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Comunali 2018: centrodestra avanti dopo il primo turno

Il centrodestra conferma il trend degli ultimi tre mesi e vince il primo turno di queste Amministrative. Tiene il centrosinistra, anche se perde molti comuni. Male il Movimento 5 Stelle.


(UPDATE DEL 12 GIUGNO: AGGIORNATI CON I DATI DEFINITIVI)

Il centrodestra conferma di essere la coalizione preferita dagli italiani. È quanto emerge dal primo turno delle Amministrative concluse alle 23 di domenica. Non solo, è nuovamente la Lega a imporsi come prima forza dell’alleanza: nei comuni superiori ottiene quasi il doppio di Forza Italia (10,9% contro 6%).

Per quanto riguarda i competitor, invece, c’è una sostanziale tenuta del centrosinistra rispetto ai risultati delle Politiche del 4 marzo, anche se perde un numero consistenti di comuni rispetto alle amministrative precedenti. Chi invece non sembra riuscire a sfondare in questo tipo di elezioni è il Movimento 5 Stelle, che non riesce a replicare i risultati delle Politiche. Nei comuni superiori si ferma al 9,6% e spesso rimane fuori dai ballottaggi.

Siamo allora di fronte a un ritorno del bipolarismo “classico”? Probabilmente no: la natura della competizione che favorisce i candidati locali capaci di portare preferenze, infatti, non aiuta quei partiti che non godono di una classe dirigente radicata e che guardano maggiormente agli aspetti nazionali. Eppure questo è un datò che sarà da tenere in considerazione non solo in vista del ballottaggio, ma anche in vista di future consultazioni elettorali.

Ma torniamo alle Amministrative. Quali dati ci fornisce questo primo turno? Prima di tutto, è significativa l’affluenza: in calo di sei punti percentuali rispetto alle precedenti comunali (61,2% contro 67,2%).

Dal punto di vista dei risultati, invece, c’è da registrare come 34 dei 109 comuni superiori abbiano eletto il proprio sindaco già nella giornata di domenica. In particolare, 14 amministrazioni sono andate al centrodestra, 14 a una coalizione civica e 6 al centrosinistra.

Nei restanti 74 comuni sarà il ballottaggio a decretare il nome dei prossimi sindaci. Qui, in 30 casi, il centrodestra partirà in vantaggio, mentre il centrosinistra è oggi avanti in 19 comuni. Il Movimento 5 Stelle, infine, partirà come primo in sole 3 amministrazioni.

Questa supremazia del centrodestra la si scorge anche osservando un altro dato: la coalizione riesce a raggiungere il secondo turno in 58 occasioni, contro le 41 del centrosinistra. Per intenderci, il Movimento 5 Stelle sarà presente solo in 7 ballottaggi.

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E come hanno votato i capoluoghi? Erano 20, di cui 5 in Sicilia. Ebbene, anche qui il centrodestra è riuscito a primeggiare in 11, che diventano 12 se si considera Ragusa dove prima è una coalizione con Fratelli d’Italia. Dei restanti, 7 vedono in vantaggio il centrosinistra e 1 un civico (l’ex forzista Scajola a Imperia). Fra i capoluoghi, inoltre, ben 4 sono già stati assegnati al centrodestra (Barletta, Treviso, Vicenza e Catania) e 2 al centrosinistra (Brescia e Trapani).

Andando poi ad analizzare i voti, si scorge come il centrodestra sia di gran lunga la coalizione più forte. Ottiene infatti il 34,6% a livello nazionale nei 109 comuni superiori al voto, contro il 23% del centrosinistra e l’1,5% del Movimento 5 Stelle.

A livello di area geografica il risultato colpisce ancor di più. Al Nord, infatti, la coalizione di Salvini e compagni non ha rivali, conquistando il 42,9% dei voti. In questa zona è il Movimento 5 Stelle a scomparire dai radar politici. Anche al Centro-Sud la partita è impari a vantaggio del centrodestra, nonostante quest’area avesse premiato con cifre record il partito di Di Maio alle elezioni politiche di marzo. Il centrosinistra dal canto suo va bene al Nord (35,7%) ed è primo nelle Zone Rosse, dove è ancora prima coalizione, ma soffre terribilmente al Centro-Sud (17,2%).

Se dunque c’è da definire una prima linea di lettura, questa non può che sottolineare la buona performance del centrodestra. Confrontando i risultati di domenica con le precedenti amministrative, infatti, la coalizione di Lega, Fi e FdI riesce a vincere 10 comuni in più al primo turno (14 contro 4). Viceversa il centrosinistra ne vince al primo colpo 12 in meno (6 contro 18). Da sottolineare che stavolta è inferiore il numero di comuni che vanno al ballottaggio: sono 74 contro gli 81 della precedente tornata.

Ma continuiamo a confrontare le due tornate elettorali. All’epoca il centrosinistra fu prima coalizione in 56 comuni contro i 24 del centrodestra e il solo del Movimento 5 Stelle. Questo risultato è stato totalmente ribaltato col voto di domenica: è infatti il centrodestra a essere primo in 44 comuni contro i 25 del centrosinistra. Il Movimento 5 Stelle, invece, può vantare un primato in soli 3 comuni.

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In attesa del secondo turno che si terrà tra due settimane, quindi, appare un unico vero vincitore: il centrodestra, in particolare nella figura trainante della Lega. La sfida ora sarà riuscire ad accaparrarsi i voti degli esclusi dai ballottaggi, che in numerose occasioni vuol dire conquistare il voto grillino. Potrebbe forse esser d’aiuto l’alleanza di governo per un cappotto del centrodestra al secondo turno? Il 24 giugno avremo la risposta.

Per approfondire i significati e le ragioni dietro a questi risultati elettorali, ascolta la puntata speciale del nostro podcast: una chiacchierata notturna per commentare e riflettere a caldo sui risultati del primo turno delle elezioni amministrative.
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Andrea Maccagno

Laureato con lode in Governo e politiche alla LUISS, dove ha collaborato con il CISE, si interessa principalmente di sistemi elettorali e sistemi partitici.
Grande sostenitore dei diritti civili, è stato presidente di un'associazione LGBT

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