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Confronto Sky Alemanno-Marino: chi ha vinto?

Si è concluso poco fa l’atteso faccia a faccia tra i due candidati al ballottaggio per la corsa al Campidoglio. Il dibattito è andato in onda su Sky con una formula molto simile a quella già vista nel corso dei dibattiti tra i candidati alle primarie del centrosinistra dello scorso ottobre.

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Ma chi si è comportato meglio nel confronto Sky? Il sindaco uscente Gianni Alemanno o lo sfidante del PD Ignazio Marino? Abbiamo raccolto i pareri di tre esperti nel settore della strategia e della comunicazione politica.

Nicola Bonaccini (esperto in media training e public speaking, Eidos Communication): “L’ultimo confronto per la poltrona di Sindaco di Roma parte soft. Alemanno con qualche attacco e Marino a volte distratto: il primo evidentemente affaticato e lo sfidante con ansia da performance tanto da confondere le feste decadenti de “La Grande Bellezza” con il rispetto dovuto alla cultura. Al momento del “fotomontaggio Casamonica” il dibattito si scalda. Dal punto di vista dell’analisi il Sindaco, che spesso aveva invocato il confronto, riporta in video gli attacchi degli ultimi giorni nelle affissioni anche se non riesce proprio ad atterrare l’avversario che incassa e a volte restituisce l’attacco (criminalità e buche). Dal punto di vista televisivo e mediatico Alemanno primeggia per sicurezza e per agio nei confronti del mezzo televisivo con alcuni termini azzeccati (le balle, le mistificazioni, il gotha), Marino appare più statico e poco allenato con ragionamenti “poco televisivi” e poco utili per rafforzare o aumentare consensi. Gli appelli finali sono deludenti per entrambi. Se è vero che in tv si dovrebbe parlare alla pancia, non convince l’esempio del degrado anni ’70 (dove c’erano le siringhe oggi c’è l’auditorio) di Marino e anche la richiesta del secondo mandato non infiamma.”

Salvatore Borghese (caporedattore di YouTrend): “Scontro senza vincitori tra Alemanno e Marino. Il sindaco uscente è partito subito all’attacco, forse eccedendo in vis polemica. Per contro, un Marino a tratti troppo arrendevole, che ha rinunciato a replicare in più punti e che ha dato l’impressione di non essersi preparato al meglio per questo tipo di dibattito: troppo lento nel parlare, mentre il timer scorreva inesorabile. Alemanno ha cercato molto di far apparire il suo avversario come qualcuno di estraneo alla città di Roma, che “non sa come funzionano certe cose”, ma in tal modo è apparso a tratti supponente e permaloso. Forse ha vinto lui “ai punti”, ma è difficile che possa bastargli, visti i 12 punti di distacco che Marino gli ha inflitto al primo turno. In ogni modo, nessuno dei due candidati è riuscito a “sfondare”, o quantomeno a presentare una visione forte e coerente fatta di idee e progetti concreti: per la maggior parte del tempo si è assistito ad un rinfacciarsi cifre e fatti difficilmente verificabili e comunque raramente di grande interesse per i cittadini romani.”

Giovanni Diamanti (consulente politico, Quorum): “Anzitutto, va riconosciuta una grande intelligenza allo staff di Marino. Da un lato, il candidato del centrosinistra ha accettato il faccia a faccia, mostrando di non avere paura del confronto. Dall’altro, l’ha accettato a tre giorni dal voto, limitando quindi i possibili rischi del confronto: pochi romani sono ancora indecisi. I sessanta minuti di dibattito hanno mostrato due candidati aggressivi: molti attacchi senza colpi del ko. Marino è stato in alcuni momenti sulla difensiva, ma mai in difficoltà. Alemanno si giocava il tutto per tutto, ma non ha inciso. Nel complesso, dibattito deludente. In particolar modo hanno deluso le risposte sui diritti civili: il candidato Pd timidissimo sui matrimoni gay nonostante la sua storia politica personale, Alemanno eccessivo (“i matrimoni tra due persone dello stesso sesso rovinerebbero l’immagine di Roma”). Entrambi i candidati non superano la soglia della sufficienza: un pareggio che per Marino vale come una vittoria.”

Redazione

La redazione di YouTrend

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