Il Venezuela dopo 14 anni di presidenza Chavez

7 marzo 2013


Dopo quattordici anni alla presidenza del Venezuela, il 5 marzo scorso è morto Hugo Chavez, uno degli uomini più controversi dell’America Latina. Dopo aver rivelato di soffrire di cancro nel 2011, Chavez non ha voluto lasciare il governo neppure dal suo letto d’ospedale a Cuba. Lo scorso ottobre è stato rieletto con il 55% dei voti contro il 44% dello sfidante Henrique Radonski. Il governo Venezuelano ha annunciato ieri nuove elezioni presidenziali entro 30 giorni.

Il bilancio della presidenza Chavez nella nostra infografica basata sui dati della Banca Mondiale.

venezuela222AAA Il Venezuela dopo 14 anni di presidenza Chavez

 

In Venezuela nel 2011 il PIL pro capite era  superiore a quello del Brasile ( USD 11640) e dell’Argentina ( USD 10942). In netto calo anche i dati sulla povertà, ma il Venezuela ha ancora quasi un terzo dei cittadini sotto la soglia di povertà contro il 21,4% del Brasile (ultimo dato è del 2009). L’economia nel complesso resta fortemente sbilanciata verso l’export di petrolio e dei suoi derivati. Il picco di esportazioni raggiunto nel 2008 coincide con il record storico del prezzo del petrolio (145 dollari al barile) nel 2008.

Un altro dato intressante è il tasso di interesse dei prestiti a imprenditori privati nel medio- breve periodo. Nel 2011 un prestito in Venezuela era leggermente più caro (17%) che in Argentina (14%) ma molto più basso che in Brasile (43%), paese che da sempre soffre di problemi di credito e di bancarotte individuali. Per fare un paragone con l’Europa, un imprenditore italiano nel 2011 poteva permettersi di prendre a prestito al tassi del 4,5%. Questo un primo bilancio. C’è anche molto che i dati non possono misurare, a partite dai diritti e politici e civili.

 

Umberto Marengo (Sito Web)

Nato a Torino, Umberto ha studiato a Bologna, lavorato a Washington DC per la Commissione Europea ed ora è PhD student in Relazioni Internazionali all'Università di Cambridge in Inghilterra. Gli piace spropositatamente sciare, andare a vela, cambiare i propri piani all'ultimo momento e sentirsi a casa un po' dappertutto.

4 commenti

  1. Grazie per l’analisi!
    Mi permetto di aggiungere che il confronto sulla soglia di povertà non va fatta con il Brasile ma con il Venezuela stesso nel 1999. A quel punto si puo confrontare l’evoluzione della popolazione sotto la soglia di povertà dal 1999 al 2011 in Venezuela (dalla metà della popolazione a un terzo il che non è superficiale) con l’evoluzione della povertà in Brasile sullo stesso periodo. Non conosco i dati Brasiliani, ma penso soprattuto che vada sottolineata la riduzione drastica della povertà in Venezuela durante la presidenza Chavez piu che comparare due paesi molto diversi anche in termini di popolazione: 28 milioni contro 200!

  2. Io vi consiglio di leggere anche questi numeri …

    http://archeo-finanza.blogspot.it/2013/03/cosa-resta-ben-poco.html

  3. E’ sicuramente un leader molto amato dal popolo e lo dimostrano i continui successi elettorali ottenuti democraticamente (ricordo inoltre che in venezuela esiste la possibilità di mandare a casa il presidente a metà mandato tramite referendum).

    Lascio il link del mio sito di sondaggi:
    http://www.sondaggipoliticiserenissimi.blogspot.it/
    votate in massa! ;-)

  4. Se si prende una serie storica come l’evoluzione del PIL pro capite. la si deve paragonare a una serie storica di un altro paese per vedere il differenziale della crescita, coma gia evidenziato da Gabriel. Per esempio, paragonare il Venezuela ad altri paesi come la Bolivia, il Cile o la Colombia sarebbe stato opportuno e rilevante.

    Inoltre e un esercizio idiotico paragonare i tassi di interesse di paesi emergenti a quelli Italiani. Primo per le diverse dinamiche e fasi di sviluppo dei sistemi finanziari. Secondo e piu importante non considerando i vari tassi di inflazione! Un tasso di interesse al 17% in Argentina e meno del tasso di inflazione (secondo stime di centri di ricerca indipendenti ~25%) e infatti le banche non vogliono prestare un bel niente e il gov’t che deve costringerle!

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