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Ballottaggi: vince il centrodestra

75 comuni al ballottaggio, di cui 14 capoluoghi di provincia. Chi ha vinto? Il centrodestra: scopriamo come e dove


Le urne, si sa, regalano sempre qualche sorpresa. E anche questi ballottaggi non sono stati da meno. Il centrosinistra che sembrava aver retto la pressione del primo turno risulta oggi ampiamente sconfitto, mentre il centrodestra può essere considerato il vincitore indiscusso di queste Comunali. E, tutto sommato, è andato bene anche il Movimento 5 Stelle che (dove c’era) è riuscito spesso ad imporsi.

Partiamo, come sempre, dal dato sull’affluenza. È andato a votare appena il 47,6% degli elettori, quando al primo turno il risultato si era attestato al 60, 4%. Un calo che, ovviamente, ci si poteva attendere, anche se piuttosto alto nelle sue proporzioni. Chiaramente non in tutti i comuni si è assistito alla stessa crescita dell’astensione. A Pisa per esempio il 95,4% degli elettori è tornato a votare. Discorso inverso, invece, per Torre del Greco (42,3%).

Passiamo ora al vero tema di interesse, cioè al bilancio di questo secondo turno, che interessava 75 comuni per un totale di più di 2,6 milioni di elettori. Come sono andate le sfide? Vediamolo partendo dalla figura seguente:

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Ebbene, il centrodestra è riuscito a strappare 28 comuni, 18 dei quali in sfide dirette con il centrosinistra. Quest’ultimo, a sua volta, ha vinto in 20 delle 44 sfide che lo vedevano protagonista. Infine, il Movimento 5 Stelle è la coalizione che più di tutte è riuscita ad avere buone performance ai ballottaggi, anche se era presente in pochi casi: vince infatti 5 comuni su 7 (il 71,4%, contro il 45,5% del centrosinistra e il 44,4% del centrodestra).

Ma la vera sorpresa, che ormai forse dobbiamo iniziare a vedere non più come sorprendente, è l’affermazione del centrodestra nelle Zone Rosse. Qui è arrivato a conquistare comuni che da quando è nata la Repubblica italiana sono sempre stati amministrati dal centrosinistra. Alcuni esempi? Su tutti Siena e Imola. Ma anche a Pisa c’è del clamoroso. Qui era dal 1971 che un partito di centrosinistra esprimeva una propria figura come sindaco.

Più combattute invece le partite al Centro-Sud, dove a vincere sono state spesso le coalizioni civiche: 15 comuni su 44 hanno infatti seguito questa logica (34,1%). Inoltre, è al Centro-Sud che il Movimento 5 Stelle ha confermato la sua forza: dei 5 comuni vinti, 4 provengono da quest’area geografica (Pomezia, Avellino, Acireale e Assemini).

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Infine, concentrandoci maggiormente sui capoluoghi che sono andati al voto in questa tornata amministrativa, si può senza dubbio affermare come anche qui il vero vincitore sia stato il centrodestra: in 11 capoluoghi su 20, infatti, il sindaco eletto è espressione di questa coalizione. Seguono poi i 5 del centrosinistra, 1 del Movimento 5 Stelle (che perde Ragusa ma conquista Avellino) e 3 che si rifanno a esperienze civiche (Imperia, Messina e Siracusa).

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Dunque le Comunali del 2018 hanno dato un responso che non lascia spazio a interpretazioni: il centrodestra vince ed è la coalizione che oggi gode dei maggiori consensi, a più di 3 mesi dalle elezioni Politiche.

Dei 109 comuni superiori che sono andati al voto in queste due settimane, il centrodestra ne ottiene 42 (il 38,5%), ben 22 in più rispetto alle elezioni precedenti. Chi arretra è il centrosinistra che passa dall’amministrare 57 comuni ai soli 26, perdendo ben 10 capoluoghi. Stabile il Movimento 5 Stelle (+1), mentre cresce il dato delle coalizioni civiche.

Ma la débâcle del centrosinistra è riscontrabile anche da altri dati, forse ben più clamorosi. Come detto, a Siena e a Imola perde per la prima volta dal 1946 e a Pisa dal 1971. Ma anche a Terni e a Massa non va meglio. Nella prima non perdeva dal 1997, mentre nella seconda addirittura dal 1994. Anche ad Avellino era dal 1999 che la coalizione di centrosinistra amministrava: ora il comune passa al Movimento 5 Stelle, che completa una strabiliante rimonta di ben 22 punti (tanti erano quelli dividevano i due pretendenti al primo turno).

Non solo, dopo questi ballottaggi cambia anche la geografia elettorale della Zona Rossa, tant’è che viene da chiedersi quanto ancora sia utile utilizzare questa categoria nelle analisi. Una nuova Italia si era manifestata già dalle Politiche e queste Amministrative ne hanno dato una conferma: su 10 capoluoghi di provincia in Toscana, il centrodestra ne amministra ben 6 (Arezzo, Grosseto, Massa, Pisa, Pistoia e Siena); su 2 capoluoghi di provincia in Umbria, ne amministra 2: prima Perugia e da oggi anche Terni.

Certo, Siena è stata persa per soli 387 voti, ma quel ch’è conta è il risultato. L’uscente Bruno Valentini deve ora abdicare, pur essendo partito da un vantaggio del primo turno e persino dopo l’apparentato con il terzo arrivato, l’ex sindaco Piccini, che aveva ottenuto ben il 21,3% dei consensi.

Ma questo non è stato l’unico ribaltone tra primo turno e ballottaggio. Ce ne sono stati ben 8 in totale tra i capoluoghi (sui 14 arrivati al secondo turno). Oltre a Siena, infatti, è accaduto anche a: Massa, Teramo, Brindisi, Avellino, Siracusa, Ragusa e Messina.

La crisi del centrosinistra, quindi, continua a non vedere una fine. E per una coalizione che piange ce n’è un’altra che ride. Il centrodestra, che in cinque anni ha ribaltato tutti i risultati sia su base locale sia su quella nazionale. È oggi prima forza, specialmente grazie alla leadership di Salvini, che ora incalza un Movimento 5 Stelle che, pur avendo retto, secondo alcuni sondaggi è ormai dietro la sua Lega.


Andrea Maccagno

Laureato con lode in Governo e politiche alla LUISS, dove ha collaborato con il CISE, si interessa principalmente di sistemi elettorali e sistemi partitici.
Grande sostenitore dei diritti civili, è stato presidente di un'associazione LGBT

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