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Trump the Grump

Oltreoceano l’uomo del momento è Donald J. Trump. Businessman miliardario in corsa per la nomination a Presidente degli Stati Uniti per il partito repubblicano, Trump è nel vivo della sua campagna elettorale, che lo ha portato a Raleigh, North Carolina per il suo ultimo evento, il ‘rally’ o manifestazione dello stato.

La Carolina del Nord è storicamente uno stato conservatore, e per questo motivo le aspettative da parte dello staff del candidato erano particolarmente elevate. Le differenze con gli eventi elettorali nostrani sono marcate, e la più sensazionale è senza ombra di dubbio la portata mediatica, unita alla folla. L’evento, tenutosi nella serata del 4 dicembre, ha preso luogo in uno stadio di pallacanestro dalla capienza di ben 7500 persone. La fila per accedere allo stadio, a più di un’ora dall’inizio dell’evento, è chilometrica. Le misure di sicurezza sono elevate, con body scanner ad ogni entrata. Il primo impatto, appena entrati nell’arena, è la quantità di persone. I posti sugli spalti sono tutti occupati, e il campo di gioco, nel quale è posizionato il palco dal quale il candidato parlerà, si sta anch’esso riempiendo velocemente.

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Lo Dorton Arena di Raleigh, North Carolina

Tra le grida e gli applausi delle persone presenti, alle 19.30 americane, lo speaker annuncia l’entrata del ‘prossimo presidente degli Stati Uniti d’America’. Ed ecco che appare Donald Trump, esaltato da una folla che sventola bandiere americane e cartelli con diverse scritte di incoraggiamento.

La prima parte del suo discorso è incentrata sui risultati personali raggiunti nei più recenti sondaggi, che lo vedono come frontrunner già da Luglio 2015. Cita il più recente sondaggio CNN, organizzazione mediatica ritenuta liberale dai Repubblicani e pertanto di parte, nel quale starebbe vincendo in un’ipotetica simulazione elettorale generale contro la candidata favorita dai democratici, l’ex segretario di stato Hillary Clinton. Ad onor del vero, il discorso non presenta fonti nè dati sensibili, e ad un fact-checking successivo i dati riportati risultano parziali e mal interpretati. Infatti i numeri riportati non sono esattamente corretti, ma arrotondati per eccesso anche di diversi punti percentuali. Inoltre il sondaggio della CNN menzionato non prevedeva i cosiddetti matchups, ovvero i vari scenari che vedono i differenti candidati contrapposti per partito.  Il sondaggio invece al quale Trump avrebbe fatto riferimento potrebbe essere quello condotto dalla Fox, emittente televisiva ritenuta conservatrice, che vede il repubblicano vincere contro la Clinton in un’ipotetica corsa elettorale per la casa bianca. D’altro canto, la distanza tra i due favoriti (Trump vs. Clinton) è inferiore al margine d’errore e quindi quasi priva di significato. Ma questo non importa alla folla esaltata, a cui poco sembrano interessare i dati.

Dopodichè, sembre riferendosi ai sondaggi, menziona gli altri candidati, spendendo diverse parole (non troppo amichevoli) contro Bush, candidato dell’establishment, che a dire di Trump spende troppi soldi per la sua campagna elettorale. Ci tiene inoltre a precisare che i soldi per la sua campagna arrivano totalmente dai suoi fondi personali. ‘Quando sei primo nei sondaggi, tutti vengono a bussare alla tua porta per offrirti uno, tre o cinque milioni… Io non li voglio, ne ho guadagnati tanti nella mia vita’. A queste parole, un paio di protestatori (protesters) prendono coraggio e gridano slogan contro Trump, tra le urla della folla che tenta di zittirli.

Crowd

Episodi di questo calibro si ripeteranno per tutta la durata del discorso di Trump, interrotto dieci volte nell’arco di un’ora. La polizia scorta all’esterno dell’arena più di dodici contestatori, rendendo l’evento il più animato dall’inizio della campagna. Dopo il primo episodio, a non più di quindici minuti dall’inizio del discorso, il businessman lancia la sua invettiva contro i media americani, espediente topico negli ultimi mesi. ‘Sapete cosa è un peccato? Che grazie a quest’ unica persona…e i media sono disonesti che non potete neanche immaginare. Questi media creeranno titoli di giornale: Trump e i contestatori. Non possono neanche usare il plurale[…]’. Come sopra menzionato, l’episodio non sarà singolo, ed effetivamente (a ragione) diversi giornali all’indomani titoleranno ‘I contestatori continuano ad arrivare’.

Il comizio procede, e prima di passare il microfono al pubblico per le domande di rito, Trump sfiora diversi punti di politica estera ed interna, concentrando il suo discorso prevalentemente sul terrorismo ed il contestato confine con il Messico. Uno dei cavalli di battaglia del miliardario riguarda la recente strage avvenuta a Parigi, nel quale sostiene che se i parigini avessero avuto delle armi ‘le vittime sarebbero stati i cattivi’. Il pubblico scoppia in urla di approvazione. Un’altra tra le frasi che catturano gli applausi generali è la proposta di costruire un muro di contenimento sul confine tra Messico e Stati Uniti (lungo più di 3000 chilometri).Se diventerò presidente…giuro che costruirò quel muro, e farò pagare il Messico’. Parlando poi della capacità militare degli States Trump afferma: ‘Sono il più grande fan delle forze militari, costruirò un’armata talmente grande che nessuno creerà problemi con noi‘. La folla è in delirio.

Successivamente il micofono passa di mano in mano tra i presenti, fino a raggiungere una ragazzina che dice di avere dodici anni. Alla sua domanda riguardo a cosa direbbe avendo di fronte l’attuale presidente Obama, Trump strappa le risate del pubblico con un Sei licenziato’. Nel frattempo i contestatori si moltiplicano, e la situazione diventa incandescente quando spintoni e schiaffi iniziano a volare. All’ennesimo episodio (il decimo, ndr) Trump decide di interrompere il comizio, salutando la folla e dirigendosi verso i camerini, dopo meno di un’ora.

Trump

Nonostante i pochi contenuti basati su dati certi e provati, e la mancanza di dialogo su future politiche per governare il paese, l’evento è senza dubbio piaciuto ai presenti, che lasciano lo stadio intonando cori che supportano il loro candidato. Uno tra i fili rossi di questa campagna elettorale, e specialmente del candidato repubblicano in questione, è proprio l’assenza della volontà di entrare nel merito delle questioni. Quasi tutti i suoi interventi riguardano il ‘futuro’ muro al confine messicano, l’incremento di spesa in campo militare e una forte avversione verso il libero mercato con la Cina. Quando nei recenti dibattiti nazionali fu richiamato per la sua evasività nel rispondere a precise domande poste dai giornalisti, più e più volte ha criticato i media, colpevoli di metterlo in cattiva luce nei confronti del pubblico e di non concedergli tempo sufficiente per argomentare.

Detto questo, il candidato continua a crescere nei sondaggi, rendendo la competizione sempre più interessante. Anche se girando per le città della costa orientale è difficile trovare sostenitori palesi del candidato, dopo aver visto la folla presente all’evento sono particolarmente impressionato. Sempre più gente è interessata al fenomeno Trump.

Alessandro Da Rold

Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, studia Diplomazia ed Affari Esteri all'Università Economica di Praga con specializzazione negli Stati Uniti. Nonostante la passione per la politica ed i sondaggi, il primo amore rimane la birra (rigorosamente ceca).

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