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Osservatorio del gossip politico: Donne, Sorrisi e… Canzoni

Ci mancava il dentista. Ma i settimanali di gossip quando di mezzo c’è la politica non si fanno mancare proprio nulla. Nel periodo di analisi che va dal 28 gennaio al 3 febbraio, occorre assegnare la prima posizione del podio settimanale ad un articolo comparso su Oggi, in cui un dentista, molto quotato tra i vip, fornisce un giudizio “tecnico” sui sorrisi dei leader politici più famosi. Si tratta di Massimo Mazza, già dentista di Silvio Berlusconi. E non poteva che essere il dentista del Cavaliere, la persona più adatta a dare questi giudizi. Berlusconi, con i suoi sorrisi a trentadue denti, ha vinto più di un’elezione. La seconda e la terza posizione invece vengono occupate da due figure chiave dell’universo berlusconiano, ovvero le belle (ex ministre) che già al tempo del governo Berlusconi riempivano le pagine dei rotocalchi: Mara Carfagna e Michela Vittoria Brambilla.

Entriamo nel merito degli articoli, ciascuno dei quali dimostra come, tanto nei media quanto nelle aspettative dei cittadini/(e)lettori ormai la comunicazione della persona venga prima della comunicazione del politico. Questo vale, ad esempio, per Matteo Renzi, che con i suoi “palettoni” (gli incisivi centrali) riesce ad avere “un aspetto da ragazzino, che lo differenzia enormemente dagli altri leader, regalandogli così un’immagine più fresca”. Quello di Renzi è, secondo Mazza, il “miglior sorriso della politica italiana”. Peccato però che Renzi non sia tra i candidati premier. Se le primarie si fossero basate sul sorriso, Bersani non avrebbe avuto scampo: “Nelle primarie del sorriso esce con le ossa rotte dal confronto con l’avversario. Il labbro superiore gli conferisce un aspetto incazzoso”. Per Monti il giudizio è lapidario “il suo sorriso è il peggiore”.  Per Berlusconi, invece, il discorso è come al solito molto più articolato. “Storicamente il suo è il sorriso per antonomasia”. Ma questa volta il sorriso di Silvio sembra meno smagliante del solito, e sicuramente non per motivi di negligenza: “I tempi dei sorrisi scintillanti sui cartelloni giganteschi sono definitivamente chiusi. Quest’anno non si è presentato per il tradizionale ciclo di cure estetiche riparatorie”. Tutto è dovuto ad un cambiamento della strategia comunicativa: “Come a volersi umanizzare e proporsi non più come il Sorriso Assoluto ma come il Sorriso Concreto. Vista l’importanza del momento lascia perdere fronzoli e lustrini per concentrarsi su struttura e temi concreti”.

In seconda posizione si colloca la bella Mara Carfagna, la quale, dopo un periodo passato in sordina a causa delle delusioni sentimentali con l’ormai ex marito Mezzaroma, sembra aver ritrovato la serenità sentimentale e, di conseguenza, la voglia di fare politica di un tempo. Su Chi, infatti, la Carfagna, fotografata a passeggio con Alessandro Ruben, dato per suo nuovo compagno: viene descritta come “una leonessa, più combattiva del solito. Da Santoro alla Gruber la Carfagna si è comportata da candidata Pdl convincente e agguerrita, mettendo in difficoltà avversari ed interlocutori”.

In terza posizione troviamo un altro ex ministro del Governo Berlusconi, Michela Vittoria Brambilla, di cui ben è noto lo spassionato amore per gli animali. Gente, infatti, pubblicando foto dall’elevato impatto emotivo, in cui l’ex ministro coccola cavalli salvati dal macello o i famosi beagle salvati dalla vivisezione dall’azienda Green Hill, intende dare risalto al suo costante impegno nella difesa dei diritti degli animali. “Brambilla è un’animalista dura e pura. Ora ha scritto un libro, il Manifesto animalista”.

Insomma, dai settimanali popolari emerge un profilo chiaro delle due candidate del Pdl: belle e (anche) impegnate. Ma c’è dell’altro. Un punto da noi più volte sollevato. Gli esponenti del centrodestra trovano maggiore spazio nelle riviste di gossip. E questo, nella battaglia elettorale di questi giorni, è un vantaggio. Il sorriso di Mara Carfagna o l’amore per gli animali di Michela Vittoria Brambilla piacciono ai numerosi lettori dei rotocalchi. Più di qualsiasi altra (seria) proposta politica. Anzi, servizi come quelli qui commentati possono farsi portatori di un messaggio politico molto più definito, incisivo, e accattivante di qualunque proposta di riforma. È l’era della “politica pop”. Due termini che è sempre più difficile separare.

Studio condotto dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Istituzioni e Società dell’ Università degli Studi di Perugia, coordinato dal Prof. Marco Mazzoni e composto da Antonio Ciaglia, Roberto Mincigrucci

Roberto Mincigrucci

Nasce il 22/09/1988 ad Assisi, vive a Torgiano (PG). Consegue nel 2010 la laurea triennale in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Perugia. Attualmente frequenta un corso di laurea magistrale in Scienze della Politica e del Governo all'Università degli Studi di Perugia. Collabora con il Corriere dell'Umbria e con Youtrend.

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