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Il Piemonte verso il voto

Il primo di una serie di focus sulle regioni principali in vista del voto. In quanti collegi è diviso il territorio del Piemonte? Quali trend politici ha mostrato nelle elezioni precedenti?


Apriamo con il Piemonte una serie di focus sulle regioni principali in vista del voto. In quanti collegi è diviso il loro territorio? Quali trend politici ha mostrato nelle ultime elezioni nazionali? Saranno queste alcune domande a cui cercheremo di dare risposta.

Lo facciamo coinvolgendo anche personalità di spicco di ciascuna regione, che ci descrivono il loro punto di vista in queste settimane che precedono il voto. Per il Piemonte iniziamo con il contributo di Sergio Chiamparino, attuale governatore:

La ripresa si vede anche in Piemonte ma sono ancora tanti i punti di crisi. Mi auguro che il prossimo governo continui a supportare le nostre politiche di sviluppo, e in particolare la nostra industria manifatturiera, come è stato fatto negli ultimi anni.

Il Piemonte godrà di una rappresentanza parlamentare pari a 67 seggi, di cui 45 alla Camera dei Deputati e 22 al Senato della Repubblica.

Per la Camera il territorio è diviso in due circoscrizioni. Quella del Piemonte 1 ha 9 collegi uninominali, che corrispondono ai collegi disegnati per il Senato con la legge Mattarella. Quattro su nove si riferiscono a Torino città, gli altri cinque corrispondono al resto della provincia di Torino. Il più popolato è quello di Settimo Torinese, mentre quello di Torino 4 risulta essere il più piccolo. I collegi plurinominali di questa circoscrizione, invece, sono 2 e ad ognuno sono assegnati 7 seggi. Il primo (leggermente più grande) corrisponde alla città di Torino più il collegio uninominale di Collegno, mentre il secondo riunisce i comuni restanti della provincia.

Di seguito riportiamo la composizione dei vari collegi con la rispettiva popolazione, come mostrato dal Servizio Studi della Camera:

101 1 Il Piemonte verso il voto

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La circoscrizione Piemonte 2 conta invece 8 collegi uninominali, sempre disegnati sulla base dei collegi del Senato del Mattarellum. Questi si rifanno alle province piemontesi “fuori” Torino, a cui va ad aggiungersi il collegio di Alba, che aggrega più comuni e più abitanti. Al contrario, è quello di Biella a risultare il più piccolo in termini di popolazione (pur contenendo alcuni comuni vercellesi). Anche qui, poi, i collegi plurinominali sono 2. Nel primo, a cui afferiscono i collegi di Alessandria, Asti, Cuneo e Alba, vengono assegnati 8 seggi. Nel secondo, corrispondente al resto del territorio, 6 seggi. Tale differenza è dovuta al diverso numero di abitanti tra i due collegi, il cui scarto supera i 100.000, come mostrato dalle seguenti tabelle:

201 Il Piemonte verso il voto

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Al Senato, come si sa, la circoscrizione è unica su base regionale. Sono stati individuati 8 collegi uninominali: quattro nella provincia di Torino (di cui due nella città capoluogo, più Collegno) e quattro nel resto della regione. I collegi plurinominali sono due, ognuno dei quali assegna 7 seggi. Ancora una volta, uno corrisponde alla provincia di Torino, mentre l’altro comprende le restanti province. Il collegio uninominale più abitato è quello di Torino città, mentre il più piccolo risulta essere quello di Biella-Vercelli, come mostrato dalle tabelle seguenti:

sennyuny Il Piemonte verso il voto

sennyplury Il Piemonte verso il voto

Come ha votato il Piemonte negli ultimi anni? Scopriamolo analizzando le ultime elezioni a livello nazionale che si sono tenute nella regione: le Politiche del 2013 e le Europee del 2014.

Nel 2013 la coalizione di Bersani ottenne sul piano nazionale alla Camera dei Deputati il 29,53%, mentre quella di centrodestra si fermò al 29,13% e il Movimento 5 Stelle al 25,55%. Il Piemonte si è mostrato in sintonia con il trend nazionale, seppur con un dato più consistente del Movimento 5 Stelle che arrivò 27,53%. Questo risultato lo si deve specialmente alla grande affermazione nel territorio della Val Susa, come mostra la mappa:
polpiem Il Piemonte verso il voto

La stessa somiglianza tra dato regionale e nazionale la ritroviamo anche in occasione delle Europee 2014. Allora il PD di Renzi ottenne la percentuale record del 40,8%, contro il Movimento 5 Stelle fermo al 21,2% e Forza Italia più distanziata al 16,8%. Il Piemonte si mostrò quasi esattamente in linea con quel risultato: il 40,8% votò Pd, il 21,6% il M5S e il 15,8% Fi. La mappa della regione, dal blu del 2013, si trasformò in rosso quasi ovunque.  Il M5S riuscì a trattenere solo qualche comune della Valle di Susa, così come il centrodestra si mostrò più competitivo in provincia di Vercelli e Cuneo. Ecco la mappa:
poleur Il Piemonte verso il voto

E oggi, qual è la situazione in vista delle prossime elezioni di marzo? Come in molte regioni del nord, nei collegi uninominali della Camera la partita sembra vinta dal centrodestra. Vi sono comunque 7 collegi uninominali (su 17) incerti, specialmente nella provincia di Torino. Al Senato, invece, risultano incerti 3 collegi uninominali su 8 (sempre nella provincia di Torino). Questi e ulteriori dati sui collegi di Camera e Senato li potete trovare su Rosatellum.info. Tra gli aspetti più interessanti che potrete approfondire sulla nostra piattaforma, però, c’è anche quello di confronti specifici su particolari variabili quali lavoro, demografia e istruzione. Per il Piemonte è particolarmente interessante la variabile relativa alla presenza di stranieri residenti. Il collegio uninominale della Camera Torino 2, come mostra l’immagine sottostante, è quello con il più alto tasso di stranieri in Italia: si tratta del 19,6%, a fronte di un dato nazionale del 6,8%. Questo potrebbe influire sul voto degli elettori di quel collegio? Lo scopriremo effettivamente tra circa un mese…
stranieri Il Piemonte verso il voto

In questa galleria le mappe dettagliate dei collegi, uninominali e plurinominali, di Camera e Senato:

Andrea Maccagno

Laureato con lode in Governo e politiche alla LUISS, dove ha collaborato con il CISE, si interessa principalmente di sistemi elettorali e sistemi partitici.
Grande sostenitore dei diritti civili, è stato presidente di un'associazione LGBT

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