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La Finlandia va al voto tra le incertezze economiche

C’è un Paese che sta entrando nel quarto anno di recessione e che prevede di recuperare il prodotto lordo di prima della crisi solo nel 2018.

Quel Paese è la Finlandia, che va al voto domenica 19 aprile in uno scenario economico e politico con pochi precedenti nella storia recente dell’Europa del nord.

LE ULTIME DALLA FINLANDIA

Il Paese sta affrontando il susseguirsi di dinamiche economiche negative. Influisce ancora la crisi economica dopo il crollo del 2008-2009, ma altri fattori colpiscono la Finlandia. La Nokia, simbolo economico-industriale della crescita finlandese, è in declino da diversi anni; la disoccupazione ha raggiunto il 10% e stenta a offrire segnali di miglioramento; l’export è stato particolarmente penalizzato dalle difficoltà economiche in Russia, importante partner commerciale del Paese, e dalle sanzioni UE a Mosca. Nel grafico di seguito l’andamento del PIL negli ultimi anni.

La situazione economica ha coinvolto in pieno anche la sfera politica, con più di un pilastro del Paese messo in discussione. Cresce il supporto all’anti-europeismo a 20 anni dall’entrata nell’Unione e non è detto che i populisti anti-euro non facciano parte della nuova coalizione. La membership della NATO stessa è in discussione, con più di un esponente politico che vorrebbe imitare la neutralità della Svezia. Il Paese ha messo in discussione alcuni dei suoi punti fermi.

IL SISTEMA ELETTORALE

Le elezioni in Finlandia si svolgono con un sistema proporzionale che porta all’elezione di 200 membri della camera, la Eduskunta. Il territorio è diviso in 13 distretti: a questi si aggiunte un rappresentante delle isole Åland, eletto con sistema maggioritario uninominale. Nei distretti i partiti si spartiscono proporzionalmente i seggi. I distretti più importanti sono quelli della città di Helsinki e di Uusimaa, nel sud del Paese.

Queste condizioni, unite al multipartitismo, rendono di fatto obbligatorie delle alleanze in Parlamento dopo le elezioni. Sono 100 anni che in Finlandia un partito non ottiene la maggioranza dei seggi da solo: l’ultima volta è successo durante la Prima guerra mondiale. Solitamente i partiti creano delle coalizioni su progetti comuni: è quello che è successo anche nell’ultima legislatura, con i principali partiti di destra e sinistra uniti nella maggioranza parlamentare.

I PARTITI

In Finlandia sono tre i principali movimenti politici: i socialdemocratici, il partito di Centro (Suomen Keskusta) e i liberal-conservatori (Kansallinen Kokoomus). L’ultimo è quello che ha espresso la leadership di Katainen fino al 2014 (quando è passato alla Commissione Europea) e dell’attuale primo ministro Stubb.

Altri partiti rilevanti sono l’Allenza di Sinistra, i Verdi e il partito della minoranza svedese, consistente nel Paese. Negli ultimi anni però il partito che ha ottenuto la crescita maggiore di consensi è il Finns Party. Non è una classica lista di destra: piuttosto mescola elementi di conservatorismo etico e culturale a protezionismo economico ed euroscetticismo. Il leader spinge perché la Grecia esca definitivamente dalla zona euro. Il suo peso influente ha portato a una coalizione tra destra e sinistra nell’ultima legislatura: nella prossima potrebbe succedere lo stesso.

I SONDAGGI

finlandia

I sondaggi danno avanti il Partito di Centro in gran parte del territorio nazionale, con una buona distribuzione in tutti i distretti. Questo consentirebbe al centro di ottenere dai 50 ai 60 seggi sui 200 dell’assemblea. Per formare una maggioranza avrebbe comunque bisogno di circa 50 ulteriori voti, che dovrebbe cercare tra le altre forze politiche.

Il nuovo premier designato, Juha Sipila, non si è esposto pubblicamente e continua a concentrarsi sulla campagna elettorale del Partito di Centro per poi valutare solo successivamente accordi in Parlamento.

Marco Toselli

Nato a Rimini, vive a Roma e lavora per l'agenzia askanews.

Ama scrivere e illustrare graficamente gli argomenti.
È quello in bici in mezzo alla strada, se ti dà fastidio gli dispiace.

2 commenti

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  • La frase “Il nuovo premier designato, Juha Sipila” è errata: da chi è stato designato se le elezioni sono in corso? E’ il presidente della repubblica che affida l’incarico.
    Avrebbe magari dovuto scrivere più correttamente: “il premier candidato dal Partito di centro…”