella dell’identità italiana sembra essere una questione mai sopita negli animi del nostro Paese, ed è indubbiamente un argomento su cui puntano fortemente le realtà sovraniste nella ricerca del consenso.

Ma cosa pensano davvero gli italiani? Tenta di rispondere a questa domanda l’indagine Ipsos per More in Common che, inoltre, fornisce una interessante segmentazione degli intervistati in gruppi attitudinali. Entriamo nel dettaglio.

I segmenti e la metodologia

Mentre in molti sondaggi si pone una domanda che spinge a prendere una posizione netta, qui i ricercatori dichiarano di voler approfondire le sfumature di pensiero esistenti tra gli intervistati. Per farlo, sono stati creati tre macrogruppi (aperti, chiusi, intermedi) con al proprio interno dai due ai tre sottogruppi.

I gruppi aperti

Questi gruppi rappresentano il 28% della popolazione e sono composti da: Italiani cosmopoliti (54% donne e 44% uomini) e Cattolici umanitari (57% donne 43% uomini).

  • Gli Italiani cosmopoliti si vedono come cittadini d’Europa e del mondo. Pensano che l’immigrazione sia un bene e sono molto legati al mondo delle ONG e della difesa dei diritti umani. Sono in maggioranza giovani e pensionati ed anche multiconfessionali.
  • Cattolici umanitari sono cattolici praticanti e sebbene non siano tra i più istruiti, godono di buone condizioni finanziarie. Le loro opinioni sono guidate dalla compassione. Concordano con Papa Francesco sulla necessità di aiutare i migranti e sono sensibili ai temi della disoccupazione e delle disuguaglianze sociali.

I gruppi chiusi

Questi sono costituiti dal 24% della popolazione e sono articolati in Nazionalisti ostili (49% donne 51% uomini) e Difensori della cultura (39% donne 61% uomini).

  • Nazionalisti ostili sono il segmento più piccolo della popolazione. La maggior parte (74%) non ha proseguito gli studi dopo le scuole superiori. Sono cattolici, ma non ritengono un dovere cattolico aiutare migranti e rifugiati. Difatti credono che questi siano un male per la società poiché vogliono solo sfruttare il welfare italiano. Infine, pensano che la soluzione ai problemi del paese sia quella di un leader forte disposto a infrangere le regole.
  • Difensori della cultura condividono diverse opinioni con i Nazionalisti ostili, ma con meno intensità. Hanno tra i 31 e i 50 anni, un livello di istruzione medio, un posto fisso e si dichiarano non credenti o cattolici non praticanti. Sono piuttosto ottimisti per il futuro del paese, ma non si fidano del prossimo e vedono i migranti come una minaccia alle radici cattoliche del Paese, in maniera più intensa dei Nazionalisti ostili.

I gruppi intermedi

Infine, giungiamo ai gruppi intermedi. Questi racchiudono la fetta più ampia della popolazione, il 48%. Al loro interno troviamo i Moderati disimpegnati (56% donne 44% uomini), i Trascurati (56% donne 44% uomini) e i Preoccupati per la sicurezza (48% donne 52% uomini).

  • Moderati disimpegnati non hanno un’opinione precisa e presentano un minor grado di coinvolgimento sui vari temi caldi. Si tratta del segmento più istruito in assoluto e, sebbene mostrino poco attaccamento ai partiti, sono preoccupati dell’aumento del razzismo e della discriminazione.
  • Trascurati si sentono più colpiti di altri dai cambiamenti della società e dalla crisi economica. Hanno un basso livello di istruzione, sono in maggioranza disoccupati, disillusi, profondamente pessimisti e provano un forte risentimento verso il sistema politico e le élite.
  • Preoccupati per la sicurezza sono un segmento che tende verso i gruppi chiusi. Hanno tra i 31 e i 64 anni e sono più ottimisti dei Trascurati. La loro visione del mondo è impostata sulla lente della minaccia alla sicurezza. Questo li porta a simpatizzare per l’autoritarismo, ma anche a guardare con apprensione razzismo e discriminazione.

Le percentuali dei gruppi attitudinali

Come votano i gruppi?

