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Le primarie di Lecce: il giorno dopo

Le primarie di Lecce: il giorno dopo

7.810 votanti per un Comune che conta poco meno di 100.000 abitanti, non certo gli 11.900 del 2006, ma sicuramente un’alta affluenza per le primarie del centrosinistra a Lecce.

Loredana Capone, espressione del PD leccese, con 3.743 voti (pari al 48.2% dei voti validi) vince questa competizione interna, lasciando dietro di 533 voti (circa il 7%) il candidato di SeL, Carlo Salvemini. Sebbene risulti ultima, spetta l’onore delle armi alla candidata IdV, Sabrina Sansonetti, che è riuscita a strappare il 10.5% in appena 14 giorni di campagna elettorale.

Queste primarie hanno avuto una nascita difficile: fortemente volute da Carlo Salvemini e dalla base del centrosinistra, sono state per mesi osteggiate dal PD, che sino all’ultimo ha cercato un nome della c.d. società civile per allargare l’alleanza al centro, ma senza risultato. Non trovando un nome che potesse sventare tali consultazioni, il PD ha indetto le primarie schierandosi con Loredana Capone (democratica, ma di origini democristiane), già vicepresidente della Regione Puglia, dopo un corteggiamento non certo breve.

Carlo Salvemini è stato il candidato di rottura col passato, sotto la bandiera della politica nuova e trasparente, non politicante ma dialogante, ha da subito entusiasmato la base del centrosinistra leccese, che forte del risultato di Pisapia, Zedda e De Magistris alle scorse amministrative, ha  immaginato che anche Lecce avrebbe dovuto voltare pagina dopo 14 anni ininterrotti di centrodestra attraverso un candidato non espressione dei partiti. Successivamente, supportato da SeL e da civiche vicino a Vendola, ha potuto contare quasi unicamente sul voto d’opinione e su quello dei sostenitori che ogni giorno facevano sentire la loro voce sui social network, aspetto che ancora di più ha contribuito a creare quell’immagine di candidato di rottura, contrapposta a quella di Loredana Capone che ha voluto puntare tutto sulla sua grande esperienza politica e professionale, supportata dal PD e dai suoi molti militanti.

I pronostici della vigilia erano tutti a favore di Carlo Salvemini, anche i sondaggi di Troisi Ricerche commissionati dalla stessa Capone davano un ampio margine al suo avversario: nei social network e negli ambienti di sinistra l’attenzione era tutta per lui, ma sin dalle prime ore di domenica si era intuito che la sfida sarebbe stata dura: molti elettori provenienti dalle file del PD affluivano copiosamente ai seggi, mentre il popolo dei social network a stento arginava questa ritrovata partecipazione partitica. Non è arrivato nemmeno il tanto temuto “soccorso azzurro” dei militanti di centrodestra, che per tatticismo politico sarebbero stati accusati di aiutare Salvemini, il quale invece ha perso certamente il voto degli extracomunitari (circa 220 voti), suscitando non poche polemiche tra gli attori politici.

Loredana Capone, dopo un iniziale testa a testa, ha staccato già a metà spoglio Carlo Salvemini con un vantaggio incolmabile, vincendo questa competizione; dunque sarà lei a sfidare il Sindaco uscente Paolo Perrone il maggio prossimo, sebbene ancora non sia chiara la collocazione dell’UDC, che ha visto con un certo interesse la vittoria della candidata democratica, ma rimane tuttora indecisa su come presentarsi ai suoi elettori: non sarà una scelta facile, né poco ponderata, come da buona tradizione democristiana.

Comparando i dati attuali con quelli delle primarie 2006, ci sono stati 4.137 elettori in meno (-34% circa), che non possono essere compensati dalla mancanza di candidati della società civile come Giampiero Corvaglia che nel 2006 prese 2.727 voti, sebbene risulti un dato fisiologico (ma sempre elevato) in quanto nel 2006 andò a votare il 53.5% di coloro che votarono centrosinistra alle successive amministrative, dato eccessivamente sproporzionato, in quanto mediamente vota il 20-27% di questi. La Capone, rispetto al 2006 dove si presentò ma arrivò seconda, perde in assoluto 60 voti (3803 contro 3743), sebbene relativamente risulti più votata (48.2% contro 32%); il distacco tra primo e secondo oggi è di 553 voti, contro i 962 delle precedenti consultazioni, mantenendo circa la stessa proporzione percentuale a causa della differente affluenza (7.7% contro il 6.9% di oggi).

 

 

 

Roberto Greco

Caporedattore di YouTrend. Nato e vissuto a Lecce, laureato in Economia presso l'Università del Salento, è Partner presso la società demoscopica Quorum. Ha collaborato sino al settembre 2011 con la testata Termometro Politico in qualità di caporedattore e responsabile sondaggi.

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