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Il dato definitivo dell’affluenza

Tiene il dato dell’affluenza: cala rispetto al 2013, ma migliora rispetto al Referendum 2016.


Sorprese. Le urne regalano sempre sorprese. Anche queste elezioni non hanno smentito le attese ed ecco il boom del Movimento 5 Stelle, la vittoria della Lega nella coalizione di centrodestra o lo sgonfiamento totale del Partito Democratico. Ma per l’analisi complessiva dei risultati avremo modo di dedicare un articolo a parte. Ora soffermiamoci ancora sull’affluenza.

Il dato è incoraggiante, il tracollo che qualcuno aveva vociferato potesse verificarsi non c’è stato. Vero, un calo è stato registrato. Ma contenuto e di appena 2,3 punti percentuali. 72,9% è la percentuale finale quando, nel 2013, alle urne partecipò il 75,2%.

Cosa sorprende? Sicuramente la variazione rispetto al Referendum 2016: all’epoca l’affluenza finale fu del 68,5%. Ciò significa che vi è stato un incremento di 4,4 punti percentuali che, in un momento di forte distacco dalla politica non è poco.

Di più, il miglioramento rispetto al 2016 non si è concentrato in alcune zone specifiche, ma ogni regione migliora il proprio dato finale. Solo il Friuli-Venezia Giulia f peggio dello 0,1%.

Quale trend generale si può scorgere? Sicuramente la classica divisione nord-sud sulla partecipazione al voto, con le regioni dalle Marche in su che fanno oltre il 75%. In particolare spicca il dato del Trentino-Alto Adige che registra un’81,2% di affluenza. Maglia nera alla Calabria ferma al 63,6%.

È un risultato inaspettato? Non direi. La Calabria, in generale, è sempre arrivata ultima in questa classifica con il 63,1% nel 2013 e il 54,4% nel 2016. Sulle regioni più “virtuose”, invece, la medaglia d’oro ha cambiato più volte proprietario, rimanendo comunque sempre al nord. Infatti, oltre il già citato Trentino per il 2018, migliori i dati dell’Emilia-Romagna nel 2013 (82,1%) e del Veneto nel 2016 (76,7%).

A livello di provincia, invece, Padova ha fatto registrare le migliori percentuali sia nel 2013 (84,4%) sia nel 2018 (80,4%). Le province flop le troviamo ancora al sud, in particolare Reggio Calabria nel 2016 (59,7%) e Agrigento nel 2018 (59,1%).

Ma se l’affluenza rispetto al Referendum è migliorata in 19 regioni su 20, lo stesso non si può dire se confrontata con le Politiche 2013. Infatti, il peggioramento è visibile in ben 16 regioni. Dove migliora è Trentino, Campania, Calabria e, soprattutto, Basilicata con un +1,6%.

Questa alta percentuale può aver determinato i sorprendenti risultati di cui si accennava all’inizio? Sicuramente avrà inciso, soprattutto al sud. Di seguito le mappe con l’affluenza su base provinciale.

 



Andrea Maccagno

Laureato con lode in Governo e politiche alla LUISS, dove ha collaborato con il CISE, si interessa principalmente di sistemi elettorali e sistemi partitici.
Grande sostenitore dei diritti civili, è stato presidente di un'associazione LGBT

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