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Lista Tsipras: Sinistra radicale, non radicata

Grazie a una percentuale minima (4,03%) la lista “L’altra Europa con Tsipras” raggiunge la soglia che permette a tre dei suoi candidati l’elezione al Parlamento europeo. Un risultato che ha rinsavito i sostenitori della Lista e più in generale, l’elettorato della sinistra radicale, ma che indagando più a fondo riserva diverse sorprese.

Analizzando l’archivio storico dal 2009 al 2014, il risultato, considerato in numero assoluto di voti è deludente. La compagine del leader greco ha totalizzato 1 milione e 100 mila preferenze, numeri simili a quelli di Sinistra Ecologia Libertà nel 2013. Troppo simili.

“Troppo” perché nel cartello della Sinistra erano presenti altri gruppi politici: Azione Civile di Ingroia, Rifondazione Comunista e altre formazioni sociali e politiche minori, con il contributo notevole di molti intellettuali “esterni”.

Sommando i voti di SEL e quelli di Ingroia (2013) si ottiene circa 1 milione e 900 mila voti, conformi agli andamenti della sinistra radicale (SEL e Federazione della Sinistra nel 2009 ottennero, sommate, quasi 2 milioni di voti) ma quasi il doppio rispetto a quelli ottenuti dalla lista Tsipras nelle elezioni del 25 maggio 2014.

La conseguente analisi dimostra la delusione di cui sopra: nemmeno il “Papa straniero” Alexis Tsipras è riuscito ad attrarre quei 2 milioni (forse più considerando coloro che si riconoscono nell’ala più progressista del Partito Democratico)  di elettori sensibili alle proposte della Sinistra. Il raggiungimento del quorum è dunque merito di altri: ironia della sorte, proprio degli elettori (presumibilmente) di centrodestra che non andando a votare hanno mantenuto basso il numero di voti totali.

Applicando il risultato (in voti assoluti) della Lista all’affluenza delle ultime Politiche (75%) la soglia di sbarramento torna ben lontana (3,1%). Segno che i problemi, la questione dell’influenza sul panorama politico e dell’essenza stessa di un gruppo politico, rimangono.

Chi sono dunque gli elettori de “l’Altra Europa con Tsipras”? Ci aiutano a capirlo le ricerche di Ipsos e EMG: più donne che uomini, in maggioranza lavoratori dipendenti e con un’alta scolarizzazione. La lista ha pescato molto tra gli studenti e tra chi si informa mediante canali alternativi a quelli classici, mentre non ha attecchito tra operai e disoccupati, la vera forza propulsiva del leader greco in patria. Interessante anche l’indice di utilizzo delle preferenze, dove la lista ottiene uno dei valori più elevati: quasi 3 schede votate ogni 10 contenevano almeno una preferenza. Segno che l’elettorato era particolarmente informato sui candidati, o particolarmente organizzato. Un nucleo forte ma evidentemente non abbastanza in vista di una competizione come le elezioni politiche, dove l’affluenza è  tradizionalmente più alta.

La lista Tsipras ha quindi dimostrato l’esistenza di una sinistra radicale, ma certamente non radicata.

Gianpietro Campedelli

Mantovano di nascita, bolognese al momento. Studia Diplomazia e Relazioni Internazionali.
Rugbista riciclato come arbitro, adora la Politica intesa come luogo del conflitto non violento e come gara elettorale.
Euroentusiasta, Erasmus plurimo.

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