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Sondaggio Quorum/YouTrend per Sky TG24: i giovani al primo voto

I giovani chiamati alle urne per la prima volta andranno a votare? Se sì, come si esprimeranno? In base a cosa scelgono? Quali temi ritengono prioritari? Su questi, quali partiti sono i più credibili?


Come voteranno i giovani chiamati alle urne per la loro prima volta? Quali ragioni li spingono a votare e quali sono i temi che ritengono più importanti? Quali sono i partiti più credibili? Sono tutte domande che trovano risposta nello speciale sondaggio di Quorum/YouTrend per Sky TG24. Ecco i dati presentati questa mattina dagli studi di Sky dal nostro Lorenzo Pregliasco.

Nelle intenzioni di voto dei giovanissimi, tra coloro che voteranno per la prima volta il prossimo 4 marzo per il rinnovo della Camera dei Deputati, il Movimento 5 Stelle è saldamente il primo partito con il 31% dei consensi. Segue il Pd con il 20%, ma in generale la coalizione di centrosinistra non sembra godere di un forte appoggio, salvo l’exploit di +Europa al 4%: in totale si ferma al 26%. Una causa potrebbe essere anche il consenso di Liberi e Uguali in questa fascia dell’elettorato, che arriva all’8%. Prima coalizione, invece, è il centrodestra, che con il 33% totale supera il Movimento 5 Stelle. All’interno, i voti sono così distribuiti: Forza Italia 15%, Lega 14%, Fratelli d’Italia 4%, mentre Noi con l’Italia non è pervenuta. Infine gli indecisi, che sono ancora il 16%, mentre i ragazzi che si asterranno saranno ben il 40%, un dato certamente significativo.

Il Movimento 5 Stelle, poi, va ancora meglio fra i giovani che voteranno per la prima volta per il Senato. Qui la lista capeggiata da Di Maio arriva al 35%. Il Pd scende al terzo posto tra i partiti, con il 17%. Seconda si classifica Forza Italia con il 19%. Il centrodestra al Senato, tra i giovani, non riesce a superare il Movimento 5 Stelle, fermandosi al 34%.  Il centrosinistra, invece, va ancora peggio rispetto alla Camera, fermandosi a quota 22%. Gli indecisi rimangono il 16%, mentre diminuisce la percentuale di astenuti, al 36%.

Ma qual è la ragione principale della scelta finale dell’elettore? Sappiamo che con la nuova legge elettorale il nome dei candidato di collegio uninominale potrebbe avere un peso determinante. Ebbene, per il 77% dei giovani al primo voto alla Camera alla fine conterà a quale partito sentono più vicino. Solo il 14% guarderà al candidato premier o leader di partito, mentre solo il 9% si baserà sul candidato del proprio collegio. Percentuali analoghe per i giovani al primo voto per il Senato: qui a scegliere il partito che si sente più affine è addirittura l’80%.

Quali sono le cinque issue che i giovani al primo voto alla Camera ritengono più importanti quando andranno a votare? Su tutte il lavoro con il 69%, ma anche scuola e università (60%). Poco più sotto, al 59%, tasse, sicurezza e la riduzione dei costi della politica. Gli stessi temi sono prioritari anche per i giovani al loro primo voto al Senato, anche se con percentuali differenti. Prima fra tutte rimane la questione lavoro con il 71%. Segue la riduzione dei costi della politica con il 62% e, subito dietro, le tasse al 60%. Al quarto posto rientrano i diritti civili con il 57% e chiude la top five il tema della scuola e università (56%).

 

Vediamo ora su alcuni punti chiave quali sono i partiti ritenuti più credibili. Sul lavoro il centrodestra gode di una fiducia leggermente superiore, così come sui temi Europa e politica estera. Dove non c’è partita è sui temi immigrazione e sicurezza: qui l’unica voce credibile sembra essere proprio quella del centrodestra. Il Movimento 5 Stelle invece va molto meglio sulle questioni tasse, scuola e università. Sui costi della politica, poi, sembrano non avere rivali. Sui diritti civili, invece, i giovani hanno opinioni differenti. Quelli al primo voto alla Camera vedono nel centrosinistra l’interlocutore più affidabile. Al contrario, quelli al primo voto al Senato ritengono più credibile il centrodestra. In fondo all’articolo la gallery con tutte le grafiche.

 

 


Andrea Maccagno

Laureato con lode in Governo e politiche alla LUISS, dove ha collaborato con il CISE, si interessa principalmente di sistemi elettorali e sistemi partitici.
Grande sostenitore dei diritti civili, è stato presidente di un'associazione LGBT

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