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USA: verso una doppia vittoria dei Democratici nei ballottaggi in Georgia

Dopo uno scrutinio durato tutta la notte si profila una vittoria sul filo di lana sia per Warnock che per Ossoff

Al termine di una lunga notte elettorale, i Democratici sembrano vicinissimi a riguadagnare il controllo del Senato, vincendo entrambi i ballottaggi nello stato della Georgia. I due ballottaggi (runoff) si erano resi necessari perché primo turno, che si è svolto insieme alle presidenziali, nessun candidato aveva superato il 50% dei voti. Nella special election, che assegna un seggio fino al 2023, Raphael Warnock ha sconfitto la candidata uscente Kelly Loeffler con un margine dell’1,2%, mentre Jon Ossoff (la cui vittoria non è stata però ancora “chiamata”) avrebbe superato il Senatore David Perdue di appena lo 0,3%, assicurandosi un posto in Senato fino al 2027.

I Democratici non vincevano un’elezione per il Senato in Georgia dal 2000. Con questi risultati, attualmente Democratici e Repubblicani contano entrambi 50 senatori, ma in caso di parità il voto decisivo tocca alla vicepresidente, ovvero alla democratica Kamala Harris. I Democratici riconquistano così il controllo del Senato, dopo averlo perso nelle elezioni del 2014.

(La distribuzione dei voti nella sfida Ossoff-Perdue. Fonte: The New York Times)

Nel primo turno il repubblicano Perdue aveva superato Ossoff di meno di due punti, fermandosi al 49,7%, quindi vicinissimo alla soglia necessaria per vincere senza dover ricorrere al ballottaggio. Nell’elezione speciale (resa necessaria delle dimissioni di Johnny Isakson alla fine del 2019) il democratico Warnock era risultato il primo candidato con il 33% dei voti, superando di 7 punti Loeffler, ma occorre considerare che sulla scheda c’erano più candidati per ogni partito (il terzo, il Repubblicano Collins, aveva ottenuto il 20%).

 

Suburbs e afroamericani premiano i Democratici

Come a novembre, i Democratici hanno costruito la loro vittoria nella capitale Atlanta e nelle contee urbane e suburbane, mentre i Repubblicani hanno trionfato nelle meno popolose contee rurali. Una distribuzione del voto mostrata molto chiaramente dalle mappe del Washington Post.

(Il margine di Warnock (D) e Loeffler (R) nelle contee urbane, suburbane e rurali, a scritinio in corso. Le mappe della sfida Ossoff-Perdue sono simili. Fonte: Washington Post)

Già nelle elezioni presidenziali i suburbs erano stati decisivi nella storica vittoria di Joe Biden (la prima per un candidato presidente Democratico in Georgia dal 1992). Qui infatti il presidente eletto aveva ottenuto risultati molto migliori rispetto a quanto fatto da Hillary Clinton nel 2016.

Anche stanotte, i suburbs sono stati importanti per ribaltare l’esito della sfida. Come vediamo nella mappa sottostante, nelle contee attorno ad Atlanta Ossoff è riuscito a guadagnare diversi voti rispetto a novembre. Il candidato democratico ha migliorato il suo risultato del 5% circa a Douglas e Clayton, ma soprattutto in contee estremamente popolose come Gwinnett (+3,6%), Cobb (+1%) e DeKalb (+1,5%), che insieme raccolgono quasi 2,5 milioni di abitanti (la popolazione totale della Georgia è di 10,6 milioni).

(Lo spostamento di voti rispetto al primo turno nella sfida Ossoff-Perdue. Fonte: The New York Times)

Un’altra area in cui si nota un netto spostamento di voti verso Ossoff è il sud-ovest, dove in alcune contee il candidato democratico ha guadagnato oltre il 5% (addirittura oltre il 7% a Stewart) e a ovest della città di Augusta. Un dato interessante perché, insieme all’area di Atlanta e dei suoi suburbs, queste aree in molti casi sono quelle dove vive una maggiore percentuale di afroamericani, la cui mobilitazione – anticipata anche dall’analisi dell’early vote – sarebbe stata quindi importante per ribaltare la sfida, soprattutto se si considera che gli afroamericani costituiscono il 30% circa dell’elettorato della Georgia.

