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Sanremo 2026: Amadeus batte Carlo Conti, soprattutto tra i giovani

Un sondaggio Youtrend rivela che il 38% degli italiani preferisce ancora Amadeus (contro il 23% per Carlo Conti), mentre quasi la metà non seguirà il festival. Le polemiche politiche restano il difetto principale della kermesse.

Alla vigilia del Festival di Sanremo 2026, Youtrend ha realizzato un sondaggio sull’interesse degli italiani per la kermesse più amata d’Italia. Il 47% degli italiani prevede di seguire almeno alcune serate (tra cui un 17% di fedelissimi che seguiranno tutte le serate), mentre il 43% sceglie di non guardarlo.

 

Il conduttore preferito dai giovani rimane Amadeus

Tra chi ha una preferenza, il verdetto è netto: Amadeus è il conduttore preferito dagli italiani con il 38% dei consensi, contro il 23% di Carlo Conti. Il divario si allarga in modo marcato tra le fasce d’età più giovani: nella fascia 18-34 anni, Amadeus raccoglie il 56% delle preferenze contro appena il 18% di Carlo Conti, un vantaggio di 38 punti percentuali. Il gap si riduce progressivamente con l’età, fino a quasi annullarsi tra i 55 anni e oltre (34% vs 26%).

La preferenza per Amadeus è trasversale, ma se dal punto di vista delle intenzioni di voto tra gli elettori del campo largo il vantaggio è netto (50% vs 13%), gli elettori di centrodestra mostrano una distribuzione più equilibrata (32% Amadeus vs 36% Carlo Conti).

 

Pensando al festival di Sanremo, tu preferisci l’attuale conduttore e direttore artistico, Carlo Conti, o il precedente conduttore e direttore artistico, Amadeus?
  Totale  
Preferisco Amadeus 38%  
Preferisco Carlo Conti 23%  
Non so 39%  

 

Preferenza conduttore per sottogruppi (selezione)
  Amadeus Carlo Conti Non so
18-34 anni 56% 18% 26%
35-54 anni 35% 23% 42%
55+ anni 34% 26% 40%
Elettori campo largo 50% 13% 37%
Elettori centrodestra 32% 36% 32%

 

Sanremo tra tradizione e disaffezione: quasi metà degli italiani non lo guarderà

Guardando all’intenzione di vedere il festival quest’anno, emerge una netta spaccatura. Il 43% degli intervistati non seguirà la kermesse, con un’incidenza più elevata tra i pensionati (58%), i 55enni e oltre (54%) e chi risiede al Nord (53%). Al contrario, il Sud mostra la quota più alta di spettatori fedeli: il 25% ha dichiarato che seguirà tutte le serate, contro il 13% al Nord. I più propensi a guardare almeno alcune serate sono i giovani tra 18 e 34 anni (58%) e la fascia 35-54 anni (47%).

 

Fra qualche giorno comincerà il festival di Sanremo di quest’anno. Tu quest’anno seguirai il festival di Sanremo?
Risposta Totale
Sì, seguirò tutte le serate 17%
Sì, seguirò alcune serate 30%
No, non lo seguirò 43%
Non so 10%

 

Il dato generazionale è particolarmente significativo: chi ha tra 35 e 49 anni è più incline a seguire il festival, con il 65% che prevede di guardare almeno alcune serate — la quota più alta in assoluto tra le fasce d’età rilevate.

 

Un’abitudine consolidata: 1 italiano su 3 lo guarda ogni anno

Sul piano delle abitudini di visione, il 34% degli italiani dichiara di guardare Sanremo tutti gli anni. Solo il 9% sarà un “nuovo spettatore” quest’anno (di solito non lo guarda ma quest’anno lo guarderà), mentre il 5% si asterrà pur essendo un abituale spettatore. Il 41% non lo guarda mai.

 

Il dato più interessante riguarda i flussi di entrata e uscita. Tra i giovani nella fascia 18-34 anni si registra il picco di “nuovi convertiti”: il 17% dichiara che di solito non segue il festival ma quest’anno lo guarderà, quasi il doppio della media nazionale (9%) e tre volte il dato della fascia 35-54 anni (5%). Questo segnale si ritrova anche tra i laureati (15%) e nel Centro Italia (12%). I giovani sono quindi il segmento che porta più pubblico nuovo a questa edizione.

Sul versante delle uscite, il tasso di abbandono degli spettatori abituali è contenuto (5% in media), ma con alcune specificità: tra gli elettori del campo largo l’abbandono (10%) è il doppio della media.

 

E in generale, anche pensando agli anni scorsi, tu quanto segui il festival di Sanremo?
Risposta Totale
Lo guardo tutti gli anni 34%
Di solito lo guardo, ma quest’anno non lo guarderò 5%
Di solito non lo guardo, ma quest’anno lo guarderò 9%
Non lo guardo mai 41%
Non so 11%

 

I pregi: Sanremo unisce l’Italia, ma la musica divide

Alla domanda sui pregi del festival (con possibilità di scegliere fino a due opzioni), la “capacità di unire l’Italia” emerge come primo valore associato alla manifestazione (19%), seguita dalla presenza dei cantanti (17%) e dal clima nazionalpopolare (16%). Staccata la qualità della musica (15%) e la centralità mediatica (12%). Quasi un terzo del campione (35%) non sa indicare pregi specifici.

Secondo te, quali sono i pregi principali del Festival di Sanremo? (fino a due opzioni)
Risposta Totale
Capacità di unire l’Italia 19%
Cantanti presenti 17%
Clima nazionalpopolare 16%
Qualità della musica 15%
Centralità mediatica 12%
Generi musicali presenti 11%
Presenza di ospiti prestigiosi 11%
Polemiche politiche collegate 3%
Sistema di voto articolato 3%
Durata delle serate 2%
Non so 35%

 

I difetti: le polemiche politiche pesano più della durata

Sul fronte dei difetti (fino a due opzioni), il primato va alle polemiche politiche collegate al festival (30%), a testimonianza di quanto la dimensione extramusicale risulti divisiva. Seguono la durata delle serate (28%), la qualità della musica (19%) e il sistema di voto articolato (17%). Interessante notare come la centralità mediatica appaia sia tra i pregi che tra i difetti, a seconda del punto di osservazione. Un quinto degli intervistati (22%) non indica difetti specifici.

Secondo te, quali sono i difetti principali del Festival di Sanremo? (fino a due opzioni)
Risposta Totale
Polemiche politiche collegate 30%
Durata delle serate 28%
Qualità della musica 19%
Sistema di voto articolato 17%
Centralità mediatica 10%
Cantanti presenti 8%
Generi musicali presenti 7%
Clima nazionalpopolare 6%
Presenza di ospiti prestigiosi 3%
Capacità di unire l’Italia 1%
Non so 22%

 

Nota Metodologica

Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 16 e il 18 febbraio su un campione di 813 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del +/-3,4% con un intervallo di confidenza del 95%.

Redazione

La redazione di YouTrend

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