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Il doppio turno in Italia

Recentemente nell’annoso dibattito sul superamento del Porcellum è tornata in auge l’ipotesi del sistema elettorale uninominale a doppio turno. Sia che si tratti di quello “alla francese”, (non tutti sanno che vanno al secondo turno tutti i candidati – anche tre, o persino quattro – che ottengono del 12,5% dell’elettorato al primo turno), sia di qualcosa che ricalchi il sistema elettorale usato per i comuni (semplice ballottaggio tra i primi due).

In particolare viene adottata come motivazione il presunto successo che il sistema elettorale per le elezioni comunali avrebbe avuto dalla sua introduzione nel 1993.

Vediamo allora quattro esempi di grandi comuni italiani per cui è possibile risalire a risultati e affluenze degli anni ‘90 e un confronto con le performances delle elezioni più recenti.

(Si noti che dagli anni ‘90 ad oggi sono crollate le schede non valide, dal 4-5% al 1% circa, per cui il calo dell’affluenza è leggermente inferiore a quanto suggeriscano le nude cifre – ma ciò non inficia le nostre considerazioni) 

Milano

Milano DP

Note: Nel 2011 la competizione tra Moratti e Pisapia raggiunse toni molto alti e una dimensione certamente nazionale.

Roma

Roma DP

Note: solo nel 2013 vi è stata una certa rottura del bipolarismo destra-sinistra con la presenza di Marchini e del candidato del M5S.

Brescia

brescia DP

Note: a Brescia nel 1998 e nel 2003 la Lega era separata dal centrodestra, ma nel 2003 ci fu apparentamento con conseguente affluenza maggiore a differenza del 1998 quando la conflittualità tra Lega Nord e Forza Italia e AN era molto maggiore e i leghisti si consideravano estranei al bipolarismo centrodestra-centrosinistra

Napoli

napoli DP

Note: nel 2011 a sorpresa De Magistris il candidato di IDV e sinistra radicale superò quello del PD

Risultano quindi evidenti tre fenomeni:

a) Una diminuzione dell’affluenza alle elezioni comunali analoga se non superiore a quella dell’affluenza alle elezioni politiche negli ultimi 20 anni.

b) Un aumento della differenza (in negativo) tra primo e secondo turno, in particolare al Centro-Sud, visto che al Nord inizialmente l’affluenza al primo turno era a livelli altissimi negli anni ‘90. È il contrario di quanto accaduto in Francia, dove sempre più gli elettori preferiscono votare al secondo turno, facendo aumentare l’affluenza.

c) Vi è una diminuzione del grado di bipolarismo, non solo per la presenza del Movimento 5 Stelle, ma anche di molte più liste civiche, con i primi due candidati che raccolgono una percentuale inferiore a quella raccolta 10 anni e spesso anche 20 anni fa. Nonostante questa maggiore offerta non solo non vi è una maggiore affluenza ma anche la differenza tra l’affluenza al secondo turno e il voto ai due principali candidati nel primo, ovvero quanti degli elettori di candidati terzi si mobilitano per il ballottaggio, non decolla e anzi è inferiore al livello degli anni ‘90, mentre in tali casi dovrebbe essere alto visto il rilevante numero di voti raccolti dai candidati fuori dal ballottaggio.

Al contrario di quanto viene evidenziato da molti riguardo questa legge elettorale, ovvero che i cittadini la preferiscono, non pare che i fatti diano loro ragione, non solo in considerazione delle ultime elezioni locali, ma anche del trend riscontrabile in 20 anni: gli elettori non solo non partecipano con entusiasmo alle elezioni comunali, nonostante la vulgata per cui si con questo sistema si fa una scelta più “diretta” e vicina al cittadino, spesso nonostante il grande numero di liste e candidati presenti, superiore a quello riscontrabile all’estero, ma il secondo turno non riesce ad attrarre ma anzi respinge i cittadini dalla partecipazione, coinvolgendo a volte quasi solo gli elettori delle due forze al ballottaggio.

È quantomeno dubbio che un sistema elettorale a doppio turno possa dare una maggiore rappresentanza ai cittadini, in confronto al Porcellum, se il trend di affluenza e interesse verificatosi per le elezioni comunali si trasferisse, fatte le debite differenze, alle elezioni politiche.

Gianni Balduzzi

Classe 1979, pavese, consulente e laureato in economia, cattolico-liberale, appassionato di politica ed elezioni, affascinato dalla geografia, dai viaggi per il mondo, da sempre alla ricerca di mappe elettorali e analisi statistiche, ha curato la grande mappa elettorale dell'italia di YouTrend, e scrive di elezioni, statistiche elettorali, economia.

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