Dobbiamo però ricordare che le contee del sud-ovest e nei dintorni di Augusta hanno spesso una popolazione molto ridotta (anche pochissime migliaia di persone), quindi i dati di queste zone difficilmente possono essere considerati decisivi, per quanto utili a confermare l’importanza del voto afroamericano in questa tornata elettorale.

(Confrontando questo grafico con quello sopra si nota una sovrapposizione fra le aree dove i candidati democratici hanno migliorato i propri risultati e quelle con una maggiore popolazione afroamericana)

 

Il voto anticipato e l’andamento dello scrutinio

Come a novembre, anche questi due testa a testa sono stati caratterizzati dal peso del voto anticipato. Alla vigilia dell’election day, oltre tre milioni di elettori avevano già fatto la loro scelta, circa il 78% dei voti anticipati espressi per il primo turno, che però si teneva insieme alle presidenziali. Come due mesi fa, il voto anticipato ha premiato molto i candidati democratici, che sono andati anche leggermente al di là delle aspettative della vigilia.

I Repubblicani hanno ottenuto risultati migliori (anche qui, come previsto) nel voto in presenza espresso il 5 gennaio, ma sono comunque andati leggermente sotto le aspettative, non riuscendo a ricucire il divario. Durante la notte il ritardo nella comunicazione dei risultati della contea di DeKalb, che vale il 10% circa della città di Atlanta, ha permesso ai candidati Repubblicani di condurre il testa a testa. Con l’arrivo dei voti di DeKalb, a larghissima maggioranza per i candidati democratici, Warnock e Ossoff hanno ricucito il divario. Poco dopo le cinque del mattino Warnock è passato in vantaggio, mentre Ossoff è arrivato ad avere poche migliaia di voti in meno di Perdue per poi superarlo dopo le 7:30 italiane. Alle 8 del mattino l’Associated Press, la CNN e altre fonti giornalistiche hanno chiamato la vittoria di Warnock.

(Le previsioni del New York Times e la loro evoluzione durante la notte. Date le 6 ore di fuso orario, le 9 di sera indicate nei grafici corrispondono alle 3 del mattino italiane)

In generale laffluenza è stata molto alta per essere un ballottaggio, con un calo inferiore al 15% rispetto a novembre, quando però si votava anche per il Presidente. Anche la distribuzione dell’affluenza è stata un fattore determinante. Come mostrato da FiveThirtyEight, le contee dove i Repubblicani avevano vinto a novembre hanno visto un calo di affluenza più pronunciato rispetto a quelle dove avevano vinto i Democratici.

 

Sondaggi

Da ultimo, non possiamo non osservare come i risultati che si vanno profilando confermano quanto indicato dai sondaggi nei giorni precedenti al voto. La media di FiveThirtyEight stimava che i candidati democratici Warnock e Ossoff fossero entrambi in vantaggio, rispettivamente del 2,1% e dell’1,8%. Anche prima dello scrutinio dunque ci si aspettava una sfida apertissima e incerta fino all’ultimo, esattamente il tipo di competizione in cui uno scostamento di pochi decimali nei sondaggi può risultare fuorviante. In questo caso, le rilevazioni demoscopiche sembrano però aver correttamente fotografato il risultato finale con un margine davvero ridotto (quasi certamente, a scrutinio ultimato, inferiore ai due punti).

 

 

 

 

Francesco Cianfanelli

Collaboro con YouTrend dal 2018 e con Agenzia Quorum dal 2019, occupandomi di strategia, messaggio e social media per soggetti politici e candidati. Nel tempo libero amo la corsa, la bicicletta, i podcast e altre attività da asociali.

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