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Le 6 cose più belle delle #midterms2014

Se martedì notte eravate svegli come noi, pronti a scoprire sconosciute contee della Virginia e le tante storie di queste elezioni di midterm che solo l’America, è probabile che ve ne siate accorti anche voi. Fra le molte cose degne di nota dell’appuntamento elettorale ci sono stati modi nuovi, interessanti, digitali di raccontare le elezioni. Abbiamo selezionato i 6 che ci sono piaciuti di più.


1) I risultati delle elezioni da condividere, in tempo reale, come tweet o post Facebook. Strumento semplice, ma molto efficace per aumentare la dimensione social della copertura di un evento elettorale. L’hanno usato, fra gli altri, New York Times, Huffington Post e Politico. Perché no.

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Condivisione social dei risultati elettorali

2) Le probabilità di una maggioranza democratica o repubblicana al Senato, espresse in percentuali, aggiornate durante tutta la campagna elettorale. Un tempo marchio di fabbrica di Nate Silver e FiveThirtyEight (che rivedevano le percentuali in corso di spoglio, a mano a mano che gli stati venivano dichiarati vinti dal candidato democratico o da quello repubblicano), in questa tornata vi si sono cimentati anche altri media come il New York Times, aggiungendoci un gioco che ricorda la Ruota della fortuna, e l’Election Lab del WaPo. Prevedevano tutti almeno il 75% di probabilità di un Senato a maggioranza repubblicana, come poi è stato. Un nuovo classico.

Le probabilità di vittoria stato per stato su FiveThirtyEight
Le probabilità di vittoria stato per stato su FiveThirtyEight

3) I bellissimi diagrammi dell’Huffington Post, che mettevano a confronto il risultato che emergeva dallo scrutinio, in ciascuna delle contee, con quello delle scorse presidenziali e delle scorse elezioni per il Senato. Un modo arguto per capire in maniera intuitiva come si stava muovendo il consenso nelle diverse zone dello stato, utile soprattutto per territori complessi come Virginia e Georgia. Team Excel.

I diagrammi dell'Huffington Post
I diagrammi dell’Huffington Post

4) Lo strabiliante Live Senate Model che il New York Times ha affidato a The Upshot, la sua sezione di analisi e visualizzazione dei dati. A mano a mano che la conta dei voti andava avanti, un grafico mostrava in quali aree dello stato dovevano ancora essere scrutinate le schede, aggiungendo al candidato democratico e a quello repubblicano una stima dei voti ancora da conteggiare. In questo modo per esempio l’effetto ottico dei primi risultati della Virginia, che vedevano il repubblicano Ed Gillespie in vantaggio di quasi 10 punti sull’uscente Mark Warner, è stato da subito ridimensionato, prevedendo una vittoria del democratico per circa 1-2 punti (ha poi vinto dello 0,8 per cento). Visionario.

Il Live Model di The Upshot, che "aggiustava" le percentuali di scrutinio
Il Live Model di The Upshot, che “aggiustava” le percentuali di scrutinio

5) Risaliamo a prima del voto, ma lo strumento è così formidabile da meritare una menzione. Il Wall Street Journal, in collaborazione con Facebook, ha analizzato i post che oltre 20 milioni di utenti americani hanno dedicato alle elezioni di midterm. Di qui sono state realizzate mappe interattive che, contea per contea, mostrano i temi più dibattuti sul social network (dall’occupazione all’energia, dalla sanità all’immigrazione). Big data.

Il volume di post su Facebook legati al tema immigrazione, nella mappa pubblicata dal WSJ
Il volume di post su Facebook legati al tema immigrazione, nella mappa pubblicata dal WSJ

6) Da ultimo, come sempre, le fantastiche mappe elettorali a cui i media americani ci hanno abituati negli ultimi anni. Quest’anno la CNN ha portato il suo Magic Wall anche online, ma la novità più interessante è ancora targata New York Times. Il giornale, guidato dalla graphics editor Amanda Cox, ha raccolto i dati di scrutinio di ogni voting precinct – la più piccola unità di divisione del territorio, sovrapponibile alla nostra sezione elettorale: negli Usa in media ciascuna ha 1.100 elettori iscritti – e li ha riportati su una mappa interattiva. Le tonalità più scure rappresentano le aree più popolose. Chapeau.

Le mappe per voting precinct della Georgia
Le mappe per voting precinct della Georgia

Lorenzo Pregliasco

Nato nel 1987 a Torino. Si è laureato con una tesi su Obama, è stato tra i fondatori di Termometro Politico, collabora con «l'Espresso» e ha scritto su «Politico», «Aspenia», «La Stampa».
Insegna all'Università di Bologna e alla Scuola Holden.
Ha scritto Il crollo. Dizionario semiserio delle 101 parole che hanno fatto e disfatto la Seconda Repubblica (Editori Riuniti, 2013) e Una nuova Italia. Dalla comunicazione ai risultati, un'analisi delle elezioni del 4 marzo (Castelvecchi, 2018).
È direttore di YouTrend.

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