La lezione francese: i partiti “anti-sistema” si bloccano al 2° turno

Immagine di Redazione

Redazione

Condividi:

Domenica sera, all’arrivo dei risultati del secondo turno delle elezioni regionali, a Parigi qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo. La temuta affermazione del Front National di Marine Le Pen non si è palesata. I risultati raccontano una vittoria di misura del centrodestra di Sarkozy, prevalso in 7 amministrazioni, con la sinistra, unita intorno al Ps, capace di confermarsi in 5.

Marine Le Pen può, tuttavia, consolarsi: il Front National ottiene il massimo storico, con 6,8 milioni di consensi, e cresce di 800 mila voti fra primo e secondo turno. È una vittoria dell’establishment, come conferma il fenomeno del doppio incarico: 8 governatori su 13, infatti, lo saranno “a metà”, perché già eletti altrove come sindaci o deputati.

Schermata 2016-03-16 alle 15.10.06

La destra domina tra i meno abbienti

Dati alla mano, quali sono stati i tratti più significativi di questa tornata elettorale? Quali le lezioni da trarre per i partiti del nostro Paese? A livello sociale, il Front National ha raccolto il sostegno delle classi popolari francesi: su 100 operai andati alle urne domenica, secondo OpinionWay, 54 hanno votato il partito di Marine Le Pen e solo 20 la sinistra di Hollande. Tendenza confermata dai dati sul reddito: gli elettori meno abbienti hanno premiato il Fn, mentre il consenso della sinistra è concentrato sulle fasce medio-alte.

Un tratto simile alla situazione italiana, come fotografato dal Cise, secondo cui tra gli operai il Movimento 5 Stelle è la prima forza con il 46% e la Lega brilla con il 20%. L’esempio francese dimostra, tuttavia, che sfondare nelle classi popolari non basta per ottenere il 50% più uno se si è percepiti come troppo radicali e divisivi dall’elettorato mediano. E se in Italia Renzi cerca di costruire il “partito della Nazione” pigliatutto, in Francia sembra che i Républicain di Sarkozy siano quelli che ci sono andati più vicini, mantenendo il 95% dei consensi del primo turno (dati OpinionWay) e prevalendo così sull’ondata lepenista, incapace di allargare il proprio bacino di riferimento fra i due turni.

La prima lezione per i partiti italiani pare proprio questa: il ballottaggio per le “forze antisistema” è carico di rischi. Nelle regioni Nord e Provence-Alpes-Côte d’Azur al secondo turno di domenica erano presenti sulla scheda elettorale solo i candidati del centrodestra e del Front National.

Stesso schema con l’Italicum

Uno schema analogo a quello che potrebbe presentarsi con l’Italicum in caso di duello Pd-M5S o Pd-Lega. E il tratto fondamentale emerso dalla sconfitta delle due Le Pen è che per i partiti di protesta è arduo riuscire a raccogliere la maggioranza assoluta dei voti. Da un lato, infatti, sono movimenti che possono trarre vantaggio dalla connotazione radicale e dai toni netti su questioni come l’immigrazione o l’opposizione al governo (motivazioni di voto rispettivamente per il 77% e il 63% degli elettori Fn, secondo OpinionWay), capitalizzando il consenso di settori della popolazione delusi dalla politica e colpiti dalla crisi.

Al centro c’è una barriera

D’altra parte – e questo al di là delle differenze ideologiche, può valere anche per Movimento 5 Stelle e Lega in Italia – questa connotazione di partiti “esterni” allo schema destra-sinistra li espone a due rischi paralleli. Primo, la stigmatizzazione da parte delle forze moderate e di governo, esemplificato dal fronte repubblicano (il barrage) teso ad evitare un’affermazione del Front National (secondo OpinionWay, per il 50% dei francesi l’approvo al governo regionale del Fn sarebbe infatti stato un evento negativo). Un dinamica che ad alcuni avrà ricordato toni e framing della campagna renziana contro i 5Stelle alle Europee 2014.

Indecisi e sfiduciati

Secondo aspetto, non meno importante, la concorrenza dell’astensionismo, che in Francia come in Italia assorbe molto del voto di protesta. Si è trattato comunque – è bene ricordarlo! – di elezioni regionali, e non nazionali, svoltesi in un altro Paese. Il Front National, poi, è sì un movimento “antisistema” e di protesta, ma è storicamente percepito, in Francia, ai limiti del dibattito democratico. Un elemento che lo distingue nettamente dalle forze politiche italiana con cui talvolta sono istituiti paragoni e parallelismi, come il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. Un’ultima indicazione di cautela: ben il 43% degli elettori francesi ha dichiarato di aver deciso chi sostenere soltanto pochi giorni prima del secondo turno. Testimonianza che l’elettorato è fluido e che ogni ballottaggio, in Italia come in Francia, è davvero una partita a sé.


Articolo pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 1 dicembre a cura di Matteo Cavallaro e Lorenzo Pregliasco

Articoli collegati

NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni

NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni

Alla vigilia del Festival di Sanremo 2026, Youtrend ha realizzato un sondaggio sull’interesse

Alla vigilia del Festival di Sanremo 2026, Youtrend ha realizzato un sondaggio sull’interesse

Studi all’università e vuoi collaborare con noi? Apriamo due posizioni di tirocinio curricolare:

Studi all’università e vuoi collaborare con noi? Apriamo due posizioni di tirocinio curricolare: