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USA 2020: le tendenze nel voto in base al tipo di contea

Grazie all’American Community Project possiamo analizzare i trend elettorali in base alle caratteristiche delle contee.

L’American Communities Project ha raggruppato tutte le contee degli Stati Uniti in 15 categorie, ognuna delle quali caratterizzata da una peculiarità: attraverso i dati di questi gruppi di contee, dunque, è possibile tracciare un’analisi delle ultime elezioni presidenziali e fare un confronto col 2016.

Nella tabella sono mostrate le percentuali di voto delle presidenziali del 2016 e del 2020 – oltre che lo shift tra le due elezioni – in ognuno di questi 15 gruppi di contee.

Lo shift rispetto al 2016 è andato in direzione di Biden in quelle contee che comprendono cittadine universitarie (+4,8 punti), ma anche e soprattutto nelle aree extraurbane (+5,9) e nelle contee che ospitano grandi basi militari (+5,4). Uno shift verso i Dem si è anche registrato – seppur al di sotto dei tre punti – nelle aree suburbane, che come avevamo visto in un altro articolo si sono rivelate decisive per la vittoria di Biden, ma anche nell’America interna rurale (+0,3) e nelle contee con una larga fetta di popolazione anziana (+1,7).

Il presidente uscente, al contrario, è cresciuto rispetto al 2016 soprattutto nelle contee con una maggioranza di ispanici e di mormoni (+3,7 punti). Trump ha però recuperato consensi anche nelle grandi città (+1,9 punti) e nelle aree rurali segnate da un netto invecchiamento demografico (+1,6), oltre che in minor misura nelle contee della working class (+0,7), degli evangelici (+0,7) e degli afro-americani al sud (+0,4).

Proviamo ora a focalizzarci sui gruppi di contee dove lo shift è stato superiore ai 2 punti.

 

Exurbs e suburbs

La contee extrurbane sono relativamente benestanti, con un reddito familiare medio di circa 65.500 dollari. Donald Trump vinse queste contee nel 2016 con un vantaggio di 17,5 punti percentuali, mentre quest’anno lo scarto si è ridotto a 11,6 punti: Biden ha dunque recuperato parecchio terreno, anzi questo è il gruppo di contee che – stando ai dati provvisori – registrerebbe il maggior shift verso i Dem rispetto a 4 anni fa.

Per quanto riguarda invece le contee suburbane, l’ACP le divide in due tipi: urban suburbs e middle suburbs. Negli urban suburbs, situati a ridosso delle grandi metropoli, vivono gli americani più ricchi e più istruiti di tutte le 15 tipologie di contee considerate: il reddito familiare medio è di circa 67.800 dollari e il 37,2% degli adulti possiede una laurea. Tuttavia, queste comunità hanno anche conosciuto la diversificazione razziale delle grandi metropoli adiacenti, e stanno vedendo crescere i tassi di povertà. Hanno votato Dem in tutte le elezioni presidenziali dal 2000 a oggi, e quest’anno Biden è riuscito ad aumentare il distacco su Trump rispetto al 2016 (da 18,7 a 21,5 punti).

middle suburbs si trovano invece in larga parte nella Rust Belt e ospitano oltre 16 milioni di abitanti. Le persone che vivono in queste contee sembrano avere un accesso migliore all’assistenza sanitaria, con solo il 7% della popolazione che risulta privo di assicurazione contro la media nazionale dell’11%. Inoltre, sono aree con bassi tassi di criminalità in confronto al resto del Paese. Queste contee, decisive per la vittoria di Trump nel 2016, sono rimaste al GOP, anche se il vantaggio sui democratici si è assottigliato rispetto a 4 anni fa (da 13,4 a 11,2 punti).

 

Biden cresce in military posts e college towns

Le college towns sono contee in cui la presenza di campus universitari implica un’alta percentuale di elettori giovani (l’8% ha tra i 18 e i 21 anni) e, di conseguenza, con redditi più bassi rispetto alla media nazionale, dal momento che la gran parte degli studenti residenti in queste contee non lavora ancora. Hillary Clinton ha vinto in queste contee con un margine di 3,4 punti nel 2016, e quest’anno Joe Biden è riuscito ad ampliare il consenso per i Dem staccando Trump di 8,2 punti.

Peculiare il caso delle contee ascrivibili al gruppo chiamato military posts: la presenza di grandi basi militari, infatti, abbassa anche qui l’età media della popolazione (solo il 13% di chi ci vive ha almeno 62 anni). A differenza delle college towns, però, i legami con il settore della difesa nazionale danno a queste contee tendenze conservatrici: nel 2016, infatti, Donald Trump sconfisse Hillary Clinton con 17,3 punti di distacco qui. Nel 2020 Trump ha rivinto in queste contee, ma il vantaggio sui Dem si è ridotto a meno di 12 punti: questo testimonia il netto recupero che Biden è riuscito a ottenere in queste aree.

 

Trump cresce tra ispanici e mormoni

Avevamo già parlato del voto delle minoranze in un altro articolo, mostrando come un importante cambio di direzione nel voto sia stato registrato nelle contee ad alta concentrazione di latinos: negli hispanic centers, infatti, il presidente uscente ha ottenuto 2,2 punti percentuali in più dell’avversario democratico, ribaltando i risultati del 2016 che lo vedevano in lieve svantaggio – di 1,5 punti – rispetto a Hillary Clinton.

Molto significativi, in particolare, i dati nelle contee texane al confine col Messico: nella contea di Starr c’è stato lo shift verso i repubblicani più marcato di tutti gli Stati Uniti (+55 punti), e non è da meno la adiacente contea di Hidalgo, dove Biden si è fermato a 17 punti di vantaggio su Trump contro i 40 di Hillary Clinton. Il risultato di queste contee è indicativo dell’efficacia della campagna di Trump tra i giovani latinos, un segmento in forte crescita – il 30% della popolazione di queste contee ha meno di 18 anni – che potrebbe rappresentare una base elettorale importante per le future campagne elettorali repubblicane.

Infine, Trump si è rafforzato anche tra un elettorato già tradizionalmente fedele ai repubblicani: quello dei mormoni. L’ACP individua infatti un gruppo di contee chiamate LDS enclaves (“enclavi dei mormoni”): queste ultime si trovano in larga parte nello Utah, stato per cui Mitt Romney – mormone e candidato del GOP alle presidenziali del 2012 contro Obama – è senatore dal 2019. In queste contee il vantaggio del GOP è cresciuto di 3,7 punti rispetto a 4 anni fa, passando da 22,1 punti nel 2016 a 25,8 punti nel 2020.

Francesco Saverio Miliani

Studente di Economia e Finanza, prestato al giornalismo sin dai tempi del liceo. Inguaribile Liberale, portiere e speaker radiofonico nel tempo libero: il motivo? Sono le due cose più lontane dalla comfort zone.

Alessio Vernetti

Nato nel 1997, si è laureato in relazioni internazionali all'Università di Torino, ma ha studiato anche a Sciences Po Lille e ha frequentato il Summer Program della LUISS. Nel 2019 è entrato nel team Quorum ed è coordinatore contenuti di YouTrend.
La sua vita sociale diminuisce considerevolmente man mano che ci avviciniamo alle elezioni.

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