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La Campania verso il voto

La nuova puntata dei nostri focus regionali è sulla Campania: i collegi, lo storico elettorale e la situazione politica in vista 4 marzo


Continua il nostro tour tra le regioni italiane in vista delle elezioni del 4 marzo. Dopo il Lazio, oggi facciamo tappa in Campania, una delle regioni che potrebbero fare da ago della bilancia in questa tornata elettorale. Quanti parlamentari eleggerà? Come si sono espressi i suoi abitanti alle elezioni precedenti?

Proviamo a rispondere partendo, anche stavolta, dal punto di vista di un osservatore d’eccezione, un “addetto ai lavori” originario proprio di questa regione: Luciano Capone, giornalista de Il Foglio:

La Campania, come tutte le regioni travolte dalla crisi, sembrerebbe voltare le spalle ai partiti di governo. In compenso, la competizione in questa regione rappresenta un test per due leadership nazionali. Da una parte quella emergente di Di Maio, che però rischia di uscire azzoppata se viene sconfitto da Sgarbi nel proprio collegio. Dall’altra, quella più silenziosa di Mara Carfagna, che in caso di affermazione del centrodestra potrebbe conquistarsi un ruolo di primo piano nella fase post-elettorale.

Passando ai dati, questa la situazione collegi in Campania. Anzitutto, per l’elezione della Camera dei Deputati il territorio regionale è suddiviso in due circoscrizioni. Campania 1, che corrisponde all’intero territorio della città metropolitana di Napoli comprese la zona vesuviana e la penisola sorrentina, assegna 32 seggi. Dodici di questi saranno destinati ai vincitori di altrettanti collegi uninominali, mentre nei tre collegi plurinominali in cui è ripartita la circoscrizione (la città metropolitana, in questo caso, è divisa sommariamente in Napoli città, zona a nord e zona a sud di Napoli), sono attribuiti venti seggi con metodo proporzionale.

La circoscrizione Campania 2 corrisponde al territorio delle province di Caserta, Benevento, Avellino e Salerno. Una circoscrizione caratterizzata da tanti piccoli comuni, che assegna 28 seggi: dieci di questi sono assegnati in altrettanti collegi uninominali. Nei tre collegi plurinominali in cui è ripartita la circoscrizione (divisione sommaria in Benevento-Avellino, Caserta e Salerno) sono attribuiti, invece, diciotto seggi.

Per l’elezione del Senato l’intero territorio campano costituisce un’unica circoscrizione regionale a cui sono assegnati 29 seggi, 11 dei quali attribuiti in collegi uninominali costituiti con l’accorpamento dei 22 collegi uninominali della Camera. I restanti 18 sono attribuiti con il plurinominale, spalmato su tre collegi che comprendono le province più piccole (Campania 1 con Benevento, Caserta, Avellino e la parte interna del salernitano), Napoli città (Campania 2) e la parta a sud di Napoli più il litorale salernitano (Campania 3). In totale, quindi, la Campania godrà di una rappresentanza pari a 89 seggi, tra Camera dei Deputati (60 seggi) e Senato della Repubblica (29).

Vediamo come ha votato la Campania nelle ultime due tornate elettorali a livello nazionale: le Politiche del 2013 e le Europee del 2014. Nel 2013, come i più ricorderanno, la coalizione di centrosinistra capeggiata da Pierluigi Bersani ottenne sul piano nazionale alla Camera dei Deputati il 29,53%, mentre quella di centrodestra si fermò al 29,13% e il Movimento 5 Stelle al 25,55%. La Campania, come accadde anche nel 2008, vide una forte affermazione del centrodestra: la coalizione di Berlusconi, infatti, migliorò di molto il dato nazionale, arrivando alla Camera al 35,6%. Qualche punto sotto rispetto alla media nazionale, invece, sia per il centrosinistra (26%) sia per il Movimento 5 Stelle (22,1%). Stessa situazione al Senato, con l’unica differenza nella forbice tra centrosinistra e M5S: se la coalizione bersaniana, qui, quasi pareggiò il dato nazionale (29%), il Movimento lasciò per strada un bel po’ di consensi (20,7%).

Prima coalizione per comune nel 2013 (Camera)

Prima coalizione per comune nel 2013 (Senato)

Analizzando le Europee del 2014, anche in Campania come altrove la vittoria del PD fu netta, ma con distacco minore su Forza Italia e M5S. A livello nazionale, il partito di Renzi ottenne la percentuale record del 40,8%, contro il Movimento 5 Stelle fermo al 21,2% e Forza Italia più distanziata al 16,8%. Qui in Campania, invece, il partito di Berlusconi sorpassò il M5S di un punto (rispettivamente con il 23,9% e il 22,9%) mentre al PD toccò una “underperformance” di circa 4 punti percentuali (36,1%), confermando il trend positivo che il centrodestra e i suoi partiti hanno in questa regione – soprattutto nelle province di Caserta e Avellino.

Primo partito per comune (Europee 2014)

Infine, uno sguardo a quello che può accadere tra pochi giorni. Ben 8 collegi uninominali della Camera su 22 parrebbero particolarmente incerti, così come 2 collegi uninominali del Senato su 11. Qui i distacchi tra primo e secondo sono davvero risicati, e un voto in più o in meno potrebbe fare la differenza. Questi e altri numeri li potete trovare su Rosatellum.info. Un esempio? Il numero di disoccupati, che raggiunge nel collegio di Casoria una delle percentuali più alte d’Italia (12,86%).

Le mappe dei collegi uninominali e plurinominali della Campania (fonte: centro studi Camera)



Natale De Gregorio

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