Risultati referendum 2025: affluenza, Sì/No, quorum

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Ruben

(Torino, 1994) Laureato in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all’Università di Pavia, ha lavorato nel campo della comunicazione digitale e dei social media con aziende, agenzie creative, pubbliche amministrazioni, media e all’interno di diverse campagne elettorali. Ha fatto parte della squadra di Tv Talk (Rai 3). Ora si occupa delle strategie digitali di Youtrend.

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Aggiornamento in tempo reale: affluenza nazionale e risultato finale dei cinque quesiti referendari di giugno 2025.

Nessuno dei cinque referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza ha raggiunto il quorum. L’affluenza definitiva si è fermata al 30,6%, ben lontana dalla soglia del 50%+1 degli aventi diritto necessaria per rendere valido il voto.

I cinque quesiti — che riguardavano tutele crescenti, licenziamenti nelle piccole imprese, contratti a termine, infortuni sul lavoro e cittadinanza — hanno tutti ottenuto lo stesso livello di partecipazione, segno di una dinamica di affluenza piuttosto uniforme.

La geografia dell’astensione

La provincia con l’affluenza più alta è Firenze (46,0%), seguita da Torino (39,3%), Milano (35,4%), Roma (34,0%) e Napoli (31,8%). In nessuna di queste, però, si è raggiunto il quorum. La provincia con l’affluenza più bassa Bolzano, dove ha votato appena il 15,9% degli elettori.

Nella mappa delle affluenze, il Nord appare generalmente più partecipativo del Sud, ma senza significative eccezioni in grado di ribaltare il dato nazionale.

Un altro quorum mancato

Con questa tornata si arriva a 10 referendum abrogativi su 19 nella storia repubblicana in cui non si è raggiunto il quorum. L’ultima volta in cui fu superato era il 2011, quando si votò su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento. Il trend discendente dell’affluenza ai referendum abrogativi prosegue dunque senza interruzioni.

Partecipazione: le donne più presenti degli uomini

Un dato interessante emerge dal confronto per genere: quasi ovunque in Italia hanno votato più le donne degli uomini, un’inversione rispetto alle europee del 2024, quando l’affluenza maschile era stata prevalente in 91 province su 106. Solo in una provincia — Taranto — gli uomini hanno superato le donne in termini percentuali. Il massimo divario a favore delle donne si è registrato a Nuoro, con un +6,9 punti.


🔍 Tutti i dati sono elaborati da YouTrend su base Ministero dell’Interno. Le percentuali non includono ancora il voto degli italiani all’estero.

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