Se analizziamo le appartenenze politiche, come ben emerge dal grafico sottostante, la divisione tra i gruppi appare, come prevedibile, piuttosto netta. Nell’area degli elettori di sinistra, sono più diffuse le sottocategorie del gruppo aperto e intermedio, in particolare i Cattolici umanitari (32%) e i Moderati disimpegnati (28%). All’opposto, tra chi vota Lega si registra una maggiore percentuale di appartenenti al gruppo intermedio e a quello chiusi (in particolar modo i Trascurati e i Difensori della cultura). A metà si pone, invece, l’elettorato del Movimento Cinque Stelle, in cui si registrano le percentuali più alte di appartenenti al gruppo intermedio, cioè Moderati Disimpegnati (24%) e Trascurati (18%), ma anche una buona parte di Difensori della cultura (18%).

I gruppi e l’identità italiana

Quanto sei orgoglioso di essere italiano?

Più di un intervistato su due (52%) si dichiara orgoglioso di essere italiano, mentre il 23% è del parere opposto e il 22% si colloca in una posizione intermedia. A sentirsi maggiormente orgogliosi sono i Cattolici umanitari (62%) mentre i meno orgogliosi sono all’interno dei Preoccupati per la sicurezza (38%) e tra i Nazionalisti ostili (33%).

Sei orgoglioso della storia italiana?

Il sentimento d’orgoglio aumenta quando si parla della storia del nostro Paese. Ben il 64% si dichiara orgoglioso. Vediamo questo sentimento oltrepassare la soglia del 70% solamente tra gli Italiani cosmopoliti, sebbene anche i Trascurati giungano ai 70 punti percentuali. Possiamo comunque dire che quasi tutti i sottogruppi superano la media totale, ad eccezione dei Moderati disimpegnati che, con il loro 43%, segnano un distacco di quasi trenta punti.

A volte mi sento straniero nel mio stesso Paese

Ma a quanti, a volte, capita di sentirsi stranieri nel proprio Paese? Esattamente alla metà degli intervistati. Anche se questa percentuale si abbassa nei gruppi aperti e all’interno dei Moderati disimpegnati. Al contrario, vediamo un’impennata tra i Preoccupati per la sicurezza (81%), i Difensori della cultura (75%) e i Trascurati (73%). Infine, nonostante si raggiunga il 60%, è bene notare come i Nazionalisti Ostili abbiano sperimentato meno spesso questa sensazione, anche rispetto ai gruppi intermedi.

Oggi l’identità italiana sta scomparendo

Quasi il 60% degli intervistati è d’accordo sulla scomparsa dell’identità italiana. Si tratta di una percezione che apre il campo a paure e timori e che viene percepita maggiormente dai Difensori della cultura (92%). Anche i Trascurati sentono molto la perdita d’identità (82%) che del resto sembra un sentimento condiviso – in percentuali minori – anche dai Nazionalisti ostili e dai Preoccupati per la sicurezza.

Tuttavia c’è anche chi è in disaccordo. Difatti, vediamo in disaccordo ben il 40% degli Italiani cosmopoliti, seguiti dai Cattolici umanitari (37%) che sono però minoranza all’interno del proprio gruppo, laddove il 44% crede che l’identità italiana stia svanendo. Non bisogna però attribuire il disaccordo esclusivamente ai gruppi aperti. Infatti occorre prestare attenzione anche allo scenario dei Moderati disimpegnati. Questi si dividono quasi equamente: il 31% pensa che l’identità italiana stia scomparendo, mentre il 33% ( quindi solo il 2% in più) è in disaccordo. Per riflettere sull’importanza di questo dato basta pensare che stiamo parlando del gruppo maggioritario, rappresentante dal 19% degli intervistati.

Luca Magrone

Qui ci andrebbe una bella bio accattivante in cui parlo dei miei titoli di studio (una laurea in Lettere Moderne e un master alla Scuola Holden) e racconto della mia passione per l'analisi e la narrazione della politica. E magari aggiungerei che mi piacerebbe raccontare i fatti attraverso numeri e parole.

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