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USA: cosa pensano Dem e Repubblicani del Coronavirus

Nonostante la gravità della pandemia, negli USA l’appartenenza politica è un fattore cruciale nel determinare il comportamento dei cittadini rispetto alle misure di contenimento del Coronavirus.

Uno studio USA pubblicato a fine marzo dal Social Science Research Network e ripreso da Vox in questo articolo, dimostra come il comportamento degli americani rispetto alla pandemia di Coronavirus sia molto influenzato dall’appartenenza politica. Questo avviene perché le informazioni ricevute dalle due fazioni principali dell’elettorato americano differiscono radicalmente nella narrazione dell’emergenza e la disposizione dei cittadini ad applicare le misure di contenimento è plasmata di conseguenza. In questo giocherebbe un ruolo fondamentale una semplice relazione: più un individuo è preoccupato, più adotterà precauzioni atte a contenere il contagio.

Coronavirus USA

Così, da una parte ci sono i cosiddetti “mainstream media” (CNN, NBC, CBS, New York Times, ecc.), seguiti principalmente dall’elettorato democratico. Queste testate propongono un tipo di informazione, appunto, “mainstream”, simile a quella che vediamo sui principali canali di informazione italiani. Ad esempio, descrivono l’epidemia come molto pericolosa e invitano i cittadini a restare a casa e prendere le misure necessarie a contenerne la diffusione. Dall’altra parte c’è l’universo informativo di riferimento della destra americana, composto da una serie di programmi radiofonici (Hannity, Limbaugh) e giornali online (Breitbart), ma capeggiato dall’emittente televisiva più seguita degli Stati Uniti, Fox News.

La maggior parte dei programmi presenti nel palinsesto di quest’ultima hanno inizialmente sottovalutato l’emergenza Coronavirus, seguendo Donald Trump e paragonando il virus a una semplice influenza. Solo verso la metà di marzo, nel momento in cui lo stesso presidente ha ammesso la gravità della pandemia, si sono decisi a invertire la rotta. Tuttavia, il network non ha smesso di diffondere teorie del complotto e di mettere in discussione l’utilità delle misure di contenimento. Peraltro, Fox New ha anche deciso di pubblicizzare le pericolose manifestazioni a favore della riapertura del paese organizzate dall’estrema destra americana (come anche Trump in una serie di tweet).

Una serie di sondaggi condotti da Pew Research dimostrano che l’elettorato repubblicano ripone particolare fiducia in Fox News e nel presidente Trump; di conseguenza, i repubblicani sono più scettici nei confronti delle notizie diffuse dai mainstream media. E sebbene la maggioranza del corpo elettorale americano nel suo complesso sia a favore delle misure di contenimento previste dal governo e dalle amministrazioni locali, quasi tutte sono appoggiate in maniera più decisa dagli elettori democratici. L’unico provvedimento che fa eccezione, con i repubblicani più favorevoli, è quello che riguarda la restrizione dei viaggi verso gli Stati Uniti. I democratici, oltretutto, disapprovano l’operato del presidente Trump e sono decisamente più preoccupati per la salute del paese rispetto ai repubblicani.

Un elettorato polarizzato anche in tempi di crisi

Una divergenza di opinioni così evidente anche nel bel mezzo di un’emergenza nazionale (momento in cui, come abbiamo spiegato in questo articolo, il senso di unità nazionale dovrebbe crescere) è dovuta principalmente al fatto che l’opinione pubblica americana è ormai da anni profondamente spaccata. Le cosiddette “echo chamber”, le casse di risonanza favorite dai mezzi di comunicazione, non fanno altro che rafforzare le differenze. Il politologo americano Brian Schaffner, tuttavia, intervistato da Vox fa notare che con l’aggravarsi dell’emergenza la consapevolezza generale dovrebbe uniformarsi. Di conseguenza, anche l’attitudine al rispetto delle misure di contenimento dovrebbe diventare più omogenea. Lo stesso auspicava nella seconda metà di marzo il New York Times, visto che il gap nella preoccupazione tra democratici e repubblicani sembrava andare chiudendosi.

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Fonte: Civiqs

Come dimostra il grafico qui sopra, però, ciò non è accaduto. Ad oggi, l’87% dei democratici è “molto” o “moderatamente” preoccupato per la diffusione del Coronavirus. Si tratta della stessa percentuale registrata nell’ultima settimana di marzo, un dato quindi piuttosto stabile da un mese a questa parte. Il livello di preoccupazione dei repubblicani, invece, registra un andamento molto più altalenante. Alla fine di marzo, quando Vox e il New York Times notavano come il gap si stesse chiudendo, i repubblicani “molto preoccupati” avevano superato i “per nulla preoccupati”; tuttavia, verso metà aprile la preoccupazione è tornata a calare e la tendenza si è invertita.

Attualmente, più della metà dell’elettorato repubblicano (il 61%) è poco o per nulla preoccupato per la diffusione del Coronavirus. Un dato piuttosto preoccupante causato molto probabilmente dalla copertura irresponsabile dei media di destra e dalle stesse affermazioni del presidente Trump. Questo mostra come l’appartenenza politica sia più forte del virus, anche nel momento in cui gli Stati Uniti attraversano una delle più grandi crisi della loro storia e i contagi superano quota un milione.

Gianluca De Feo

Trentino, grande appassionato di politica americana ed europea. Vive in Italia ma studia politica e storia del Nord America alla Freie Universität Berlin.

3 commenti

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  • “Un dato piuttosto preoccupante causato molto probabilmente dalla copertura irresponsabile dei media di destra e dalle stesse affermazioni del presidente Trump.”.
    Preoccupante per chi, scusi? Per lei forse. In sostanza, chi non la pensa come vuole il “pensiero unico” dei mainstream media illuminati dem politically correct, è un irresponsabile.
    I repubblicani sono delle scimmie, Trump è il capo gorilla, Fox sono delle bestie, invece tutti gli altri sono intelligenti, informati, preparati, responsabili.
    Un’analisi veramente profonda e non schierata, complimenti.
    Facciamo una scommessa? Vincerà ancora Trump le presidenziali, fatevene una ragione: forse perchè gli americani sono meno scimmie di quello che pensate, meno “addomesticati” e “docili pecore” rispetto a come li vorrebbero ridurre i mainstream media, vanno ancora in piazza a difendere la loro libertà personale. Chapeau a questi “irresponsabili”.

    • Ecco il tipico commento del qualunquista di destra, la solita carrellata di frasi fatte create dai nuovi mainstream social (il pensiero unico, il politically correct ecc. ecc.) e ripetute a pappagallo.
      La propaganda qualunquista e vittimista di certa gente incomincia veramente a stufare. Sempre a piagnucolare di essere vittime di chissà quali complotti. Paranoia a go-go.
      Ma è probabilmente l’obiettivo che l’estrema destra in qualsiasi Paese cerca di ottenere. Non più persone raziocinanti ma una serie di soldati pronti ad ubbidire ciecamente alle nuove verità calate dall’alto dai nuovi guru dei social.

    • Poi, un’altra cosa che mi fa imbestialire di questa gente è che non risponde mai nel merito delle questioni.
      Negli Stati Uniti la risposta al coronavirus da parte dei Democratici (giusta o sbagliata che sia) è sempre stata la stessa, sono stati coerenti. Trump e suoi adepti hanno oscillato paurosamente passando dal “è una bufala” a “è solo un’influenza” a “aiuto!!! è una pandemia” per ribaltarsi di nuovo nell’ultimo periodo e chiedere a gran voce la riapertura del Paese.
      Ma come si fa?!?!?!? Ma è serio questo modo di fare?

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